Annalisa Colzi
nuovo libro di Papa Francesco quando pregate dite padre nostro
bambino morto a 18 settimane

Genitori rilasciano il video del loro bambino di 18 settimane abortito

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Charity Tanner si svegliò nel mezzo della notte rendendosi conto che qualcosa di terribilmente sbagliato era successo.

Aveva iniziato ad avere le contrazioni che iniziavano ad esser sempre più regolari e dolorose nell’arrivare.

Con cuore irrequieto, temeva che il suo prezioso bambino di sole 18 settimane di gestazione fosse pronto a nascere, ma era troppo presto perché potesse sopravvivere.

La trentenne sposa e madre di due bambini, svegliò suo marito Matt dicendogli che aveva bisogno di andare immediatamente in ospedale.

Non avevano nessuno che potesse venire alla svelta a tener d’occhio i loro bambini che dormivano.

Matt ha svegliato Ryan, 8 anni, e Caylee, 5 anni, e li ha caricati in macchina ancora in pigiama.

Durante il rapido viaggio verso l’ospedale, nella mente di Charity, fra intense contrazioni e forte nausea, si susseguivano flash della serie di eventi che li avevano portati a questo inaspettato momento.

I dottori dissero a Charity che aveva avuto una complicazione chiamata Placenta Previa, la quale consiste nel posizionamento errato della placenta nell’utero, la quale va a coprire la cervice.

Le hanno detto che in molti casi il problema spesso si corregge da solo e che, nel peggiore dei casi, doveva sottoporsi ad un taglio cesareo di emergenza una volta che il bambino raggiungeva le 24 settimane.

A quel punto avrebbe avuto buone possibilità di sopravvivere.

Il sanguinamento peggiorava e basta

I dottori non capivano perché continuassi a sanguinare e sanguinare e sanguinare”, ha spiegato Charity.

Ad un certo punto, durante uno spostamento verso la sua clinica ostetrica, un dottore che non aveva mai visto prima, disse a Charity che un modo per fermare il sanguinamento poteva esser quello di “terminare” la gravidanza.

Mi disse che avevano visto questo genere di cose prima e che avrei potuto solo continuare a sanguinare e mettere a rischio me stessa, oppure potevo scegliere di porre fine alla gravidanza”, racconta Charity.

Charity ricorda che era scioccata dalla naturalezza con la quale le era stata offerta l’opportunità di uccidere il suo stesso figlio.

Per me e mio marito quella non era nemmeno un’opzione. Non c’era niente che non andasse nel bambino. Era perfetto. Completamente, perfettamente e meravigliosamente formato. Avrei fatto qualsiasi cosa in mio potere per tenerlo in vita. Il mio bambino aveva una sua vita. Il suo cuore batteva, era vivo e forte. Non potevo assolutamente ucciderlo”, ha raccontato.

Charity ricorda che in quel momento pensò che l’aborto non era assolutamente una scelta che riteneva andasse considerata.

Prima di concepire questo bambino, sia Charity che Matt avevano sognato….sogni particolari;

Avevano fatto sogni vividi nella quale avevano un maschietto che portava qualcosa di speciale nella loro famiglia.

Ecco perché quando hanno scoperto di essere in attesa di un bambino, erano certi che fosse un maschio.

bambino 18 settimane

QUALCOSA DI SPECIALE

Quando l’auto raggiunse l’ospedale, Charity, non era in grado di camminare a causa del dolore intenso, è stata messa sulla sedia a rotelle da Matt.

E’ stata velocemente trasportata in una stanza dove è stata seguita da un infermiere e da un medico.

Una ecografia mostrava che il bambino si era già messo in posizione ed era pronto a nascere.

Charity ricorda che un medico le disse di spingere.

Ma non voglio spingere, perché voglio che stia bene e affinchè ciò avvenga deve restare dentro di me”, gli rispose.

Ma la natura fece il suo corso e in pochi istanti nacque nato un minuscolo, fragile bambino, ancora avvolto nel suo sacco amniotico protettivo.

Era nato

Tutti nella stanza avevano dato per scontato che il bambino fosse nato morto, perché nell’ecografia prima del parto non erano riusciti a prendere il battito cardiaco.

Dopo la nascita, un’infermiera ha lavato via i residui e aperto il sacco amniotico.

 Charity e Matt videro che era davvero un maschietto

Minuscole vene rosse si intravedevano in tutto il suo corpo che era quasi trasparente.

La sua pelle era così umida e delicata che si attaccò alla coperta nella quale lo avevano avvolto.

Arrivò un’infermiera e lo sistemò sulla plastica per proteggergli la pelle.

Mentre i genitori coccolavano il corpo del loro bambino, osservando i suoi lineamenti unici, improvvisamente notarono che il suo petto saliva e scendeva e che il suo piccolo cuore batteva nel suo corpicino.

