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TESTIMONIANZE

BEATI GLI OPERATORI DI PACE CHE COMBATTONO GELOSIA E INVIDIA

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Chi sono e cosa vuol dire essere operatori di pace?

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Gli operatori di pace sono coloro che investiti dall’Amore divino diventano tutti di fuoco. Posseduti dallo Spirito Santo essi riversano sull’intera umanità la loro dolcezza soprannaturale.

La pace è un dono che Dio ci fa attraverso il Figlio. Se siamo figli nel Figlio possederemo questa Beatitudine.

Per divenire operatori di pace è quindi indispensabile possedere la pace di cui parla Gesù: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi». Quindi vi è una pace che anche il mondo tenta di dare ma non è la stessa cosa.

Gesù prosegue il discorso dicendo: «Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore» (Gv 14,27). E’ bella questa ultima affermazione perché Gesù ci dice che chi possiede la sua pace, ha il cuore tranquillo, non si turba per nessuna cosa.

Sapete allora qual è il problema? Il problema è mantenersi costantemente in questa pace. Più facile a dirsi che a realizzarsi, poiché il peccato originale ha il potere di toglierci la pace.

Scrive San Paolo: «Quelli infatti che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito. Ma i desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace».

Occorre quindi superare le invidie e le gelosie per rimanere nella pace soprannaturale, ma non è facile per nessuno, neppure per i religiosi. Prendiamo il caso di padre Pio, tutti cercavano lui; tutti i doni sembrava che li avesse lui: bilocazione, stimmate, introspezione dei cuori. Anche io un po’ di gelosia la avrei avuta. Perché tutto questo ben di Dio a lui? Perché non fare un po’ per uno? E’ spontaneo sentire questo desiderio, è l’istinto della concupiscenza che ci fa parlare così.

Però, se non voglio perdere la pace, devo troncare immediatamente questo pensiero che mi svia, mi porta lontano dalla Verità, perché la Verità è riconoscere il mio dono, i doni che Gesù ha fatto a me personalmente. Invece capita che se io guardo i doni dell’altro non mi accorgo del mio e così non lo metto a frutto. E cosa succederà quando Gesù me ne chiederà conto?

Invidia e gelosia sono due paroline davvero pericolose. Allora come combatterle? Vi racconto la mia esperienza.

Vi sono stati dei momenti, parlo dopo la mia conversione, in cui ho dovuto combattere tantissimo contro il sentimento della gelosia. In alcune situazioni lo sentivo crescere in me sempre più forte fino a sentire un certo malessere, anche fisico. Fra l’altro combattevo tra questo sentimento e il desiderio di non ferire Gesù. Dentro di me rimuginavo le parole di San Paolo nella lettera ai Galati al capitolo 5 versetti 19-21 e proseguendo nella lettura, al versetto 22 leggevo che la pace è un frutto dello Spirito, quindi dovevo assolutamente vincere questa mia passione se volevo vivere sotto l’azione dello Spirito Santo. E così ho pensato di umiliarmi dicendo alla stessa persona per cui avevo provato gelosia, questo sentimento. È stata una liberazione incredibile di cui ringrazio infinitamente Dio.

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