DIGIUNARE E AMARE

La vigilia di Ognissanti

Non so le vostre nonne, ma le mie mi hanno abituato da sempre ad associare la vigilia di ognissanti a cose come “digiuno” e “astinenza dalle carni”. «Oggi è di magro dicevano». In effetti benché il mondo ci spinga a intagliare ortaggi e a imbrattarci la faccia (nel migliore dei casi) la tradizione della Chiesa è quella di attendere i giorni di festa in un clima di raccoglimento che preveda la preghiera, il digiuno e l’astinenza dalle carni. E non parliamo solo di cibo: sarebbe una buona cosa anche riuscire a digiunare dagli impegni, oppure dalle distrazioni. È roba da fissati nostalgici masochisti? No, serve a preparare il cuore facendo spazio alla presenza di Dio. Lui sta arrivando e vuoi farti trovare in casa.

Fare spazio

Succede sempre così: già dalla vigilia di ognissanti “ricordati di santificare le feste” nelle nostre teste diventa “ricordati di mangiare fino a stare male nei giorni di festa”. C’è differenza. Come santifico una festa? Io devo santificarla? Mettiamola così: santificare una festa significa dedicare quel giorno interamente a Dio. Questo richiede una preparazione, un clima. Le tradizioni, il mondo, la corrente ci portano invece a “riempire” quel giorno di altro, possibilmente fuori tema, lasciando il Signore fuori dalla porta. E la vigilia di ognissanti generalmente serve a fare un bagordo in preparazione di un altro bagordo. Noi vogliamo invece che il cuore sia preparato da subito, anzi dalla vigilia. Certo che festeggeremo! Ma con lo Spirito rivolto al Cielo.

La vigilia di Ognissanti

Oggi non si digiuna più per la vigilia di Ognissanti. Una volta era consuetudine nella Chiesa. Il giorno dei defunti non è importante solo per noi cristiani, ma anche per i moderni pagani. Succedono diverse cose durante quella notte, alcune non molto belle, altre proprio brutte. Zucche, dolcetti e scherzetti non ci fanno impressione: sto parlando di altro. Se non vi va a genio che il mondo corteggi il male, ricordate che digiuno e preghiera sconfiggono i demoni. Eleviamo il “livello di preghiera” del mondo. Chi digiuna non ha paura.

Nota per pignoli: durante i giorni di vigilia l’astinenza varrebbe per tutti i fedeli che abbiano compiuto il 14esimo anno di età, mentre il digiuno sarebbe prescritto dai 18 ai 60 anni compiuti. A tutti gli altri ad ogni modo se vogliono e se possono non è vietato.
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