Annalisa Colzi
la consacrazione salva

La consacrazione salva chi odia Dio

Sono stato con Satana per dieci anni

Vorrei raccontarvi la mia storia, del mio incontro con Satana e di come la consacrazione salva dalle sue grinfie.

Sono figlio adottivo di una famiglia bellissima, che reputo un dono di Maria. Fin da piccolo mi hanno insegnato a pregare ed hanno instillato in me un grande amore per Gesù e Maria. A dire il vero la Madonna mi teneva già stretto stretto, fin da piccolino, poiché la veggente Mirjana in visita nell’Istituto dove risiedevo prima dell’adozione, mi aveva affidato alla Vergine Maria.

La vita di fede, nella mia famiglia adottiva, è molto forte e genuina. Sono membri di una comunità di preghiera la cui spiritualità è vissuta in modo sano e intenso.

Purtroppo all’età di 12 anni mi ritrovai ad essere preso di mira dai miei compagni di classe per via della mia fede e della mia fragilità. Gli atti di bullismo erano quotidiani e mi portarono ad uno stato di depressione ed emarginazione cronico. Pensavo di meritarmi quella sofferenza e iniziai a credere che, nonostante le mie preghiere, Dio mi odiasse.

I sintomi di chi è vittima di bullismo

Sarebbe bastato parlarne con i genitori, avere un dialogo con loro per riuscire a capire cosa fare, ma anche loro stavano attraversando un periodo brutto che, grazie agli amici di fede, fu risolto.

Il dialogo con i figli è importante e, dalla mia esperienza, dico anche quelli che, secondo me, sono i sintomi di chi è vittima di bullismo. Sono sintomi che possono far scattare un campanellino ai genitori: ricerca della solitudine, mancanza di appetito, mal di testa cronico, crollo dei voti scolastici e indolenza nei confronti della scuola.

Gli atti di bullismo nei miei confronti mi facevano chiudere sempre più in me stesso. Mi sentivo solo. Fu allora che, grazie a Dio, mi iscrissi agli scout. Fu una boccata d’ossigeno che però durò poco, il tempo di finire le scuole medie. Subito dopo iniziai ad odiarmi e ad odiare Dio. Mi imposi di essere il contrario di ciò che ero. Così mi informai se nel quartiere esistevano gruppi esoterici. Grazie a Dio non ne trovai ma iniziai a bestemmiare e ad ascoltare musica metal. Fu l’inizio della mia rovina.

depressione

Passavo dalla depressione all’euforia

In base al mio vissuto posso dire che l’ascolto della musica metal porta alla voglia di solitudine, all’odio di se stessi e degli altri, a scatti d’ira, alla depressione-euforia, alla ribellione, all’esoterismo, alla chiusura con i genitori. Spesso la concezione del metallaro è molto settaria. Stanno bene solo tra di loro perchè condividere il metal, il dolore, la commiserazione crea una dimensione comunitaria, anche se molto malsana. Le frasi tipiche del metallaro sono: il mondo fa schifo, devono morire tutti ecc.

Ritornando alla mia storia dico che, dopo aver combinato molti disastri e aver vissuto una sessualità sregolatissima, conobbi una ragazza che fu la mia fidanzata per un anno. Questa ragazza apparteneva alla massoneria. La cosa sorprendente fu che prima di incontrarla feci un sogno profetico.

Una notte sognai una figura incappucciata che mi disse essere Lucifero

Questo personaggio mi promise la conoscenza soprannaturale. Ma tra il sogno e il mio fidanzamento mi capitò di ascoltare il responsabile del Movimento Sacerdotale Mariano dire di come Lucifero usasse la Massoneria come suo principale strumento d’ inganno nel mondo. Questo mi turbò molto e nel momento in cui si prospettò la convivenza con la mia fidanzata in Piemonte, sentii una voce interiore che mi disse di non farlo. Io non volevo ascoltare e per metterla a tacere iniziai ad ubriacarmi. Cercavo in tutte le maniere di non pensare. Tentai il suicidio saltando sulle rotaie del treno, praticavo l’autolesionismo ed ero confuso. Non capivo cosa mi stesse succedendo. Nel frattempo avevo fondato anche un gruppo pagan-metal dove cantavo e scrivevo i testi.

Ma la consacrazione salva e io ne ho le prove

Continuavo a partecipare ai campi scout e il 15 di Agosto la mia migliore amica mi confessò l’amore che provava per me e di quanto lei soffrisse nel vedermi in quello stato perchè in me aveva visto tanta luce sepolta da un mare di buio. Mi arresi al suo amore e per la prima volta in vita mia mi sentii amato da una ragazza. Non partii per il Piemonte, ma nonostante questo non ero ancora a posto con me stesso e intrapresi un percorso di fede, ne sentivo il bisogno, sentivo la mancanza di Dio, non sapevo cos’era l’ amore, conoscevo solo il sesso. Ricominciai a frequentare la Santa Messa e i sacramenti e ad un corso di formazione capi scout aprii il mio cuore a Gesù Eucaristia. Gridai a Lui chiedendogli un segno. Il segno arrivò e io mi sentii amato così come ero da Gesù. Sentii la sua vicinanza e tutte le mie ferite vennero sanate all’istante (adozione ecc…).

Questo lungo percorso ebbe un’unica costante: MARIA. La preghiera di consacrazione fatta da mia madre per mesi e mesi ottenne il risultato sperato. Penso che questa sia l’arma più potente, insieme al dialogo per far conoscere l’amore di Gesù ai propri figli.

Sì, la consacrazione salva ed io l’ho sperimentato!

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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