mi offro a Dio per la salvezza delle anime
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Mi offro a Dio per la salvezza delle anime

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Mi chiamo Elena, vivo a Treviso e faccio la fotografa di professione e per vocazione. Sì, avete capito bene, per vocazione perché per me catturare la bellezza del Creato in una stampa che vivrà nel tempo è far contemplare la bellezza, l’amore e la Misericordia di Dio Padre. Per me la fotografia è quel talento datomi da Dio Padre Creatore per renderlo visibile al mondo.

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Salvezza delle anime

Potrei definire questa passione una forma di preghiera. Sono cresciuta in una famiglia con sani principi. Mia madre, una donna di grande fede, mi ha trasmesso l’amore di Gesù, di cui lei era innamorata persa. Purtroppo, a vent’anni mi sono ammalata di anoressia e da quel momento ho smesso di andare alla Santa Messa.

Dopo la mia conversione ho compreso che tutto questo era accaduto perché in realtà non avevo conosciuto ancora Gesù, ma mi ero costruita una religione fai da te. Fu all’alba del 3 agosto 2014 che tutto cambiò. Quella mattina durante il dormiveglia sentii dentro di me una bestemmia terribile, mai sentita, contro la Madonna.

Salvezza delle anime

Sconvolta, telefonai al mio fidanzato che cercò di calmarmi ma invano. Dopo qualche giorno da quel terribile risveglio, venni a sapere che una nostra amica aveva fatto celebrare una Santa Messa a Medjugorie per la sottoscritta.

Nel frattempo il mio fidanzato mi regalò il libro che aveva appena finito di leggere dal titolo «Sia fatta la tua volontà», una storia di conversione che riaccese in me la fede e il desiderio di tornare ai sacramenti.

La confessione era il mio primo obiettivo ma volevo farla bene e cercai su youtube qualche sacerdote che mi aiutasse a viverla nel miglior modo possibile. Mi imbattei in un video di don… e iniziai ad ascoltarlo ossessivamente.

Salvezza delle anime

Alla luce delle sue catechesi mi resi conto che tutta la mia vita era stata solo peccato e non vi era neppure uno spiraglio di luce che mi facesse comprendere la misericordia di Dio. Mi sentivo ormai condannata all’inferno. Quelle parole, dure, del sacerdote mi condannavano. Mi sentivo persa e angosciata.

Dicevo a me stessa che non amavo nessuno. Un giorno ebbi come delle convulsioni, non riuscivo a muovermi. Improvvisamente sentii una voce all’interno del mio essere che mi disse: «Questo è niente rispetto a quello che vivrai all’inferno».

Mi venne una specie di crisi isterica dalla paura. Mi portarono al Pronto Soccorso e mi imbottirono di psicofarmaci per calmarmi e per farmi dormire, ma non sortirono nessun effetto, anzi mi devastarono. In testa continuavo a sentire bestemmie. Distrussi tutte le mie foto e anche la macchina fotografica.

Salvezza delle anime

Ogni tanto scappavo da tutti con il desiderio di suicidarmi. Non sono mai riuscita, grazie a Dio, a compiere quel gesto terribile contro la vita perché l’istinto di sopravvivenza e il pensiero di mia mamma, malata e sola, a casa mi facevano desistere. Mi sentivo già condannata all’inferno e vivevo tra la poltrona e il letto. Non mi lavavo, mangiavo come capitava, piangevo giorno e notte divorata dall’angoscia, dalla disperazione.

Non avevo mai sentito una sofferenza così grande neppure con l’anoressia. Mia madre e il mio fidanzato Diego, pregavano incessantemente per me e un giorno la mia mamma mi disse: «Elena prima che tu nascessi ti ho consacrata alla Madonna, sono sicura che non ti mollerà», ma intanto smisi anche di mangiare. Vissi in questa orribile situazione fino all’estate del 2017 quando trovai delle foto di mio padre, della sua famiglia e, incuriosita, chiesi a mia madre di parlarmi di nonna Elena. Scoprii molte assonanze tra la mia storia e la sua. Stessi sintomi.

Anche lei ad un certo punto non mangiava e non dormiva più, fino a quando un giorno di febbraio del 1956 prese la bici e si suicidò. A queste parole rimasi pietrificata, ma qualcosa in me si smosse e capii l’importanza del mio nome. Satana aveva tentato di farmi fare la stessa fine, ma questo pensiero mi diede la forza di reagire e compresi che la nuova Elena doveva spezzare la catena del suicidio.

Mi alzai dalla poltrona, feci la doccia e ricominciai a vivere e a combattere per la salvezza delle anime. Oggi offro tutto ciò che mi accade a Gesù e alla Madonna, tutto, anche i peccati e non ho più paura perché ho compreso che Dio è prima di tutto Misericordia e non vuole «la morte del peccatore ma che si converta e viva».

Il demonio non perde occasione per tormentarmi ma non importa, io so cosa è giusto fare e lo faccio. A volte con più fatica, ma prego il Signore che mi faccia perseverare fino alla fine.

Elena Carrer

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