Annalisa Colzi
i genitori non riescono più a controllare i propri figli ormai drogati dalla cocaina digitale; il cellulare

Ma i genitori conoscono davvero i loro figli?

Una mamma mi ha scritto dopo la vicenda del 15enne Andrea Barone morto per un selfie. Una risposta al mio quesito: “Perché i genitori negano l’evidenza dei fatti? Perché dire che suo figlio non era salito per un selfie fino in cima al tetto del centro commerciale? E se anche non era salito per un selfie, è normale mettere a rischio la vita per salire in un posto dove è proibito entrare?“.

Bisognerebbe ammettere i propri sbagli

In questi casi scatta un meccanismo psicologico che consiste nel non riuscire ad ammettere con se stessi e con il mondo intero di aver sbagliato qualcosa con i propri figli. Dico questo perché il solo pensare che un figlio, il proprio figlio, dall’oggi al domani possa non esserci più per un videoselfie, o per una foto, deve essere sconvolgente. Io stessa non riuscirei a concepirlo… meglio pensare che possa essere morto investito, ma non così!!!

Inoltre Annalisa c’è da dire che la nostra generazione di genitori è un po’ ignorante nella tecnologia. Noi abbiamo dovuto imparare per forza maggiore a usare determinati mezzi tecnologici; i nostri figli invece vengono definiti ragazzi “digitali”; il cellulare è la loro terza mano. Basta osservare come lo usano; noi per scrivere sul cellulare usiamo una mano che regge il cellulare  e il dito indice della mano destra per digitare i tasti, loro usano solo un’unica mano e il pollice. E’ solo un esempio che fa capire molte cose. E poi c’è il problema della privacy. Oggi i giovani sono ermetici e le loro cose se le tengono ben strette e in nome della privacy non vogliono fornire le password ai genitori che sono di fatto gli unici che, alla fine, rimangono fuori dal loro mondo. Tutti possono vedere le loro foto, leggere i loro messaggi, al di fuori dei propri genitori. E’ assurdo!

 giovani con lo smartphone e i genitori sempre più fuori

Tutto ciò lo dico, Annalisa, non per giustificare la categoria dei genitori. No, perché davanti ad una morte così non si possono trovare i ma, i se, i però. E’ solo per dire come stanno andando le cose oggi. L’errore dei genitori, forse, è a monte. Quando si compra un cellulare ad un figlio, bisogna stabilire fin da subito che la password deve essere conosciuta anche da noi genitori. Solo che non è facile. Oggi i ragazzi sono ribelli nei confronti dei loro educatori, magari non tutti, ma va così per la maggioranza dei casi. Io stessa, ho fatto questo errore. Non ho e non riesco più ad avere la password da mio figlio di 16 anni. Dovevo farlo prima, agli inizi, ma forse, prima come tanti genitori non mi rendevo conto della pericolosità effettiva di questi strumenti nelle sue mani: Quindi, confido adesso nel suo buonsenso e sulla protezione della Madonna. Ma tra un po’ di anni ci renderemo conto dei danni provocati da una tecnologia utilissima ma usata male e data in mano a chi non ha ancora maturità. Io credo che questi frutti cattivi li raccoglieranno ben presto i figli dei nostri figli e come al solito quando ci saranno troppi danni irreparabili, allora si correrà ai ripari. Intanto abbiamo dei giovani che hanno uno smodato bisogno di mostrarsi come in vetrina su instagram e altri social per raccogliere quanti più mi piace possibili, costi quel che costi, anche a scapito della vita. In effetti c’è qualcosa che non va!

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annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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