Annalisa Colzi
Fedez J-Ax Rovazzi

Fedez J-Ax Rovazzi e il capodanno della tristezza

Quando il capodanno dei bambini è a cura di Fedez J-Ax Rovazzi

E anche il capodanno è passato. Vado a leggere come la nostra Italia ha festeggiato questa importante serata e rimango folgorata da Fedez J-Ax Rovazzi, che bel trio!!! Che seratona memorabile mi sono persa!!!! Ora mi spiego meglio così anche voi potrete rendervi conto quale grandioso evento vi siete persi.

concerto bari

Infatti avantieri mattina “La Repubblica.it” riportava questo titolo: «Bari, in 110mila hanno brindato con Fedez e J-Ax. Decaro: “Il Capodanno dei bambini”». Aggiungo che alla serata partecipava anche Rovazzi. Quindi, riepiloghiamo: la grande serata aveva come ospiti Fedez J-Ax Rovazzi. Tutto normale? Per me no!

aspetta che ti mostro il ca* che me ne frega

Vorrei chiedere al Sindaco, Decaro appunto, come possa definire una serata con questi ospiti: “Il Capodanno dei bambini”.
Decaro si dichiara entusiasta di aver visto tanti bambini (anche di tre-quattro anni) ripetere a memoria ogni canzone e ogni passo dei balletti di Rovazzi. Eh sì, c’è proprio di che essere felici nel sentire questi bimbi cantare a squarciagola “aspetta che ti mostro il ca* che me ne frega”, veramente commovente. Sicuramente da piangere, ma non di commozione.

Quest’estate al Karaoke con le mie figlie era inevitabile sorbirsi il tormentone “Andiamo a comandare” di Rovazzi. Il tutto con balletto incorporato e strillo da rischio trauma vocale di mia figlia di nove anni, che con la parola “cavolooooo” urlata a pieni polmoni cercava di coprire la parola ca* che compariva anche in questo brano. Ma era differente, perché (seppure volgare e inutile) era una parola buttata lì. Questa volta, a mio avviso, non è la stessa cosa perché il messaggio è invece molto più pesante. Ovvero insegnamo, inculchiamo nella mente dei giovani e dei bambini questa risposta: “Aspetta che ti mostro il ca* che me ne frega”. E non solo te lo dico, ti mostro, quindi assumo l’atteggiamento in linea con quanto affermo, cioè che non me ne frega nulla.

immaturità, menefreghismo, rifiuto delle responsabilità, volgarità

Esagero? Può essere, ma agli ultimi consigli di classe di mia figlia di tredici anni questo è, purtroppo, in linea con quello che ho sentito dire dai professori riguardo l’atteggiamento dei ragazzi. Immaturità (parlo di una terza media); menefreghismo (che me ne frega se il mio atteggiamento mette il professore e i miei compagni nella condizione di non poter fare lezione?); totale rifiuto di assumersi delle responsabilità arrivando a negare spudoratamente l’evidenza dei fatti; insensibilità e disinteresse ad ogni tipo di argomento e ad ogni metodo di insegnamento; incapacità di esprimere il proprio parere in maniera lucida e pacata, ma necessità di imporsi con un linguaggio aggressivo, volgare e con toni molto accesi. E ahimè, potrei continuare…

spettacolo capodanno bari

Fedez J-Ax Rovazzi maestri di vita per i nostri figli?

Oserei anche aggiungere che al tormentone Rovazzi si aggiungeva quest’estate quello di Fedez e J-Ax. Sempre al Karaoke ricordo di essermi sentita piuttosto a disagio nel sentire cantare in coro dalle mie figlie e dai loro amici: “L’iPhone ha preso il posto di una parte del corpo, e infatti si fa gara a chi ce l’ha più grosso”. Imbarazzo, fastidio, interrogativo: “Che faccio? Unico locale della zona, unico passatempo bisettimanale. Le tengo a casa perché altrimenti rischiano di cantare con gli amici le canzoni di J-Ax e compagnia?”. Sappiamo bene che la risposta è un’altra, la campana di vetro è inutile; meglio equipaggiarle ragionando con loro sul valore delle nostre parole.

Quindi che un sindaco (quindi un uomo, un adulto, eletto dai cittadini e dal quale mi aspetto, come minimo, un buon esempio o almeno delle sagge parole) mi venga a dire che questo è “il Capodanno dei bambini” mi fa a dir poco arrabbiare, intristire, indignare e protestare.

No bambini! Non è questo il mondo che vogliamo consegnarvi.
Non è così che vi vogliamo veder crescere e divertire.

Credetemi, siete chiamati a molto di più. Siete chiamati alla gioia, quella vera. A fare della vostra vita una splendida opera, a realizzare grandi cose che solo voi potete compiere. Ad essere grandi uomini e grandi donne. Ed esserlo, badate bene, non significa andare sul trono di Maria De Filippi o guadagnare migliaia di euro per una serata in discoteca.
Molti ve lo vogliono far credere, purtroppo anche tanti adulti.

davvero, non scherziamo!

Perchè voi, tutti voi, siete chiamati a realizzare un misterioso, ma meraviglioso progetto.

Siete chiamati a conoscere, a scoprire e ad arricchire il mondo che vi è stato donato.

Siete chiamati a illuminarlo con il vostro sorriso, la vostra intelligenza, il vostro impegno, la vostra generosità, il vostro amore…

il pifferaio magico

Quindi non fatevi trascinare da Fedez J-Ax Rovazzi e tutti quei pifferai che vi vorrebbero volgari, stupidi, inutili, soli… e che, senza che ve ne accorgiate, a poco a poco vi uccidono dentro, rubandovi la gioia di vivere.

Sabina

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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