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La scuola pubblica è laica? Sembra proprio di sì

La scuola pubblica è laica? Sembra proprio di sì, tanto è vero che l’ora di religione cattolica è destinata solo a coloro che ne fanno richiesta. Quindi se la scuola statale è laica se ne deduce che chi vuole fare propaganda a qualsivoglia religione debba farla solo a coloro che la richiedono.
Detto questo, passo subito all’argomento a cui mi sono interessata questa mattina e che si chiama: Alice Project Universal Education School. Di cosa si tratta? Di far entrare nelle scuole un progetto di yoga, meditazione Trataka e religione induista. Sì, proprio religione induista nelle scuole pubbliche. Ma non erano laiche?
Vediamo in dettaglio cosa prevede il progetto ideato da Valentino Giacomin, un italiano che per tanti anni ha lavorato nelle scuole indiane dove, si badi bene, il suo progetto può anche andare bene, visto e considerato che l’induismo è la religione principale dell’India (80 %). Il problema, semmai, nasce in Occidente dove la maggior parte degli alunni sono battezzati.

Il progetto

Alice Project è centrato su una visione educativa che sostituisce il nozionismo con la costruzione di ponti tra culture e lingue diverse, in bilico tra Oriente e Occidente. Alle materie convenzionali, come italiano, matematica, geografia, storia, inglese, affianca e integra filosofia, meditazione, yoga, agricoltura, educazione alla spiritualità. I bambini osservano per qualche minuto la luce di una candela per rafforzare concentrazione e attenzione, leggono parole ed espressioni per poi ripeterle a occhi chiusi al contrario, anche in inglese, per stimolare le capacità di apprendimento, praticano meditazione per conoscere il pensiero e sviluppare consapevolezza, imparano matematica attraverso l’accensione di un’originale sequenza di lampadine.

Questo progetto è chiaramente religioso

Questo progetto ha dei fondamenti religiosi, quindi in contrasto con la laicità della scuola pubblica. Vediamo in dettaglio:

  1. Meditazione. Di che tipo di meditazione si parla? Della meditazione Trataka. Questo tipo di meditazione consiste nel fissare un oggetto a lungo senza sbattere gli occhi. Alice Project chiede ai bambini di fissare la fiamma della candela senza sbattere le palpebre il più a lungo possibile. Questo tipo di meditazione è legata alla sesta tappa dello yoga, chiamata Dharana: “fissare un oggetto esterno, come un punto luminoso o interno, come immagine evocata nella mente per acquietare il flusso disordinato dei pensieri”.
  2. Yoga. Sarebbe molto interessante partecipare alle varie sezioni dello yoga che Alice Project propone per capire se vi si recitano anche dei mantra, se cercano di risvegliare la kundalini e se parlano di chakra. Lo yoga, quello vero, presuppone tutte queste cose e anche altro perché, appunto, gli induisti lo praticano per spezzare il ciclo delle reincarnazioni attraverso il raggiungimento del Samadhi.
    Lo yoga non nasce per rilassarsi e diventare più buoni ma per dissolversi nel “tutto” e quindi s-personalizzarsi. Lo ricordano molto bene i Veda, i libri sacri della religione induista. All’interno dei Veda si trovano le Upanishad dove viene descritta la disciplina dello yoga. Questi insegnamenti contengono delle tecniche che possono condurre al godimento dell’assoluto (energia divina).
    Chiaramente l’energia divina induista è una energia impersonale che non c’entra niente con il nostro Dio.

Nel libro Varcare le soglie della speranza, Giovanni Paolo II diceva: “Non è perciò fuori luogo mettere sull’avviso quei cristiani che con entusiasmo si aprono a certe proposte provenienti dalle tradizioni religiose dell’Estremo Oriente, in materia, per esempio, di tecniche e metodi di meditazione e di ascesi. In alcuni ambienti sono diventate una specie di moda che viene accettata in maniera piuttosto acritica”.
In conclusione si può senz’altro affermare che il progetto Alice non è nient’altro che un cavallo di Troia per divulgare la spiritualità induista fin dalle scuole materne.
Detto questo, ognuno è libero di scegliere la strada giusta o sbagliata per il proprio figlio ma, appunto, in perfetta libertà. Questo significa che ogni genitore, come avviene per la religione cattolica, debba decidere se far partecipare o meno il proprio figlio a tale progetto religioso (non chiamatelo anti – bullismo che è solo una presa in giro). Nessuna imposizione poiché è incostituzionale.
D’altra parte sarebbe come voler imporre il Santissimo nelle scuole e obbligare i ragazzi a fare un’ora di adorazione invece di tante nozioni. Per me, cattolica, sarebbe un grande progetto contro il bullismo, ma agli induisti, agli atei ecc… sicuri che andrebbe bene? Anche io, d’altra parte, potrei dire che non sto facendo nessuna propaganda cattolica. Infatti fissare il Santissimo per un’ora senza parlare non è fare proselitismo, né far passare il tutto come religione. Potrei semplicemente dire che tutto questo ha un potere rilassante e quindi contro ogni tipo di violenza. Ma chi sarebbe d’accordo?
P.s. Il mantra OM rappresenta i tre dei dell’Induismo: brahama, vishnu e shiva. Il cattolico che lo recita va contro il primo Comandamento: “Io sono il Signore tuo Dio non avrei altri dei fuori di me”.

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annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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