Annalisa Colzi
grinko e cocchetti

Grinko e Cocchetti nella sfilata dell’ego con le figlie neonate

Festival dei giovani, Medjugorje

Gli stilisti Grinko e Cocchetti esibiscono i loro “trofei” fra le braccia

Grinko e  Cocchetti, nota coppia gay nel campo della moda, ha aperto col botto la settimana della moda femminile a Milano. Come? Semplicemente hanno sfilato in passerella tenendo in braccio il “frutto del loro amore”, le due piccole gemelline Emma e Sophia.

Le due neonate, infatti, sono venute alla luce tramite fecondazione eterologa, nel lontano Messico a fine novembre (meno di due mesi fa). Ed ora sono state portate sul palco, quasi fossero due trofei da mostrare al mondo, quel mondo sessista e omofobo che combatte l’amore omosessuale. Ecco il frutto del loro amore, da mostrare a tutti, fra applausi, consensi e lacrime di commozione.

Ovviamente il tutto è stato dovutamente preparato. La collezione presentata da Grinko si intitola “Love gives life” (l’amore dà la vita). E già qui ci sarebbe da obiettare che l’amore fra due persone dello stesso sesso non dà nessuna vita, fino a prova contraria. Ma non solo. Le ecografie delle due bimbe erano appese agli abiti in sfilata; erano stampate sulle cartoline degli invitati col sottotitolo “la casa delle bambole”. Poveri noi!

grinko e cocchetti

Non potevano mancare i commenti e i sostegni del mondo mediatico, anche solo nel riportare la notizia. “Milano, la celebrazione del diritto all’amore e alla famiglia, in ogni sua declinazione”. “Orgoglio e gioia per la paternità, al di là di ogni speculazione”. “E allora felicitazioni!”. E chi più ne ha, più ne metta!

E quelle due povere bambine sbattute in passerella e sui giornali del mondo a testimoniare che “Love gives life”. Eh no, l’amore è un’altra storia. L’amore non vuole tale notorietà, l’amore non cerca l’esibizione, l’amore non vuole tali manifestazioni di sfoggio egocentrico.

Emma e Sophia avrebbero bisogno di un amore materno e paterno, come Dio vuole, come natura dispone. Amore che non avranno…

Giovanni

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Giovanni

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Se Dio non esiste allora tutto è permesso. Dostoevskij

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