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Il mistero della vita e della morte un grande mistero che nessuno può spiegare

Volere spiegare il mistero della vita e della morte servendosi solo degli argomenti umani, è impossibile; si cadrebbe nell’assurdo.

Ad esempio molti si chiedono: Perchè un bambino appena nato, quindi appena iniziato la sua vita, dopo alcuni mesi o addirittura ore, la perde? Perchè un giovane, una giovinetta nel fiore degli anni improvvisamente muore e quindi cessa di vivere, mentre quel vecchio decrepito è vivo e sano? Perchè ammassare ricchezze con sacrifici e poi lasciarle agli eredi, che forse se le godranno senza nemmeno essere gra­ti? Perchè tribolare tanto nella vita, quando vi sono poche rose e molte spine? Per­chè venire al mondo, se presto o tardi bisognerà andare a marcire in una tom­ba? Qui si che si deve gridare: MISTERO DELLA VITA!

La ragione umana resta interdetta davanti a tali perchè; la filosofia cade nelle aberrazioni; i cinici dicono: Prendia­mo la vita come è; non occorre pensare ad altro. 

Il mistero della vita è inseparabile dal mistero della morte.

Si deve morire; nessuno sfugge a que­sta legge; si può morire da un momento all’altro e se ne hanno ogni giorno le prove. Eppure d’ordinario non si vuole pensare alla morte, non se ne suole par­lare e non se ne vuole sentire parlare, che anzi, se qualcuno entra in argomen­to, c’è chi interrompe dicendo: Parliamo d’altro! Cambiamo discorso!

Leggete un pò questa storia:

Un americano preparò un grande ne­gozio; lo fornì di ogni specie di merce; fece di tutto perchè non mancasse nes­sun articolo; si studiò d’indovinare i gu­sti ed i bisogni dei clienti, adulti, giova­ni, bambini.

Quando credette di avere raggiunto lo scopo, mise un articolo sul giornale: Nel mio negozio troverete tutto. Chi chiede qualche articolo e non lo trova, riceverà da me cento dollari in dono.

Una pubblicità di tale portata acuì l’ingegno a più di uno.

Si presentò un tale, che volle parlare non ai commessi ma al proprietario: Mi compiaccio del suo negozio, veramente ben fornito. Sono venuto a comprare una cassa funebre.

– Che cosa? Una cassa da morto? Sì, una cassa da morto!

– Ma io non tengo questa roba, per­chè nessuno la chiede.

– Eppure è un articolo che giova a tutti indistintamente, in ogni famiglia; presto o tardi; in questa città ogni gior­no ne occorrono centinaia.

– Veramente è così; ma i clienti che vengono a comprare, a tutto pensano, tranne che alla morte.

– Ma, in conclusione, i cento dollari lei è disposto a darmeli?

— Mantengo la parola! Ho promesso i dollari e li do. 

Si muore, si sa che si deve morire, non ci si vuole pensare e si vive come se non si dovesse morire! Così si comporta d’ordinario la massa dei mortali, che si agita sulla terra.

Tutto questo vuol dire una cosa: Non domandiamoci del perchè un bambino è nato e poi subito muore. Non chiediamoci perchè un giovane muore e un anziano vive fino a 100 anni.. No, non dobbiamo chiederci il perchè, perchè un giorno dinanzi a Dio tutto sarà chiaro. Dobbiamo invece vivere la nostra vita, bene, pensando che prima o poi finirà e che del dono ricevuto dobbiamo renderne conto al Signore.

Viviamo quindi ringraziando Dio per questo immenso dono, ringraziamolo perchè ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, è grazia che ci viene data. Nulla ci è dovuto.

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annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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