Annalisa Colzi
fecondazione eterologa

Fecondazione eterologa se vuoi un figlio te lo paga la regione

Fecondazione eterologa pagata dal servizio sanitario regionale

La Regione Emilia Romagna non si è lasciata scappare l’occasione. Lo slogan scelto da parte del servizio sanitario regionale per informare e “spingere” la fecondazione eterologa è semplice e chiaro: “Il tuo dono, la loro felicità. Aiuta un’altra coppia ad avere un figlio”.

Leggiamo dal sito (http://tinyurl.com/RegioneER): “Il ricorso alla fecondazione eterologa è un diritto che stiamo cercando di rendere sempre più esigibile all’interno del nostro Sistema sanitario- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi-. E’ in quest’ottica che promuoviamo la donazione dei gameti, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica, anche attraverso questa campagna”.

La Regione Emilia-Romagna “si è mossa sin dall’inizio -ha ricordato l’assessore-, all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale dell’aprile del 2014, con la delibera di Giunta del settembre di quello stesso anno: i costi per il trattamento dell’eterologa, come già avveniva per l’omologa, sono stati subito messi a carico del Servizio sanitario regionale, contrariamente a quanto è accaduto nella maggior parte delle altre Regioni. Il recente inserimento dell’eterologa nei Lea, dunque -ha concluso Venturi- rappresenta un passo avanti significativo”.

fecondazione eterologa

E scorrendo fino in fondo vediamo i costi a carico del SSR (quindi dei contribuenti): “La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea un bando di interesse per individuare banche specializzate nella fornitura di gameti, in particolare di ovociti.

Attualmente è in corso la valutazione, da parte dell’apposita commissione giudicatrice, dei requisiti richiesti. Per ogni confezione di ovociti necessaria per una procedura di fecondazione eterologa si prevede un rimborso alla banca fornitrice tra i 2000 e i 2500 euro, per le spese di trasporto e per i costi sostenuti per lo svolgimento delle analisi e degli esami necessari”.

la produzione dei bambini

Al di là del costo che verrà a pesare sulla collettività, viene completamente estromesso il dono della paternità e maternità che Dio concede per grazia all’uomo. Il dono viene concesso oggi dall’uomo e dalla donna “generosi” che donano il loro seme e i loro ovuli come pacchetti postali. La logica è aberrante: voglio un figlio; se non arriva, lo produco.

fecondazione eterologa

Il Comitato Difendiamo i Nostri Figli dell’Emilia Romagna ha indetto una petizione per contrastare il progetto della Regione della fecondazione eterologa (www.fattisentire.org).

La Regione Emilia Romagna ha deciso di acquistare da banche del seme gameti femminili e maschili per promuovere la fecondazione eterologa.

Il Card. Caffarra ha definito tale decisione “gravissima e aberrante” perché “Non ci si rende conto che si sta sradicando la genealogia della persona dalla genealogia naturale”. Sua Eminenza ha spiegato anche che “si producono le cose, non i bambini e questa è una produzione di bambini. Ma la logica della produzione deturpa la dignità della persona. Il bambino viene così deturpato nella sua dignità. In secondo luogo il corpo della donna non è una miniera, una cava da cui estrarre ciò che mi serve per compiere i miei desideri, perché un ovocita non è il tessuto della cornea di cui mi servo per dare la vista a un cieco. L’ovocita ha in sé la potenza di dare origine ad una nuova persona, non è una cellula qualsiasi”.

Più chiaro di così…

P.T.

Notizia degli ultimi giorni: con l’approvazione dei nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) si introduce anche la gratuità della fecondazione assistita eterologa (col solo pagamento del ticket) in tutta Italia. Piano piano, passo dopo passo…

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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