Se i tuoi difetti ti opprimono, segui questo consiglio di San Paolo della Croce
Quando ci pesano i nostri errori: il consiglio di san Paolo della Croce
Il 20 ottobre la Chiesa ricorda san Paolo della Croce, fondatore dei Passionisti, nato a Ovada nel 1694 e morto a Roma nel 1775. Fu un uomo che dedicò la vita a far meditare sulla Passione di Gesù, ma anche un padre spirituale attento alle fragilità di chi gli si affidava. Nelle sue lettere troviamo un consiglio molto concreto per i momenti in cui ci sentiamo schiacciati dai nostri difetti.
Lo scoraggiamento di chi comincia
Chi si avvicina a Dio con sincerità sperimenta presto una realtà dolorosa: si cade, e si cade di nuovo. San Paolo della Croce lo sapeva bene. Scrive che chi è agli inizi nel servizio di Dio, quando cade in una colpa, rischia di perdere fiducia. Nasce allora il pensiero: non sono degno, non ce la farò mai.
Non è umiltà. È una tentazione sottile, perché sembra serietà e rispetto per Dio, ma ci tiene fermi, ripiegati su noi stessi e lontani dalla misericordia.
Un filo logoro in un mare di fuoco
Il rimedio che il santo propone è un’immagine potente. Quando senti nascere in te quel sentimento di indegnità, ti dice, alza il cuore a Dio e considera che tutte le tue colpe, davanti alla sua bontà, sono meno di un filo logoro gettato in un mare di fuoco.
Poi aggiunge un’immagine ancora più vivida: immagina che tutto l’orizzonte che vedi da un monte sia un mare di fuoco. Se vi getti dentro un filo consumato, scompare in un istante. Così è davanti all’amore di Dio: la nostra miseria, per quanto ci appaia enorme, non regge il confronto con la sua carità infinita.
Cosa fare, in concreto
Il consiglio è semplice e si può mettere in pratica subito, ogni volta che sbagliamo:
- Umiliati davanti a Dio. Riconosci la colpa senza minimizzarla e senza drammatizzarla.
- Gettala nell’oceano della sua carità. Non tenerla stretta, non rimuginarci: affidala a Lui.
- Lascia che la sfiducia scompaia. Il santo assicura che, insieme alla colpa, svanisce anche lo sconforto.
Questo non significa prendere alla leggera il peccato. Significa rimettere le cose nel giusto ordine: Dio è più grande del nostro peccato, e la fiducia in Lui è già l’inizio della guarigione. Per i cattolici, questo cammino passa anche dal sacramento della Riconciliazione, dove la misericordia ci raggiunge in modo concreto.
Un messaggio per le anime tormentate
Molte persone oggi vivono con un senso di inadeguatezza che pesa come un macigno. Sono stanche di sbagliare, convinte di non valere abbastanza, e finiscono per allontanarsi proprio da Chi potrebbe sollevarle. A loro, e a ciascuno di noi, san Paolo della Croce ricorda che il nostro peccato non è l’ultima parola. L’ultima parola è l’amore di Dio.
Se oggi ti senti schiacciato dai tuoi limiti, prova a fare questo piccolo gesto: ferma un momento, alza il cuore e affida a Dio ciò che ti pesa. Poi riparti, con la fiducia di un figlio.
San Paolo della Croce, tu che hai insegnato a fissare lo sguardo sulla Passione di Cristo, prega per noi, perché non ci perdiamo d’animo davanti alle nostre cadute, ma confidiamo sempre nella misericordia infinita del Padre.
Domande frequenti:
- Quando si festeggia san Paolo della Croce? Il 20 ottobre.
- Chi era san Paolo della Croce? Il fondatore dei Passionisti, nato a Ovada nel 1694 e morto a Roma nel 1775.
- Cosa fare quando ci si sente indegni davanti a Dio? Umiliarsi, affidare la colpa alla misericordia di Dio e non lasciarsi vincere dalla sfiducia.
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