La notte e il giorno come l’inferno ed il paradiso

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Notte e giorno… come l’inferno ed il paradiso. Si, la notte a volte mette paura, mette angoscia, agitazione, perché noi siamo stati creati dalla Luce; Dio! Inconsciamente quindi avvertiamo come un certo turbamento. Non a caso sembra quasi che i peccati della lussuria e di altro genere si commettono di più durante la notte. Portiamo un bellissimo esempio fatto da don Giuseppe Tomaselli che ci fa comprendere quanto sia importante Dio nella nostra vita:

Quante persone sono andate a visitare l’Etna? Un grandissimo vulcano alto oltre i 3 mila metri. È suggestivo il trovarsi nel cuore della notte sull’orlo di questo grande cratere, ché per quanto eventualmente tranquillo è sempre pauroso: pennacchi violenti di fumo, qua e là lampeggiare di fiamme, ad intervalli boati leggeri o terrificanti e puz­za di varietà di gas. Volgendo lo sguardo lontano, si vede nulla; il buio è denso.
Ma passano le ore e spunta l’alba, poi viene l’aurora ed ecco poi il sole! Che cielo smagliante! Il mare è un incanto. Le alture, le pianure, le città, i villag­gi… tutto appare limpido e bello sotto i raggi solari. Quanta bellezza di natura! Durante la notte esiste questa bellez­za? Certo! E perché è come se non esi­stesse? Perché manca il sole.
Se si distruggesse il sole, il globo reste­rebbe nel buio, nel freddo glaciale e ces­serebbe la vita sulla terra.

Ma come il mondo fisico ha bisogno del sole per avere luce e fecondità, così il mondo morale ha bisogno del suo sole, che non è materiale, ma spirituale, anzi divino.
Il sole dell’umanità è Dio. È proprio e solo Dio che dà luce allo spirito.
Senza Dio l’uomo diviene brutale, la famiglia si riduce ad una bol­gia e la società ad una accozzaglia di egoi­sti, disposti anche a svenarsi.
Una gran maggioranza oggi è volon­tariamente priva del Sole Divino e tutta l’umanità ne risente il preoccupante disagio.

L’inferno ed il paradiso:
L’ateismo; o negazione di Dio, è la rovina della moderna società.
Se dunque il mondo va male, anzi di male in peggio, lo si deve all’ateismo teo­rico e, più spesso, pratico e ne sono responsabili tanti, che osano proclamarsi be­nefattori dell’umanità.
Chi lavora per distruggere il concetto di Dio nei cuori, è l’assassino delle co­scienze; Satana!
Sentiamo al telegiornale ogni giorno tante situazioni di odio, omicidi, rapine, spaccio….e la lista non finisce mai…Perché accade tutto questo? Perché sono nel buio; la coscienza per loro è nulla.
L’inferno ed il paradiso:
La cosa grave è che ci siamo abituati a tali notizie e diciamo: Pazienza! Il mondo oggi cammina così.
Invece dovremmo dire: Il mondo cammina così, perché va brancolando nelle tenebre. Per molti Dio non esiste.
Gli episodi terrificanti, frutto di atei­smo, sconcertano le persone oneste.
Il furto delle borsette, comunissimo, non impressiona tanto.
A Roma una signora stava sul marcia­piedi; le passò vicino un giovane, che le afferrò la borsa e via. La donna cominciò a gridare; il ladro fu fermato dai passanti e consegnato alla Questura. Chi era quel giovane? Il figlio della stessa signora derubata. A cinque anni la madre aveva abbandonato il suo bambino, il quale poi era cresciuto ran­dagio.
Di chi è la colpa, della madre o del figlio? Di ambedue.  Una madre può mai abbandonare un bambino sino a perderne completamente le tracce? No! Se ciò accade, vuol dire che si vive nel buio fitto! Il Sole Divino non li rischiara.
Nel laboratorio clandestino si mani­pola la droga. Si ha paura di essere sco­perti e si lavora in qualche grotta o sotterraneo.
Voi che preparate la droga, siete di­sumani.
Quante famiglie piangono per voi! Quanti giovani, per­dono il sorriso della vita, vivendo l’inferno già sulla terra.
Una signora, amareggiata oltre ogni dire, venne a trovare lo scrivente nel suo ufficio.
Reverendo, essere madre, amare immen­samente un figlio ed esserne ricambiata con tanta ingratitudine, è uno strazio. Insulti, minacce, pretese impossibili e questo tutti i giorni! Non ne posso più!
La signora parlava, tenendo il capo chino, la mano alla fronte ed il gomito poggiato sul tavolo. Due grosse lacrime caddero sul tavolo.
Diedi dei buoni suggerimenti all’afflit­ta madre e la congedai.
Rimasto solo, posai lo sguardo sulle due lacrime: lacri­me materne, frutto d’amore e di dolore. Mi vennero alla mente le parole della Sacra Scrittura: « Non dimenticare le la­crime di tua madre! ». Sventurato figlio, le lacrime della tua genitrice sono sacre. Il Creatore, al quale tu non pensi, te ne chiederà conto e forse nei giorni più amari della vita esclamerai: Piango … perché ho fatto piangere mia madre!  (Don Giuseppe Tomaselli)

Le parole di don Giuseppe Tomaselli fanno davvero riflettere. La notte e il giorno, somigliano all’inferno ed il paradiso. Purtroppo oggi viviamo nella notte, e questa notte sembra non finire mai.

Ugo

Ugo

Sono la conferma che Dio sceglie lo scarto del mondo per confondere i sapienti e i superbi. Sono la conferma che Dio usa misericordia con chi accetta di essere sconfitto dal Suo Amore.