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La spagnola sparì da sola dopo tre ondate

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La pandemia influenzale del 1918, la spagnola così battezzata, causò la morte di oltre 50 milioni di persone. Vi furono tre ondate. La prima scoppiò nei primi mesi del 1918, seguita da una seconda ondata molto più letale scoppiata alla fine di agosto. Si ritirò verso la fine dell’anno, solo per essere ripresa nei primi mesi del 1919 da una terza e ultima ondata di gravità intermedia tra le altre due. La stragrande maggioranza dei decessi avvenne nelle 13 settimane tra metà settembre e metà dicembre 1918. Fu una vera ondata di morte, la peggiore dalla peste nera del XIV secolo e forse in tutta la storia umana.

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L’influenza e il COVID-19 sono malattie diverse, ma hanno alcune cose in comune. Sono entrambe malattie respiratorie, diffuse dal respiro e dalle mani. Entrambe sono causate da virus ed entrambe sono altamente contagiose. Il COVID-19 uccide una percentuale considerevolmente più alta di coloro che infetta, rispetto all’influenza stagionale, ma non è ancora chiaro come possa misurarsi, in termini di letalità, all’influenza pandemica, del tipo che ha causato il disastro del 1918. Entrambe sono quelle che sono conosciute come “malattie della folla”, che si diffondono più facilmente quando le persone sono ammassate insieme ad alta densità.

Paolo Bonanni, professore ordinario di Igiene all’università di Firenze dice che l’esperienza della spagnola poteva aiutarci a non ripetere gli stessi errori: «Con tutte le dovute differenze, molte indicazioni il passato le dà. Sul Sar-CoV2 sappiamo ancora troppo poco, io resto sempre colpito quando vedo buttare lì certezze granitiche, tipo in che giorno raggiungeremo il picco: sono così tanti i fattori che non conosciamo, che ogni previsione può essere smentita clamorosamente, e purtroppo lo abbiamo visto. Ecco perché è importante non dare false certezze e imparare dal passato: lo dicevamo quasi tutti che ci sarebbe stata una seconda ondata, e chi tra i miei colleghi lo ha negato… ora fa una conversione a 180 gradi».

Anche durante la spagnola furono adottate le stesse strategie per rallentare il contagio: mascherine, distanziamento, disinfettanti.

​La Spagnola scomparve improvvisamente da sola. Chissà se possiamo sperare che ciò avvenga anche con il Covid-19. Occorre dire che il virus della Spagnola e il Covid-19 sono completamente diversi. Il primo era un virus influenzale mentre il secondo è da coronavirus e quindi un cugino della Sars del 2003, meno cattivo ma si adatta molto meglio alla specie umana rendendolo più pericoloso. Inoltre la Sars non veniva trasmesso da persone asintomatiche. Così bastò testare le persone con febbre e problemi respiratori, isolarle e mettere in quarantena i sospetti per togliere al virus i mezzi per diffondersi, determinandone l’estinzione.

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