quando paolo brosio mi accusò
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Quando Paolo Brosio mi accusò di cercare il consenso del popolo

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Qualche anno fa incontrai Paolo Brosio durante una Santa Messa celebrata da don Beppino Cò, un sacerdote carismatico di Massa Carrara. Avendo collaborato spesso con don Beppino, lo stesso mi chiamò per fare una esortazione al popolo riguardo all’argomento di cui mi occupo da tanti anni e su cui ho scritto il libro Come Satana corrompe la società . E così parlai della televisione ricordando come certi programmi siano spazzatura e del potere mediatico sulle menti delle persone.

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L’unico errore che feci e di cui oggi mi pento è quando dissi, rivolgendomi a Paolo Brosio, che almeno grazie a lui vi era qualche programma migliore. Oggi posso dire che non lo pensavo realmente e il tempo me ne ha dato ragione. Finito il mio discorso, don Beppino invitò anche Paolo Brosio a dire qualcosa. Mentre saliva sul pulpito, rivolto a me, disse: «Non dico che tu non abbia ragione, ma noi dobbiamo riprenderci la televisione». Il resto del discorso al pubblico fu più o meno questo: «Quelli fatti sono discorsi demagogici. Noi dobbiamo entrare e stare nella tv perché dobbiamo riprendercela e portare cose buone». Scrosci di applausi a Paolo Brosio. Tutti contenti e felici a parte qualche persona come don Beppino che ben sanno cosa vuol dire il mezzo televisivo.

Per chi non sapesse cosa vuol dire il termine «demagogia» vi riporto la spiegazione presa dal dizionario: «Degenerazione del concetto di democrazia, in cui si ricerca il consenso delle masse popolari puntando sull’emotività, i pregiudizi e le suggestioni, piuttosto che sulla razionalità delle soluzioni». Quindi, per Brosio, io sarei stata una persona che cerca il consenso popolare delle masse puntando sull’emotività ecc…

Sono trascorsi vari anni da quella sera e la storia ci dice che Brosio non soltanto non ha cambiato di una virgola la televisione ma lui stesso si è lasciato trasportare da quella spazzatura, prima con l’Isola dei Famosi, poi con il Grande Fratello. E si sa che quando si frequenta certa spazzatura si rischia di farsi trasportare come i detriti nel fiume.

Adesso sembra che, nonostante abbia la veneranda età di 64 anni faccia il marpione con una di 22. Diciamo chiaramente, i poteri televisivi, con la scusa dell’ Sms solidale, lo hanno attratto e lui si è lasciato attrarre.

Preghiamo per lui. Nel frattempo, però, smettete di elargire soldi per il futuro Pronto Soccorso a Medjugorje. Prima fatevi dare delle garanzie che questo Pronto Soccorso ci sarà veramente perché per il momento è tutto nella nebbia fitta.

A Medjugorje vi sono almeno 4 o 5 strutture che sarebbero dovute diventare degli Ospedali o simili ma sono fermi da anni. Strutture a cui mancherebbe poco per essere finite. Quindi, è inutile dare dei soldi. Dateli nel momento in cui vedrete il Pronto Soccorso già quasi finito. Se proprio volete fare delle offerte a Medjugorje vi consiglio l’associazione Marijne Ruke , il cui presidente è il veggente Jakov Colo. Associazione che si occupa dei poveri che vi sono adesso e non nei sogni di Brosio.

annalisa colzi
Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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