Annalisa Colzi
coscienza di tutti

Iraq, fuga in massa dei cristiani Il Papa: «Dramma umanitario»

Disastro umanitario e fuga dei cristiani

appello di papa Francesco alla coscienza di tutti

Carissimi, desidero condividere con voi questo articolo del Corriere della Sera per chiedervi di pregare per tutti i cristiani perseguitati, sottolineando l’appello di Papa Francesco alla coscienza di tutti. Siamo tornati ai tempi delle persecuzioni più barbare contro i cristiani. Preghiamo per queste povere creature che sono prigioniere in casa loro, costretti ad abbandonare le loro case, i loro territori…

Gesù, vai in loro soccorso, consolali, aiutali… fa’ che questa guerra contro i cristiani finisca al più presto.

Sono 100.000 i cristiani in fuga dalle città del nord iracheno conquistate dai jihadisti, che hanno anche «tolto le croci dalle chiese e bruciato antichi manoscritti». Lo ha riferito il patriarca caldeo di Kirkuk, Louis Sako, parlando di «disastro umanitario» dopo che i jihadisti, nella notte tra mercoledì e giovedì, hanno preso il controllo di Qaraqosh e di altre tre località vicine, dove vivono gran parte dei cristiani del paese. «Sono fuggiti con nient’altro che i loro vestiti addosso, alcuni a piedi, per raggiungere la regione del Kurdistan» ha detto Sako aggiungendo che i jihadisti hanno anche bruciato 1.500 antichi manoscritti cristiani.

verso il Kurdistan

Secondo fonti locali i fedeli e religiosi cristiani si stanno dirigendo verso il Kurdistan autonomo. I jihadisti dello Stato Islamico si sono mossi nella notte dopo il ritiro del peshmerga curdi, che sono sotto pressione in diversi fronti iracheni, «Apprendo ora che le città di Qaraqosh, Tal Kayf, Bartella e Karamlesh, si sono svuotate della popolazione e ora sono il controllo dei miliziani», ha riferito allarmato Joseph Thomas, arcivescovo caldeo di Kirkuk e Sulaimaniyah. Qaraqosh è una città interamente cristiana, che si trova tra Mosul, ormai in mano ai jihadisti, e Arbil, la capitale della regione curda; ed in tempi normali ha una popolazione di circa 50mila persone.

l’appello del Papa

Sulla situazione in Iraq interviene anche il Papa con «appello alla comunità internazionale», in particolare per «porre fine al dramma umanitario in atto e perché si adoperi a proteggere i minacciati dalla violenza e assicurare aiuti agli sfollati». Appello anche alla coscienza di tutti e alla preghiera di tutti i cristiani e le Chiese. L’appello di papa Francesco, letto da padre Federico Lombardi, si articola in una ampia dichiarazione in cui viene rilanciato anche l’appello di papa Francesco pronunciato all’Angelus dello scorso 20 luglio. Oggi, «alla luce degli angosciosi eventi», che «interessano popolazioni inermi», il Papa si unisce agli appelli dei vescovi e si rivolge alle comunità cristiane, alla comunità internazionale e «alla coscienza di tutti».

 situazione disperata

«I cristiani hanno dovuto abbandonare tutto, persino le scarpe, e scalzi sono stati instradati a forza verso l’area del Kurdistan. La situazione dei cristiani cacciati è disperata perché ad Arbil, la capitale del Kurdistan iracheno, non sono intenzionati ad accoglierli perché non sanno come ospitare queste migliaia di persone», dice il cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, che in precedenza era stato Nunzio apostolico in Iraq e conosce bene la situazione del Paese.

http://www.corriere.it/esteri/14_agosto_07/iraq-jihadisti-conquistano-qaraqosh-fuga-massa-cristiani-ccb6b968-1e10-11e4-832c-946865584d19.shtml

7 agosto 2014 | 13:33

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annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

4 commenti

Rispondi

  • Basterà la preghiera?
    Con il califfato siro-iracheno, e con il nuovo emirato di Bengasi (e ormai Tripoli) in Libia, mi sa che occorrano anche armi tradizionali.
    I terroristi islamici non possono continuare a uccidere cristiani e non islamici come fossero insetti. Troppo facile, estremamente facile, e il limite è stato abbondantemente oltrepassato. Si divertono perfino a collezionare e a mettere in mostra le teste dei decapitati.
    Ormai la fede va messa anche nei bombardieri e nei carri armati, perché sono mezzi molto efficaci di dissuasione contro chi non capisce altre ragioni Altrimenti, nessuno ferma la mattanza.
    Spero sempre nella Russia, ultima e unica roccaforte cristiana contro il terrorismo islamico – e contro la corruzione d’occidente.

  • Pace Pace Pace Gesù ti prego aiuta questo popolo Madre i aiutaci non abbiamo più vino cambia i nostri cuori chiedi x noi un miracolo come a Cana … Amen

  • Purtroppo ringraziamo anche i laicissimissimi buonisti in Europa che hanno permesso che si verificasse questa situazione. A loro non gliene frega niente se ammazzano dei Cristiani , sono lo contenti , perchè vedono realizzarsi il sogno illuministico di un mondo senza religione , senza Dio che ti dice cosa devi fare; bastano a loro stessi. Mi dispiace , non sanno nemmeno che tegola gli capiterà sulla testa. Invochiamo la Divina Misericordia su questa umanità ferita dal maligno.

  • Quanta violenza,sete di sangue e cattiveria.non si può più vivere così.tutto è legalizzato. Pregherò perché anche il mio contributo salga dal Padre Celeste che PUÒ TUTTO

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