RIFLESSI DI LUCE

Digiunare per semplificare

e bypassare la fatica

«Dovrei mettermi pure a digiunare? Ho già tanti disagi…»

L’ultima cosa di cui avremmo bisogno è un’ulteriore complicazione, come digiunare: affrontiamo molte fatiche nelle nostre giornate. Sarebbe anzi gradito un aiutino.

Digiunare semplifica le cose

Digiunare somiglia a trattenere il respiro mentre fai attività fisica. Mangiare durante il giorno è necessario quanto respirare, specialmente se stiamo affrontando una fatica. Il buon senso vorrebbe quindi che facendo una serie di piegamenti sulle braccia noi respirassimo debitamente. E che noi mangiassimo e ci tenessimo in forze durante il giorno. In effetti è proprio così. Poniamo però il caso di aver già eseguito numerosissimi piegamenti e di avere le braccia distrutte, doloranti. Vorremmo continuare, mettercela tutta, ma le braccia non rispondono più ai comandi. Ci succede spesso: affrontiamo le nostre fatiche, portiamo le nostre croci e arriva il momento in cui ci sentiamo bloccati.

Gestisci l’emergenza

Perché digiunare allora? All’improvviso un colpo di genio: e se provassimo a trattenere il respiro volontariamente: diciamo a “digiunare” dal respiro? Ci accorgeremmo di una cosa sorprendente: le braccia funzionerebbero di nuovo. Probabilmente non tornerebbero immediatamente fresche e riposate, ma funzionerebbero. Il dolore sarebbe meno insopportabile, gestiremmo meglio la fatica e potremmo proseguire con l’esercizio. E lo faremmo anche bene, in modo molto fluido. Per un po’. Poi dovremmo tornare a respirare. Ce ne sarebbero di stratagemmi per ingannare la fatica, ma il punto è un altro: prima l’emergenza era localizzata sulle braccia, adesso l’emergenza è diventata la mancanza d’aria. Il nostro cervello porrà meno attenzione sulla fatica e non si opporrà se vorremo utilizzare ancora le braccia. Digiunare serve allo stesso scopo.

Questo è solo un degli aspetti del digiuno, è un modo di digiunare. Stai combattendo contro le tue tentazioni? Stai lottando contro l’uomo vecchio? Il momento in cui ti “bloccherai” arriverà. Tu digiuna prima ancora di bloccarti, subito prima, e continua a lottare. Il digiuno ti lascia spossato e non riesci più a lottare? Smetti di digiunare e sposta di nuovo l’emergenza: l’effetto sarà di un rinnovato vigore.

Raccomandazioni

Attenzione: digiunare di per sé serve solo a riposare le mandibole. Perché abbia il valore descritto devi farlo volontariamente: significa che se ti si chiude spontaneamente lo stomaco per la tensione… non vale. In quel caso troverai altri modi di spostare l’emergenza. E poi deve essere fatto in un clima di lotta e di preghiera. Se non stai lottando non digiunare. Senza pregare non digiunare.

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