Annalisa Colzi
la ricetta non riuscita

Se la ricetta non è riuscita è perchè mancano due ingredienti

pellegrinaggio a Medjugorje 28 settembre 2018

Abbiamo la ricetta, compriamo tutti gli ingredienti e soprattutto ci facciamo prendere dall’entusiasmo, facendo in modo che ogni cosa sia al suo posto. Vassoi, utensili, aggeggi elettronici come il frullatore, le fruste elettriche ecc ecc ecc. Ma che delusione dopo aver tanto faticato, acquistato tutti gli ingredienti soprattutto alcuni introvabili, e scoprire che la ricetta non è riuscita. Dinanzi a noi si presenta questo scenario:

  1. soldi buttati
  2. fatica sprecata
  3. cucina sporca
  4. entusiasmo calato a sotto zero.

Come mai è accaduta questa cosa? Ho seguito tutto alla lettera, ho comperato tutti gli ingredienti… ma siamo sicuri che abbiamo preso proprio tutto? Dopo un pò ci accorgiamo che in realtà tra i numerosi ingredienti mancavano 2, i più importanti! Ci chiediamo come sia potuto accadere una cosa del genere. La troppa fretta, il troppo entusiasmo usato male, il troppo e il niente messi assieme, fanno solo guai!

la ricetta? Ma cosa centra?

Tutta questa storia che vi ho appena scritto è molto simile a quello che accade a noi quando ci apprestiamo a pregare il Signore per chiedere una grazia. E lo so mi direte che sono proprio fissato su questo argomento. Ma sappiate che ci tengo perchè sento spesso dire: è colpa di Dio. Dio non esiste, Dio sta sbagliando, Dio è ingiusto e tante cavolate del genere….in realtà la colpa è solo nostra perchè alla nostra preghiera mancavano due ingredienti. La ricetta deve essere perfettamente eseguita alla lettera con tutto ciò che necessita.

Umiltà e confidenza

Se crediamo che per avere un miracolo basti una bocca, un cervello e una corona, ci sbagliamo cari amici. Quello che ho appena elencato sono solo gli utensili che ci aiuteranno a preparare la ricetta. Ci vuole una grossa dose di UMILTA’. Molti di noi andiamo da Dio con quell’arroganza di essere ascoltati e soprattutto esauditi. Fiducia si, ma arroganza no! Dobbiamo sottometterci e porci umilmente davanti al nostro Signore, e chiarendo che seppure la grazia non ce la fa, siamo consapevoli a priori di non meritarla e comunque vada, noi lo ameremo. CONFIDENZA, è il secondo ingrediente, che ci permette di parlare a Dio con fiducia, con familiarità, aprendo il nostro cuore senza troppe virgole e punti. La nostra preghiera deve scaturire dal cuore, nasce per amore, pervasa dall’umiltà e confidenza. Così allo stesso modo dinanzi alla nostra Madre, che ci conosce bene e ci ama di un amore incalcolabile. A Maria dobbiamo mostrare tutta la nostra apertura di cuore, proprio come si fa con una mamma, senza nascondere nulla, anzi, quanto più le raccontiamo i nostri affanni tanto più riceviamo le sue attenzioni, quanto più vestiamo l’abito della debolezza tanto più, si prende cura di noi.

Lo dice Maria stessa: “Dio innalza gli umili” (Lc 1,52). Maria ci insegna che “Dio resiste ai superbi ma da grazia agli umili.” (1 Pt 5,5).  Il Signore e Sua Madre Santissima, guardano con amore i piccoli e i poveri di spirito, sostengono i più deboli e accompagnano gli sfiduciati. Alziamoci dunque e prepariamo la ricetta più buona che abbiamo mai realizzato nella nostra vita.

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Ugo

Ugo

Sono la conferma che Dio sceglie lo scarto del mondo per confondere i sapienti e i superbi. Sono la conferma che Dio usa misericordia con chi accetta di essere sconfitto dal Suo Amore.

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