Un’infermiera gli disse che probabilmente erano solo impulsi elettrici.

Ma Charity e Matt sentivano una presenza e vedevano questi come segnali di vita.

Erano così stupefatti che  catturarono quei momenti con un video.

Charity crede che Dio abbia concesso alla sua famiglia alcuni momenti preziosi per stare insieme al loro bambino ancora vivo per potergli dire “ciao” per poi congedarsi finchè non si rincontreranno nuovamente.

Sapevano che il loro tempo con lui sarebbe stato breve

Inizialmente eravamo solo io e Matt con il bambino. Abbiamo avuto il nostro tempo con lui. Vedere mio marito con il bambino è stato probabilmente il momento più duro per me, perché amo moltissimo mio marito e lui desiderava così tanto questo maschietto. Desideravo così tanto poterglielo donare”, ricorda Charity.

Matt andò poi da Ryan e Caylee nella sala d’aspetto vicina per dir loro che il bambino era nato, ma che era arrivato troppo presto per poter sopravvivere.

Mi raccontò poi che quando pronunciò queste parole, i loro visini crollarono”, ha raccontato Charity.

Per circa mezzora, la famiglia ha semplicemente amato il bambino, abbracciandolo teneramente e accarezzandolo delicatamente, baciandolo con soffici baci.

E’ stata un’esperienza veramente tranquilla, di pace, che alla fine ci ha permesso di stare tutti insieme come una famiglia con il nostro piccolo maschietto, almeno una volta”, ha detto Charity.

Lo hanno chiamato Jaxon

C’era sicuramente questa schiacciante tristezza in quel momento, ma quando riguardo tutto questo, sono così contenta che i miei figli fossero lì e abbiano visto e abbracciato il loro fratellino. Jaxon è reale per loro. Loro parlano ancora di lui, lo fanno tutto il tempo. Per loro è ancora il loro piccolo fratellino, anche se non ha potuto esserlo”, ha affermato.

Infine, i segni vitali svanirono.

Dopo aver trascorso parecchie ore insieme all’ospedale, i suoi resti furono consegnati alle pompe funebri in preparazione alla sepoltura.

Con l’aiuto di un’amica, Charity ha fatto un abitino bianco per Jaxon, con la quale è stato sepolto pochi giorni dopo.

AMORE E RISPETTO

Charity e Matt, che sono Cristiani, credono che rivedranno ancora Jaxon.

Hanno raccontato ai loro figli che lui è in Paradiso con Dio e che aspetta lì il giorno nella quale tutti loro si riuniranno.

Ho sempre detto ai ragazzi che Jaxon li osserva dall’alto. La nostra Fede dice che un giorno lo rivedremo. Crediamo che la nostra famiglia resterà insieme, riunita per sempre in Paradiso”, ha affermato Charity.

Charity ha raccontato che una settimana dopo la sua morte, Ryan le si avvicinò chiedendole: “mamma, vedrai Jaxon prima di noi, vero?”.

Lei gli rispose con un sorriso commosso: “spero tanto di poterlo vedere prima di voi. Non potrei sopportare la morte di un altro dei miei cari figli”.

Il dolore di Tanner era ancora vivo quando, poche settimane dopo, i video sotto copertura hanno dimostrato che la Planned Parenthood, la più grande organizzazione abortista della nazione, era coinvolta nella raccolta e vendita illegale di parti del corpo di bambini abortiti.

Alcune delle vittime uccise dagli abortisti alla Planned Parenthood, erano della stessa età gestazionale (e anche di età gestazionale più avanzata) di Jaxon.

Un video mostra i dipendenti mentre estraggono organi perfettamente formati da gemelli di 20 settimane abortiti.

Charity spera che le immagini e il video del loro bambino di 18 settimane di gestazione daranno un volto agli infiniti bambini, bersagli della violenza e della brutalità che sono stati abortiti a quell’età.

Voglio mostrare a tutti che anche a 18 settimane di gestazione, il bambino è davvero vivo, una vera persona. Voglio che la gente veda che sono viventi, che respirano. Voglio che vedano che sono preziosi e che meritano tutto il nostro amore e rispetto. Loro sono persone tanto quanto chiunque altro”, ha affermato Charity.

Angela

Angela

Mi chiamo Angela e vivo a Mantova. Sono traduttrice, scrittrice e in certi ambiti artista. Dal 2011, sono testimone della presenza e dell’azione di Dio che, dall’inizio dei Tempi fino alla Fine di tutto, ha continuato, continua e continuerà a Convertire, Guarire, Liberare. Più il tempo passa e più mi rendo conto di essere figlia della Divina Provvidenza: se sono qui oggi, è solo grazie alla Sua costante presenza al mio fianco per accompagnarmi, sopra di me per proteggermi e davanti a me per guidarmi

il mio cuore trionferà

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Capodanno Con MariaDic 29, 2017
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