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Chiedersi perchè è normale ma non sempre darsi un perchè lo è

Il titolo di questo articolo “chiedersi perchè….” sembra quasi un gioco di parole…ma riflettiamo e comprenderemo: Tutti ci chiediamo perchè. Il nostro io, il nostro intelletto vuole quindi dare un perchè ad ogni domanda e requisito…ma questa è la grande tentazione del cristiano. E’ normale, anzi normalissimo e giustissimo chiedersi perchè ma quando viene l’alta marea, è meglio fermarsi per non affondare negli abissi dell’oceano. Un cristiano prima di ogni perchè, deve vivere di fede. Non possiamo quindi dare un perchè a tutte le nostre domande e se tentiamo di farlo rischiamo di perdere l’essenza della fede e la fede stessa.

Chiedersi Perchè ?!

Un bambino non fa altro che chiedersi perchè, è la natura umana, anzi se un bimbo non fa domande, vuol dire che c’è un problema. La mente del bambino, che si apre alla vita, domanda tanti piccoli perché; crescendo negli anni, cresceranno anche i perché, ai quali risponderà da se stesso o per mezzo di altri. Parlando di un cristiano invece diciamo: se un credente non fa altro che chiedersi perchè, vuol dire che c’è un problema di fede. Come potete vedere le cose sono proprio l’opposte. Dobbiamo smettere di voler dare per forza un perchè ad ogni cosa e situazione. Dobbiamo invece fidarci di Dio, confidare in Lui ciecamente.

Il mare in un oceano

Si racconta che il Vescovo Sant’Agostino camminava sulla riva del mare. Era immerso in profondi pensieri perché stava componendo un suo famoso trattato sulla Trinità, nel quale si sforzava di approfondire il grande mistero. Ad un tratto s’accorse che a breve distanza da lui v’era un bimbo, che con una conchiglia attingeva dal mare e la trasportava in una piccola buca, che aveva scavata nella sabbia.

Che fai bimbo? – domandò Sant’Agostino.
Voglio svuotare il mare e metterlo in questa buca, – rispose il bambino.
Ma non vedi che è impossibile? Il mare è così grande e la buca così piccola!
Vescovo Agostino, e come potrai tu, piccola creatura della terra, con la tua limitata intelligenza comprendere un mistero così alto, quale è quello della SS. Trinità? Detto ciò, il piccolo scomparve. Era un angelo del Cielo.

chiedersi perchè

Il grande perchè

Quanti perché ci sono nella vita, cui non sempre può darsi un’adeguata spie­gazione! La stessa filosofia, che studia il perché delle cose, è sovente negli imbrogli e cade in contraddizione; ne sono prova le diverse correnti filosofiche, l’una op­posta all’altra.
Eppure ogni perché richiede la sua spiegazione. L’intelligenza, che è fatta per la verità come l’occhio per la luce, resta inquieta davanti al buio di certi perché. Se si volessero elencare ed analizzare tutti i perché che agitano le menti umane, non si finirebbe più; alcuni sono inutili o indifferenti, altri interessanti e vantaggiosi. Ma c’è un perché di massima impor­tanza, che tocca tutti, davanti al quale non si può e non si deve restare indifferenti; purtroppo questo grande perché è messo da parte.

Perché sono nel mondo? Io un tempo non esistevo; sono venuto all’esi­stenza senza mia volontà e certamente senza mia cooperazione. Occupo un posto nell’universo e precisamente in questo pia­neta chiamato terra. Ma quale scopo ha la mia dimora nel globo terrestre, dimora che è temporanea?
Quanti sono quelli che approfondi­scono il problema? Dai più si vive nella irriflessione, nella grande incoscienza, o come si dice, con la testa nel sacco.

Concludo: Più che chiedersi perchè Dio permette che l’innocente muoia…che i bambini si ammalino… ecc ecc dobbiamo chiederci: Perchè esisto? Che cosa vuole da me il Signore? La risposta arriverà se solo la cercheremo attraverso la vera fede.

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