monsignor Rubens

Monsignor Rubens: Un esorcista in brasile

Condividi
  •  
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
    1
    Share

Con monsignor Rubens ci siamo incontrati tempo fa per un’intervista. Diciamo che approfittai della sua venuta in Italia e della sua gentilezza per porgli delle domande riguardo al mondo esorcistico. Un’intervista molto interessante che continua…

Monsignor Rubens, in questo tempo, ha avuto qualche caso difficile in quel Brasile carico di riti magici fatti di Candomblé, di Kimbanda e Umbanda?

Purtroppo sì. In Brasile, come in altre parti del mondo, la magia è molto diffusa e a volte non ben separata dal cristianesimo. Molte volte, come succede anche in Italia, la magia si riempie di statue di Santi, Madonne, Gesù, creando non poca confusione nelle anime più deboli.

Monsignor Rubens

Il caso che voglio raccontare mi sembra molto interessante...

Si tratta di una giovane vedova, mamma di due figli. Dopo la morte del marito questa donna viveva nella più nera disperazione e pensava che gli avessero fatto il malocchio. Fu questo il motivo che la spinse a frequentare il terreiro, la sede dove si compiono i riti magici. Portava con sé anche i suoi due figli. Il bambino però sentiva che in quel luogo vi era qualcosa di diabolico e, appena metteva piede lì dentro, iniziava a pregare la Madonna. Un giorno, uno degli strani personaggi all’interno del terreiro disse al bambino: «Dai, vieni che chiamo lo spirito anche per te», il bambino per tutta risposta pregò: «Ave Maria, piena di grazia…». L’uomo disperato urlò: «No, con quella là [la Madonna] non c’è niente da fare».

Monsignor Rubens

Invece l’altra figlia, più grande del maschio, la coinvolsero così tanto che alla fine aveva una quindicina di spiriti.

La madre di lì a poco morì. La figlia, dopo la sua morte, si innamorò di un giovane e si sposò ma il matrimonio, in breve tempo, fallì. La ragazza accusò la suocera di aver fatto un maleficio al suo matrimonio, ed effettivamente c’era qualcosa perché la suocera era conosciuta da tutti come una strega, sapevano che faceva intrugli vari. La ragazza però aveva anche roba vecchia che risaliva alla frequentazione del terreiro.

Monsignor Rubens

Come mai la ragazza è venuta da lei, cosa la spinse a recarsi da un’esorcista?

Voleva liberarsi da tutto il male, che secondo lei, le aveva fatto la suocera. Mi disse: «Non sto bene, quella donna mi ha fatto un maleficio, vuole allontanarmi da suo figlio. Con mio marito stavamo molto bene, mentre adesso non ci capiamo più. Quella strega ce l’ha combinata grossa affinché ci dividessimo». In realtà, strada facendo si scoprì che sotto c’era dell’altro, roba antica come dicevo.

Sarebbe interessante sapere quale fu il suo primo caso da esorcista.

Fu un caso molto interessante. Era una signora di mezza età, di nome Isabelle (nome fittizio), era stata colpita dal diavolo quando era ancora nel grembo materno. La madre la ebbe fuori dal matrimonio, con un ragazzo. La madre del ragazzo era molto attaccata ai soldi e non voleva assolutamente che quella creatura potesse ereditare i suoi soldi e così fece una fattura a morte alla bambina quando ancora era nel grembo della madre, ma la fattura a morte non ebbe effetto. Però fece effetto il rifiuto della mamma che la voleva abortire e il demonio durante l’esorcismo mi disse: «La madre non la voleva e quindi l’ho presa io».

Inoltre la nonna materna, sin da piccolina, la portava in un centro, dove si praticava lo spiritismo. Detto questo, si capisce perché Isabelle per tutta la sua esistenza ebbe molti problemi.

La nota positiva vi fu quando la madre si sposò con un bravo ragazzo che fu un vero padre per Isabelle.

Diventata grande, Isabelle, seguì sempre la Chiesa ed entrò a far parte di un gruppo del Rinnovamento dello Spirito. Nel gruppo vi era un uomo che, ben presto, divenne molto invidioso di lei. Io penso che quell’uomo avesse fatto un patto con il diavolo. È un mio pensiero ma mi lasciava molto perplesso il fatto che si sentisse un super uomo. Voleva che tutti lo seguissero e quando vide che molti andavano con Isabelle divenne geloso. Questo signore raccontava che anni prima aveva tentato il suicidio ma gli era apparso un angelo bellissimo e sfolgorante che gli impedì di suicidarsi e gli donò il potere di far guarigioni. L’invidia e la gelosia lo portò a fare un maleficio ad Isabelle. Il maleficio era nel piatto di riso e fagioli che Isabelle mangiò e da quel momento iniziò a sentirsi male. Male fisico di cui non scoprirono mai le cause e che a niente giovavano le cure. Era sempre più depressa e un giorno a casa, esplose con queste parole: «È mia, è mia, è mia». I familiari si spaventarono e ne parlarono con un loro amico sacerdote, il quale li indirizzò da me.

Era il mio primo esorcismo e chiesi al Signore di guidarmi. La prima volta non accadde nulla, mentre la seconda volta all’insufflazione Isabelle cadde come un sacco di patate e si rannicchiò come un feto. Al terzo esorcismo faceva solo dei rutti ma, una volta tornata a casa, vomitò riso e fagioli, solo riso e fagioli, il famoso piatto che aveva mangiato dove c’era il maleficio.

La sua liberazione definitiva avvenne dopo sette esorcismi grazie alla confessione che il diavolo stesso aveva suggerito di fare.

Il demonio durante l’esorcismo mi supplicava di lasciarlo in pace e io gli rispondevo che, se voleva essere lasciato in pace, doveva andarsene. Ma lui mi rispondeva: «Non posso, non posso, non posso». In uno degli ultimi esorcismi mi spiegò che non poteva andarsene via perché la signora non aveva mai confessato un peccato. A quel punto mandai via tutti e ordinai al diavolo di dirmi quale era questo peccato e di non impedire ad Isabelle di confessarlo. Mentre il maligno rivelava il peccato, Isabelle sentiva tutto e ne ebbe una grande vergogna. Quando le diedi l’assoluzione mi disse: sono libera.

Isabelle era stata violentata all’età di tre anni da un parente. La madre pur sapendolo non disse nulla e non fece niente contro quell’ignobile persona e Isabelle non aveva mai perdonato questa indifferenza alla madre. Questo rancore verso la madre e l’odio verso quel parente la tenevano legata al demonio che purtroppo usa anche lo stupro per entrare in una persona, anche se non avviene sempre.

Avatar
annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.