Annalisa Colzi
padre pio

Chi è San padre Pio da Pietrelcina

Il mondo può stare anche senza il sole

ma non senza la Santa Messa (Padre Pio)

E’ molto difficile rispondere a questa domanda perché è praticamente impossibile contenere in una breve descrizione che inevitabilmente non potrebbe che usare canoni e schemi prettamente umani, una vita tanto straordinaria quanto semplice, ma soprattutto tanto intrisa di soprannaturale e spiritualità come quella di Padre Pio da Pietralcina; tanto che egli stesso si autodefiniva “un mistero a sé stesso”.

Sì, un mistero che si inserisce perfettamente nel Mistero di Cristo. San Pio è forse il più grande Santo della storia del Cristianesimo. Egli unisce le due “anime” più grandi dell’esperienza religiosa cristiana. Quella del mistico, inteso come colui che vive un intimo e intenso rapporto col Signore tanto da divenire egli stesso preghiera vivente (come il suo Santo fondatore S. Francesco d’Assisi) e da vivere nella sua stessa carne i dolori e i patimenti della Passione di Gesù; e quella del sacerdote che, per sua speciale vocazione e ministero, rappresenta, per tutti i fedeli, Cristo stesso, cd. “alter Christus”. Infatti padre Pio è l’unico sacerdote cattolico con le stigmate.

L’anima che si accosta a questo grandissimo Santo con discrezione, umiltà e soprattutto con Fede, e non semplicemente con curiosità per gli aspetti più “eclatanti” della sua vita o addirittura con superstizione, pian piano entra in comunione con lui, fino al punto da non poter fare a meno di desiderare di diventare un suo figlio spirituale; perché la paternità spirituale che P. Pio ha esercitato, per conto di Dio, verso tantissime anime, continua anche dopo la sua morte.

Pian piano non basta più, all’anima, una semplice conoscenza “intellettuale” del Santo, della sua vita e delle sue opere, mentre diventa indispensabile una progressiva sua imitazione e comunione con la profondità del suo pensiero e della sua esperienza religiosa. Siamo certi che imitare p. Pio corrisponde anche ad imitare Gesù perché la via che ha percorso l’umile frate è la stessa tracciata da Cristo, quella della Croce in vista della Resurrezione.

Francesco Forgione nasce a Pietralcina (Benevento) il 25 maggio 1887 e sin da piccolo si rivela in lui la vocazione a farsi frate. Entra, così, nel noviziato dei frati cappuccini di Morcone (Benevento), nel 1903. Il 10 agosto 1910 viene ordinato sacerdote. Il mese dopo riceve le stigmate invisibili, mentre riceverà quelle visibili, il 20 settembre 1918. Esattamente 50 anni dopo, come promesso dal Signore, esse scompariranno e, dopo aver combattuto la sua ultima battaglia contro il demonio, dall’altare, celebrando la S. Messa, il 23 settembre 1968, P. Pio sale al Cielo. P. Pio viene poi beatificato e canonizzato da Papa Giovanni Paolo II.

Quello del combattimento spirituale contro il demonio e le potenze del male, è solo uno dei tanti aspetti della vita di P. Pio, che colpiscono. E’ una lotta estenuante, fisica, contro Satana. Quante battaglie, quante percosse, quante tentazioni, e quante notti insonni, per i suoi confratelli, a causa dei rumori fortissimi che provenivano dalla sua povera cella!

Ma le persecuzioni contro Padre Pio, purtroppo arrivavano anche da quella Chiesa che egli tanto amava; e che, in alcuni suoi rappresentanti, non seppe da subito riconoscere la santità del povero frate. Ma egli visse tutto questo in umile obbedienza e amore inalterato verso la Madre Chiesa. Altri aspetti che contraddistinguono la vita di P. Pio sono il profondo amore per l’Eucarestia (con quale devozione e partecipazione celebrava la S. Messa che spesso durava anche fino a tre ore, e quante ore di adorazione!); la tenerissima devozione verso Maria Santissima, nostra Mamma Celeste (era capace di recitare anche alcune decine di corone di Rosario al giorno); la profonda consapevolezza della centralità, per la vita spirituale delle anime, del Sacramento della Confessione.

Ecco, il ministero di confessore di P. Pio è straordinario: ore ed ore passate in confessionale. E quante migliaia di persone arrivavano da tutte le parti d’Italia e del mondo nell’umile convento di S. Giovanni Rotondo, per potersi confessare da lui. Un uomo di profonda preghiera che è stato strumento di conversione delle anime, nelle mani di Dio.

Conversioni ottenute non tanto con la predicazione (non ha mai detto un’omelia durante la S. Messa, pur dando moltissimi consigli e parole paterne a tanti suoi figli spirituali). Bensì con la preghiera incessante e con la mortificazione, i sacrifici; e con l’offerta di tutte le sue sofferenze. Sia quelle interiori causate dalle tante persecuzioni e incomprensioni. Sia quelle fisiche dovute alle continue malattie, alle lotte fisiche con il demonio e ai dolori e sanguinamenti provocati dalle stigmate, i segni della Passione di Gesù, scolpiti sul suo corpo per tanto tempo. Per lui è stato come restare inchiodato alla Croce per cinquant’anni!

E poi i tanti miracoli: le guarigioni fisiche, le liberazioni spirituali, le conversioni, le bilocazioni, le apparizioni della Madonna, ecc. Milioni di fedeli dai più semplici fino a Sommi Pontefici si sono rivolti a lui per ricevere preghiere di intercessione presso Dio. Ad essi desideriamo oggi unirci umilmente con il nostro pellegrinaggio sulle orme di Padre Pio, a giovamento del nostro cammino spirituale e per la maggior gloria di Dio.

Vito Muschitiello

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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