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L’inferno esiste e non è solo mancanza di Dio

Molti si chiedono se l’inferno esiste. Moltissimi invece dicono che è solo una condizione e che il fuoco è rappresentativo. La risposta? Qual è? L’inferno esiste e anche le fiamme.
L’inferno è prima di tutto una condizione dove l’anima soffre la mancanza di Dio ma ci sono anche le fiamme. La Madonna ai tre pastorelli infatti mostrò l’inferno e la visione era terrificante; anime che cadevano in un burrone pieno di fuoco.

 

Approfondiamo l’argomento:

Che cos’è questo inferno del quale oggi si parla troppo poco (con grave danno per la vita spirituale degli uomini) e che invece sarebbe bene, anzi, doveroso conoscere nella giusta luce?
È il castigo che Dio ha dato agli angeli ribelli e che darà anche agli uomini che disobbediscono alla sua legge, se muoiono nella sua inimicizia. L’inferno esiste solo nella mente dei preti, rispondono oggi tanti increduli eppure non esiste uomo sulla terra che non ammette una punizione per i colpevoli. Anche per coloro che si comporta­no ingiustamente, sono concordi nell’ammettere che a chi fa il be­ne spetta il premio e a chi fa il male spetta il castigo.
Allo studente volonteroso spetta la promozione, allo svogliato la bocciatura. II cittadino onesto è premiato col riconoscimento dei suoi diritti, il delinquente va colpito con una giusta punizione.
Dunque, la nostra ragione non è contraria ad ammettere il ca­stigo per i colpevoli. Dio è giusto, anzi, è la Giustizia per essenza.
II Signore ha dato agli uomini la libertà, ha impresso nel cuore di ognuno la legge naturale, che impone di fare il bene e di evita­re il male. Ha dato anche una legge per iscritto “i Dieci Comandamenti”.

 

Gesù ha parlato anche del castigo eterno 

A un buon figlio, per obbedire, basta conoscere cosa desidera il padre: obbedisce sapendo di fargli piacere e di godere del suo affetto; mentre a un figlio ribelle si minaccia una punizione.

Così ai buoni basta la promessa del premio eterno, il Paradiso, mentre ai malvagi, vittime volontarie delle proprie passioni, è ne­cessario presentare il castigo per scuoterli.

Vedendo Gesù con quanta malvagità tanti suoi contemporanei e persone dei secoli futuri avrebbero chiuso gli orecchi ai suoi in­segnamenti, desideroso com’era di salvare ogni anima, parlò del castigo riservato nell’altra vita ai peccatori ostinati, cioè la puni­zione dell’inferno.

La prova più forte dell’esistenza dell’inferno è data dunque dalle parole di Gesù.

Negare o anche solo dubitare delle terribili parole del Figlio di Dio fatto Uomo, sarebbe come distruggere il Vangelo, cancellare la storia, negare la luce del sole.

È verità di fede

L’esistenza dell’inferno è assicurata e ripetutamente insegnata da Gesù Cristo; è dunque una certezza, per cui è un grave pecca­to contro la fede dire che: “L’inferno non c’è!”. Ed è un grave peccato anche solo il mettere in dubbio questa verità: “Speriamo che l’inferno non ci sia!”. Chi pecca contro questa verità di fede? Gli ignoranti in materia di religione che non fanno nulla per istruirsi nella fede, i superfi­ciali che prendono alla leggera un affare di così grande importan­za e i gaudenti ingolfati nei piaceri illeciti della vita. In generale ridono dell’inferno proprio quelli che sono già sul­la strada giusta per finirci dentro. Poveri ciechi e incoscienti! È necessario ora portare la prova dei fatti, visto che Dio ha per­messo delle apparizioni di anime dannate.

l'inferno esiste

Un fatto realmente accaduto a Napoli tanti anni fa

II seguente episodio fu inserito nei processi di canonizzazione di San Francesco di Girolamo, celebre missionario della Compa­gnia di Gesù.

Un giorno questo sacerdote predicava a una gran folla in una piazza di Napoli. Una donna di cattivi costumi, di nome Caterina, abitante in quella piazza, per distrarre l’uditorio durante la predica, dalla fi­nestra cominciò a fare schiamazzi e gesti spudorati. II Santo dovette interrompere la predica perché la donna non la smetteva più, ma tutto fu inutile.

II giorno dopo il Santo ritornò a predicare sulla stessa piazza e, vedendo chiusa la finestra della donna disturbatrice, domandò co­sa fosse capitato. Gli fu risposto: “È morta questa notte improvvi­samente”. La mano di Dio l’aveva colpita. “Andiamo a vederla”, disse il Santo. Accompagnato da altri entrò nella camera e vide il cadavere di quella povera donna di­steso. II Signore, che talvolta glorifica i suoi Santi anche con i mi­racoli, gli ispirò di richiamare in vita la defunta.

San Francesco di Girolamo guardò con orrore il cadavere e poi con voce solenne disse: “Caterina, alla presenza di queste perso­ne, in nome di Dio, dimmi dove sei!”. Per la potenza del Signore si aprirono gli occhi di quel cadave­re e le sue labbra si mossero convulse: “All’inferno!… Io sono per sempre all’inferno!”.

Cari amici l’inferno esiste e non è solo un modo di identificare una vita peccaminosa o una condizione ma anche un luogo. Lo ha detto Gesù e ce lo dimostrano i santi.

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