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Cristo nell’urina: l’opera scandalo patrocinata dalla regione Toscana

L’opera di Andres Serrano verrà esposta al Photolux Festival di Lucca e ritrae un crocifisso immerso in un bicchiere di urina. L’ira della Lega Nord

Un crocifisso, simbolo non solo di una religione ma anche della cultura italiana ed europea. Un crocifisso immerso nell’urina.

Chiamatela pure arte. Ma blasfema. Al Photolux Festival di Lucca, dal 21 novembre al 13 dicembre prossimi, verrà esposta “Piss Chirst”, una fotografia realizzata da Andres Serrano, fotografo statunitense, che ha immortalato un crocifisso immerso in un bicchiere pieno della sua urina.

Sono anni che l’opera crea scandalo. Succede dalla sua prima esposizione nel lontano 1987 negli Usa. In quel caso due senatori repubblicani portarono il caso anche in Parlamento. Da noi, invece, il Pd ha deciso addirittura di patrocinare la mostra in cui verrà esposta. Il simbolo della regione Toscana, infatti, campeggia su volantini e sul sito della mostra internazionale di fotografia.

A denunciare il fatto sono stati due esponenti locali leghisti in una nota: “È inammissibile – affermano i consiglieri regionali Manuel Vescovi ed Elisa Montemagni – che si sostengano iniziative di questo genere, dove vengono esposte opere che offendono pesantemente il cristianesimo. Un’opera che umilia Cristo e rende omaggio all’Islam”. Gli esponenti leghisti annunciano che durante il festival “organizzeranno un presidio davanti alla sede della mostra per esprimere il nostro totale dissenso. Invitiamo i cittadini toscani ad unirsi a noi in questa forma di pacifica protesta che vuole difendere le nostre profonde radici cristiane”.

Secondo il direttore del festival, Enrico Stefanelli, invece, l’opera ha pieno diritto ad essere esposta. “Lo spirito del festival – ha detto – è quello dell’equilibrio in un contesto di libertà”. “Quell’opera – continua – non è nata come un oltraggio o una contestazione del Cristo, quanto piuttosto della mercificazione delle immagini. Poi dobbiamo collocarla nel periodo storico in cui è stata realizzata, negli anni ’80”.

Sarà. Ma mentre il crocifisso nell’urina merita di essere visto e pubblicizzato, solo ieri in una scuola di Firenze ad alcuni bambini è stata vietata la mostra con dipinti raffiguranti il Cristo perché “urtano i non cattolici”. Allora facciamo una proposta: si annulli anche questa che infastidisce i seguaci di Gesù. Anche se già sappiamo che i buonisti ci diranno di no ed utilizzeranno i soliti due pesi e due misure. Le ragioni dei cattolici, per loro, non hanno ragione d’esistere.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/cristo-nellurina-lopera-scandalo-finanziata-regione-toscana-1193908.html

Anche Mario Adinolfi si è detto indignato: “Faccio appello a Franceschini, perché se siamo l’Italia che immerge Cristo nel piscio e nella stessa mostra rappresenta la Madonna come una battona di strada, e contemporaneamente una scuola vieta a Firenze la gita di bambini alla mostra “Bellezza divina” perché “turba i non cattolici”, allora siamo l’Italia che nega e offende le sue radici culturali, nazionali, spirituali, profonde. Siamo l’Italia che nega e offende se stessa, l’Italia impazzita che si sputa in faccia da sola”.

http://www.huffingtonpost.it/2015/11/13/crocifisso-urina-opera-d0arte-lucca-polemica_n_8555266.html

E’ del 14 novembre la notizia che Piss Christ non sarà esposto al Photolux di Lucca.  Il direttore artistico Enrico Stefanelli, con un lungo intervento, motiva la sua scelta. Scelta che pare dettata però solo dalle polemiche suscitate fra i cattolici, infatti Stefanelli ad un certo punto dice “Con dispiacere mi sono accorto invece che la coscienza socio-culturale ha dimostrato una inadeguatezza al riconoscimento della libertà di espressione artistica e ho dovuto constatare che i tempi e i luoghi non sono ancora sufficientemente maturi per il riconoscimento della libertà di espressione“.

Quindi per lui non siamo ancora maturi per queste cose! Meno male! dico io. Sul finire del suo intervento Stefanelli si scusa con i Cristiani che si sono sentiti offesi da tale immagine, ma non rinuncia all’ultimo colpo di coda, dicendo “ Altresì prendo atto che l’integralismo mediatico ha compiuto un’operazione artistica mostrando il contestato ad un pubblico ancor più numeroso di quello del Photolux. Tradotto: quindi con questo baccano non avete fatto altro che pubblicizzare la cosa, praticamente siete dei fessi.

Credo invece che questa sia stata l’ennesima prova del basso livello morale che ci circonda e che peggiora di giorno in giorno. Tutto è permesso, tutto è lecito e se non la pensi come me è perchè non sei sufficientemente maturo. Poveri noi!

http://www.loschermo.it/articoli/view/75152

 

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annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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