la sapienza di Dio
RIFLESSI DI LUCE

La sapienza, se solo tutti comprendessero la sua grandezza

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La sapienza è la disposizione a considerare e a gustare il bene. Per essa comprendiamo come quello che non è eterno è nulla; come un bene per essere vero e desiderabile deve essere eterno, sia esso la bellezza o la verità, il piacere o l’amore. Conseguentemente per essa gustiamo solo ciò che tale bene eterno riflette, annunzia o fa raggiungere.

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Non vi sono diverse sapienze, ma una sola sapienza: quella cristiana, perché non vi è che un solo bene, assoluto ed eterno, contenente ogni gioia ed ogni piacere: Dio ed il Corpo Mistico di Gesù.

Ogni altro bene o è vano come un sogno, o è nocivo come una pillola di veleno con una patina di zucchero.

Ogni altra sapienza che fa dimenticare il bene eterno e la bellezza infinita è vana. Sono vane le lettere, le arti, la legge, la tecnica, la politica, ecc., eccetto che non siano rivelazione del Vero e mezzo per raggiungere il Bene.

Ogni altra sapienza che fa perdere il gusto del Vero e del Bene è dannosa: l’arte del successo nella società mondana, negli affari, il culto della bellezza, della moda, le morali, i sistemi condannati dalla Chiesa, ecc.

Il sapiente gusta solo Dio, Gesù, il Corpo Mistico; cerca solo ciò che gli raffina l’anima e il corpo e lo mette in condizione di poter meglio gustare per tutta l’eternità la visione beatifica di Dio e la Comunione dei Santi.

Quindi l’uomo sapiente gusta innanzitutto la Comunione in cui riceve misteriosamente Colui che formerà la sua felicità eterna: Gesù, suprema bellezza, bontà, verità, gusta la preghiera in cui si mette in comunicazione e in contemplazione dell’Amore infinito e cerca di stare, compatibilmente coi suoi doveri, il più possibile solo per pregare; ha il gusto del raccoglimento, del nascondimento, della carità, dell’apostolato, delle mortificazioni, di ogni altra virtù; ha il gusto della meditazione, delle letture spirituali e di tutto quanto parla di Dio; ha il gusto dell’amicizia con le persone buone, di quelle che saranno con lui in Paradiso e tanto più le ama e gode della loro compagnia quanto più esse sono fervorose e quanto più portano a Dio.

Al contrario l’uomo sapiente non ama di stare con la folla; non gusta i balli, i divertimenti, i cinema, gli stadi, le visite, le chiacchiere inutili, gli amori peccaminosi, gli affetti puramente naturali, ecc.

Come chi ha mangiato un dolce squisito subito dopo trova scipito i cibi comuni, così chi gusta veramente la sapienza eterna, trova poi scipito ogni divertimento, ogni piacere, ogni amore mondano.

L’opposto della Sapienza divina è la sapienza mondana. Questa è falsa sapienza; è il gusto del vano e del male. Tale sapienza è stoltezza perché fa dimenticare, trascurare e infine perdere i beni eterni. Le forme della sapienza umana sono tre:

  • sapienza animale che è il gusto dei piaceri della carne;
  • sapienza terrena, che è il gusto degli affari, del denaro e dei beni della terra;
  • sapienza diabolica, che è il gusto di sé, delle lodi, della fama e della potenza. La massima parte degli uomini posseggono solo questa sapienza umana; sono come quegli stolti che fanno andare alla malora i loro affari e i loro beni e cercano la loro felicità nei sogni o negli stupefacenti.

« Infinito è il numero degli stolti », ci avverte la Sacra Scrittura (Eccles. 1,19). Costoro sono uomini animali, i quali non capiscono le cose dello spirito. Dio è infinitamente prezioso e non mostrerà la sua faccia a coloro che non vogliono gustarlo né cercarlo in terra; è infinitamente geloso del Corpo Mistico e non permetterà che ne goda la comunione eterna chi non ne desidera la comunione in terra.

Per conoscere se la tua sapienza è cristiana o umana devi esaminarti:

qual è la sorgente dei tuoi piaceri e dei tuoi turbamenti, in che cosa il tuo cuore trova il proprio riposo e la propria soddisfazione, quali cose maggiormente desideri e pensi?

Forse già capisci quali sono le cose che devi gustare, ma non riesci a gustarle. Non ti resta che fare come il convalescente: comincia a mangia senza gusto, quindi con poco, quindi con molto, man mano che la salute ritorna florida.

Comincia a lasciare i divertimenti, le cure e i piaceri mondani sia pure con grande sacrificio, finché ne perderai il gusto; cominciare a pregare, a praticare le virtù cristiane, ad accostarti ai sacramenti finché te ne verrà il gusto.

Prega tanto il Signore che ti faccia trovare amaro ogni piacere mondano e ti dia il dono della sapienza.

don Santangelo Ildebrando

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