PAPA FRANCESCO

Perché pensare al domani? Di questo non dobbiamo preoccuparci

Pensare al domani è abitudine di ogni persona ma più che abitudine direi preoccupazione. Ma pensare al domani spesso ci rattrista, perché ci fa paura. Il Papa invece ci invita a non pensare al domani ma a guardare con attenzione alle proprie scelte quotidiane.

In effetti se ci pensiamo, è vero: non solo a livello cristiano, perché anche Gesù ci dice di non preoccuparci del domani; ogni giorno ha il suo affanno, ma aldilà di questo, umanamente parlando, non pensare al domani, ci aiuta a vivere il presente a goderci il presente.

Vi è mai capitato di dire: Questo mese è volato….. bene, noi percepiamo tutto questo perché non viviamo il presente. Perché il presente lo viviamo pensando a domani, e il domani a dopodomani….. insomma non viviamo ma ci accorciamo la vita. Il domani poi lo pensiamo con paura perché tutto ciò che non conosciamo ci spaventa.

Ritornando alle parole del Papa:

Quando si pensa alla quotidianità, è necessario imparare a non ragionare mai in maniera tale da voler a tutti i costi raggiungere il successo e la ricchezza. È fondamentale la sacralità della vita che deve essere ricevuta così come si presenta, con tutte le sue imperfezioni e le sue fragilità. 

Riflettendo sul Vangelo di Matteo il Papa ha detto: “Non preoccupatevi del domani”. Secondo la Bibbia, ha poi specificato, “la montagna è il luogo dove Dio si manifesta e si fa conoscere”. Questa montagna, ha una cima che non può essere raggiunta con il carrierismo (la carriera) oppure con il volontarismo (volontariato), ma deve essere raggiunta solamente con un ascolto paziente e delicato del Maestro.

Il Santo padre ha poi ricordato che “In Gesù troviamo una vita nuova nella quale sperimentare la libertà di saperci figli amati”. Nonostante questo siamo consapevoli del fatto che il cammino è molto lungo e che dunque questa libertà, in alcuni momenti, potrebbe vedersi indebolita e sacrificata.

La libertà si indebolisce quando siamo prigionieri del circolo vizioso dell’ansietà e della competitività oppure nel momento in cui decidiamo di concentrare tutte le nostre energie nella ricerca assillante e frenetica della produttività e del consumismo, spesso unico criterio utilizzato per definire chi siamo e quanto valiamo.

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Fonte
PAPAFRANCESCO.NET
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