Annalisa Colzi
contro la teoria gender

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contro la teoria gender

Domani, 8 settembre 2015, verrà discussa la relazione presentata da Liliana Rodrigues (deputata portoghese); in cui si cercherà di rendere obbligatorio l’insegnamento Gender nelle scuole. La votazione avverrà il 9 settembre, quindi poche ore dopo la discussione.

Tanto per farvi capire la gravità della situazione vi copio-incollo alcune richieste della deputata che verranno votate e che sono tratte dal sito originale dell’Unione Europea. Eccole:

31. invita la Commissione a combattere la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere nelle strutture educative; esorta la Commissione a sostenere l’inserimento di informazioni obiettive sulle questioni relative alle persone LGBTI nei programmi scolastici; esorta la Commissione ad agevolare l’apprendimento tra pari tra gli Stati membri; nel contrastare il bullismo e le molestie omofobi e transfobici;

40. invita gli autori e gli editori di materiale didattico a prendere atto della necessità di considerare la parità di genere un criterio per la produzione di tale materiale e raccomanda di avvalersi di équipe di insegnanti e di studenti nell’elaborazione di materiale didattico sulla parità di genere e della consulenza di esperti nel campo della parità di genere e del tutoraggio sensibile alle questioni di genere;

43. sottolinea che sia nella formazione iniziale degli insegnanti che nella loro formazione continua, è necessario integrare lo studio e l’applicazione del principio di parità tra donne e uomini, comprese strategie che consentano loro di riflettere sulla propria identità, credo, valori, pregiudizi, aspettative, atteggiamenti e rappresentazioni di genere, come pure sui loro metodi didattici, al fine di eliminare gli ostacoli alla piena realizzazione del potenziale degli studenti, indipendentemente dal genere;

44. crede fortemente nel potenziale trasformativo dell’istruzione nel sostenere la causa dell’uguaglianza di genere; riconosce che i programmi di istruzione formale e informale devono affrontare e combattere la violenza di genere, la discriminazione di genere, le molestie, l’omofobia e la transfobia, in tutte le loro forme; ivi comprese le forme di cyberbullismo o molestie online; riconosce che l’educazione all’uguaglianza di genere e contro la violenza basata sul genere dipende da ambienti scolastici sicuri e liberi dalla violenza;

45. sottolinea la necessità di organizzare iniziative di sensibilizzazione, formazione e integrazione della prospettiva di genere che interessino tutti i soggetti coinvolti nella politica dell’istruzione, i genitori e i datori di lavoro;

Se queste richieste verranno accolte, i nostri bambini e ragazzi saranno gettati in pasto a persone senza scrupoli. Che insegneranno l’identità di genere. Che nello specifico significa: “Il termine identità di genere indica il genere in cui una persona si identifica. Cioè, se si percepisce uomo, donna, o in qualcosa di diverso da queste due polarità. E viene utilizzato in alcune correnti della sociologia sviluppatesi negli Stati Uniti d’America a partire dagli anni settanta. L’identità di genere non deriva necessariamente da quella biologica della persona, e non riguarda l’orientamento sessuale” (da Wikipedia).

Non illudetevi, nessuna raccolte di firme fermerà questo scempio. Solo la Vergine Maria di cui proprio domani ricorre la festa della sua natività, può aiutarci a fermare l’urlo di Satana. Quindi, invito tutti a pregare oggi, domani e domani l’altro 3 Ave Maria (ogni giorno) per bloccare questa macchina infernale.

Insieme, contro la teoria gender!

 Annalisa Colzi

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annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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