Annalisa Colzi
selfie con la morte

Cari genitori sappiate che il selfie con la morte va di moda

Il selfie con la morte da cui non si ritorna

In America si dice che già da dieci anni si gioca al selfie con la morte. Un gioco assurdo che ogni anno miete vittime. Anche in Italia vi sono ragazzi che si cimentano in queste follie e ogni tanto, qualcuno ci rimette le penne. L’ultimo in ordine di tempo si chiama Andrea Barone, morto a 15 anni a causa di una caduta accidentale in un condotto di aerazione posto sul tetto di un centro commerciale.

Gli amici che erano saliti con lui, non vedendolo più si sono allarmati e hanno avvisato i vigilantes raccontando loro che erano saliti per farsi un selfie. Questa è la prima cosa che hanno detto per poi cambiare versione dopo che il padre di Andrea avrebbe affermato che suo figlio era salito per scattare fotografie alla vicina aerea eventi del carroponte, che ospitava una serata di musica.

Sinceramente non capisco che differenza possa esserci tra essere saliti per un selfie o per fare delle foto a chicchessia. La verità era scritta sulla pagina social del ragazzo: “La morte non ci fa paura la guardiamo in faccia”, un commento ad una foto in cui è ritratto sul tetto di un condominio mentre guarda nel vuoto. Il padre giustifica quella foto con queste parole: “Quella è una foto di un paio di anni fa. L’ha scattata assieme a un amico sul terrazzo del centro commerciale U2 di Cusano Milanino, dove abitiamo. Era il luogo dove si trovava con la sua compagnia. Se uno andasse dall’altra parte vedrebbe che un paio di metri sotto c’è un grande balcone”. Quindi, secondo il padre, girovagare sui tetti (non è un terrazzo visto che non ha neanche la protezione) a 13 anni è normale… e se non ci fosse stato niente di male perché si sono preoccupati di eliminare tutti i profili del giovane?

Capisco il dolore immenso dei genitori ma voler giustificare questi gesti significa non aiutare i giovani nel loro cammino di buonsenso. I selfie con la morte è una triste realtà e dobbiamo fare di tutto per fermare questo scempio. In questo video potete vedere come i giovani spezzano la loro giovane vita con selfie con la morte.

 

 

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annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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