Medjugorje anni ottanta
Erano da poche settimane iniziate le apparizioni a Medjugorje ed io con mio marito Raul eravamo in vacanza all’isola di Troghir.
Avendo mio marito saputo delle apparizioni, decidemmo, un caldo pomeriggio, con la nostra automobile di andare.
Fu un viaggio difficile, strade non facili, pochi i cartelli stradali, seguivamo le indicazioni su una vecchia cartina stradale, quelle di una volta.
Quando arrivammo nella spianata di Medjugorje, dove c’era solo la chiesa di San Giacomo, raggiungibile attraverso una strada sterrata, non trovammo anima viva e la porta della Chiesa era chiusa.
Potemmo solo guardare , sulla parete destra della chiesa c’era una grata di ferro, collocata un po’ in alto, difatti c’erano in terra alcuni mattoni per salire e da lì poter intravedere l’interno della sacrestia, dove, avevamo saputo , la Santa Vergine appariva ai veggenti.
Ci saremmo aspettati di poter vedere e parlare con qualcuno, ma nonostante ciò non accadde, fummo come catturati da una pace insolita che ci indusse a pregare profondamente e a riprometterci di ritornare a Medjugorje, molto presto.
È così fu.
Nel mesi successivi tornammo anche con mio figlio Christian che allora aveva 4 anni.
Medjugorje era una realtà completamente diversa da come la si vede oggi.
Tanto che ci sistemammo nella nostra tendina canadese, proprio davanti alla chiesa sotto gli alberi.
Nei giorni a seguire, fummo ospiti dai parenti della veggente Vicka, conoscemmo i veggenti, allora ancora giovanissimi e partecipammo, in quella piccola sacrestia, alle apparizioni. Conocemmo il caro padre Jozo.
Furono esperienze indescrivibili ed indimenticabili.
Da quella lontana volta, la Regina della Pace mi ha aiutata a mettere Dio al primo posto nella mia vita e ad amare con cuore puro.
Medjugorje è parte di me, sono profondamente legata alla nostra cara Madre, la sento vicina, lei ci vuole, come ogni mamma desidera per i propri figli, felici; ma la vera gioia e la vera pace, la possiamo trovare solo aprendo con umiltà, il nostro cuore a Gesù.
Seguo nella mia vita e faccio conoscere, nella semplicità e come lo Spirito Santo mi suggerisce, i suoi meravigliosi messaggi così pieni d’amore che ci sostengono e ci animano nella fede.
La preghiera è la mia forza e da poco tempo, con altri fratelli, abbiamo formato un piccolo cenacolo eucaristico mariano.
Ringrazio ogni giorno, sempre di più, il nostro buon Dio, per avermi permesso di vivere la mia vita in questo grandioso momento storico di grazia infinita, nel quale la Regina della pace ci accompagna per portarci al trionfo del suo Cuore Immacolato e alla salvezza eterna.
Cerchiamo di collaborare a questo progetto di Maria, consacrandoci a lei, uniti nell’amore, nella speranza e nella preghiera ; potremo cosi riuscire a sostenere le sofferenze delle prove e vivere il Paradiso già qui sulla terra.
Sia lodato Gesù Cristo, Franca Dondi
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