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Il peccato è una vera dipendenza

Padre Giuseppe Tomaselli, un grande esorcista salesiano, ci racconta attraverso un esorcismo praticato nel 1934, ci fa comprendere come il peccato affonda l’anima… In che senso affonda? Nel senso che ogni volta che si commette peccato, diventa sempre più difficile riprendersi e risalire a galla. Ecco il racconto:

Il 27 marzo del 1934 un Sacerdote faceva in Sicilia un esorcismo, cioè scacciava il demonio dal corpo di una bambina. Erano presenti una decina di persone. Prima che il demonio partisse, il Sacerdote domandò: Nel nome del Signore, rispondi a quanto ti chiedo! Come ti chiami?
– Il mio nome non t’importa saperlo e perciò non te lo dico!
– In questa bambina sei solo o con altri compagni?
– Per il momento sono solo; ma sei vuoi, chiamo altri aiutanti!
– No, resta solo! Io ti ordino di partire subito dal suo corpo!
– Dimmi dove debbo andare e parto senz’altro! Non voglio aver da fare con te Prete Cattolicaccio!
– Và in alto mare; prendi il corpo di qualche pesce e non entrare in nessuna creatura umana!
– Che cosa me ne faccio di questi esseri? Io cerco anime!

– Ed allora, ritorna subito all’inferno e non uscire più!
– Ritornare all’inferno, sì; non uscire più, non è possibile! Lucifero mi costringe ad andare in giro!
– Ti comando di restare nell’inferno! – Non posso ubbidirti in questo!
– Prima di partire, dimmi ancora: Dove ti trovavi prima di essere qui?
– Andavo in giro per le vie della città!
– E che cosa fai andando in giro?
– Cerco di far peccare la gente!
– E tu che cosa ne guadagni?
– Vengono anche gli altri con me all’inferno!
– Siete molti nel fuoco eterno?
– Sapessi, sapessi quanta gente c’è là dentro!
– Adesso parti!
– Me ne vado, ma lascerò la bambina in lacrime e legata a questa sedia!

La bambina diede in uno scoppio di pianto, si sedette e per circa cinque minuti non poté alzarsi dalla sedia né potè fare altri movimenti.
Il dialogo si svolse in latino fra il Sacerdote e la bambina di nove anni.

Riflettiamo bene

Dovremmo riflettere bene le parole del demonio:

Vado in giro per far peccare la gente, così viene all’inferno con me!

Dice il catechismo della Chiesa Cattolica che i demoni sono Angeli ribellatisi a Dio per superbia e che per gelosia tentano gli uomini al male.
Il demonio perdette il Paradiso e non può sopportare che una misera creatura umana prenda il suo posto in Cielo.
Infatti, Satana, in forma di serpente, tentò Adamo ed Eva. Lui è il serpente velenoso, astuto, molto più furbo di noi…con lui infatti non si deve ragionare ma solo tacere e pregare per non farsi fregare come appunto i nostri progenitori che alle parole: Sarete simili a Lui!… Non è vero che morrete!… si convinsero di commettere il peccato disastroso: LA DISOBBEDIENZA A DIO.

 

Anche noi commettiamo il peccato disastroso

L’opera di Satana non finì nel paradiso terrestre; è continuata e continuerà sempre, tutt’oggi, facendo commettere il peccato disastroso e cioè ribellarsi alla legge di Dio e quindi disobbedire all’Eterno Padre. Ogni volta che pecchiamo, noi ci ribelliamo e disobbediamo.
Il demonio assale tutti, anche le persone più sante, come sappiamo tentò addirittura il Figlio di Dio e per ben tre volteo.
Dobbiamo sempre ricordare ciò che raccomandava l’Apostolo San Pietro ai primi Cristiani:

Fratelli, siate sobri e vigilate perchè il vostro nemico, il diavolo, và in giro come leone ruggente in cerca di preda! Resistetegli con forza nella fede!

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