Padre Patricio Sánchez Molinari: l’ultima omelia di un sacerdote sul tempo donato a Dio
Sabato 17 ottobre 2026, a Guayaquil, in Ecuador, padre Patricio Alfredo Sánchez Molinari, sacerdote redentorista di 53 anni, stava celebrando la Messa nella sua parrocchia, Nostra Signora del Perpetuo Soccorso. La celebrazione era trasmessa in diretta streaming. All’improvviso un pesante crocifisso appeso sopra l’altare si è staccato ed è caduto, colpendolo alla testa. Il sacerdote si è accasciato dietro l’altare e le ferite si sono rivelate mortali.
Dalla chiesa si sono sentite le grida di spavento dei fedeli. Il video ha fatto il giro del mondo tra notizie e social network, finché la parrocchia, per rispetto verso il suo parroco, ha deciso di rimuoverlo. La causa del distacco del crocifisso non è ancora stata accertata, ma l’episodio è stato considerato una tragica fatalità.
Indice
Una omelia che oggi suona come un testamento
Pochi minuti prima, i fedeli avevano ascoltato un’omelia dedicata a come usiamo il tempo che ci è dato. Secondo quanto riportato dal quotidiano locale El Universo, padre Patricio ricordava che un giorno tutti i presenti sarebbero morti. Aggiungeva che il tempo speso in tante cose, a volte, vale meno di quello dedicato a Dio. Il tempo di qualità, diceva, è quello donato al Signore, ai fratelli, al coniuge, ai figli e alla famiglia: è il tempo speso nel modo migliore.
Parole che, rilette oggi, sembrano quasi profetiche. E che dialogano con il Vangelo di questa settimana: la parabola dell’uomo ricco che, dopo un raccolto abbondantissimo, progetta di costruire granai più grandi. Dio gli ricorda che quella stessa notte la sua vita gli sarà richiesta, e che i beni accumulati non saranno più suoi (Luca 12, 16-21).
Chi era padre Patricio: un sacerdote “semplice, sereno e fraterno”
Nel messaggio di cordoglio diffuso il 19 ottobre dai Redentoristi, padre Patricio è descritto come un sacerdote semplice, sereno e fraterno, vicino ai giovani, collaboratore delle istituzioni educative e attento ai malati.
Nato nel 1973, è entrato definitivamente nella Congregazione del Santissimo Redentore (i Redentoristi) con la professione religiosa nel 2000 ed è stato ordinato sacerdote nel 2005. Sulle orme del fondatore, sant’Alfonso Maria de Liguori, che esortava ad annunciare l’abbondante redenzione, ha svolto la sua missione in Ecuador. Il suo ministero lo ha portato a Loja, Durán, Vinces, Manta e infine Guayaquil.
A Vinces è stato un pioniere della missione redentorista e per diversi anni parroco di San Lorenzo, portando il Vangelo nelle zone rurali più isolate. A Manta e a Guayaquil, da parroco, ha promosso in modo particolare l’adorazione eucaristica, da vero figlio di sant’Alfonso, autore delle celebri Visite al Santissimo Sacramento.
Domenica 18 ottobre, nella chiesa di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso, dove era parroco, si è tenuta una Messa in suo suffragio.
Oltre la notizia: lo sguardo della fede
La drammaticità dell’incidente e il fatto che fosse in diretta hanno scatenato un’ondata di commenti. Padre Edward Julián Chacón Díaz, segretario generale dei Redentoristi, invita però i cattolici a guardare più in profondità. Nella sua lettera scrive che dietro la notizia c’è un fratello, un sacerdote, un missionario: una vita consacrata al Redentore e al servizio delle comunità.
La sua morte, prosegue, ci pone davanti al mistero e ci invita a rinnovare la speranza in Cristo, morto e risorto. Una vita spesa per il Vangelo non si esaurisce nel suo ultimo istante: resta nei frutti della missione, nelle persone accompagnate e nell’amore seminato lungo il cammino.
Anche nel dolore, conclude, si rende grazie a Dio per la vita e il ministero di padre Patricio. Ha vissuto in unione con Gesù nel Santissimo Sacramento fino all’ultimo momento, all’altare, mentre celebrava l’Eucaristia.
Per la nostra riflessione
La storia di padre Patricio non ci chiede di soffermarci sulla tragedia, ma di porci una domanda semplice e concreta: a cosa stiamo dedicando il nostro tempo? Il tempo donato a Dio e alle persone che amiamo è l’unico investimento che non va perduto.
Che il Signore accolga il suo servo fedele nella pace, e che la sua ultima omelia continui a parlare a ciascuno di noi.
Preghiamo per padre Patricio, per la sua comunità redentorista e per i fedeli di Guayaquil.
Fonti: National Catholic Register / NCR · El Universo · Comunicato dei Redentoristi (CSSR News)
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