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La storia della ranocchia

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La ranocchia insegna

un salutare colpo di zampe prima che sia troppo tardi

E’ da tempo che circola in internet la storiellina della ranocchia scritta da Oliver Clerc, scrittore e filosofo.

Mi è piaciuta molto perchè davvero rispecchia la realtà in maniera incredibile. In modo molto più grezzo anche io dico nelle conferenze che il veleno ci è stato iniettato a piccole dosi, piccolissime, in modo da abituarci al peccato.

Se la dose fosse stata data tutta insieme saremmo morti; invece così siamo stati in grado di formarci gli anticorpi per il veleno pian piano assunto. Un caro sacerdote diceva che Dio ha formato il popolo di Israele nell’arco dei 40 anni nel deserto. Gli ci sono voluti 40 anni per far assimilare il suo insegnamento perché – continuava il sacerdote – se glielo avesse dato tutto insieme non sarebbero riusciti a digerirlo; e lo avrebbero rigettato. E finiva con questa domanda: “Si può dare una bistecca ad un neonato?”. Vi lascio con questa domanda e alla lettura di questa splendida parabola.

Annalisa Colzi

la storia

di Oliver Clerc

Immaginate una pentola piena d’acqua fredda in cui nuota tranquillamente una piccola ranocchia.

Un piccolo fuoco è acceso sotto la pentola e l’acqua si riscalda molto lentamente.

L’acqua piano piano diventa tiepida e la ranocchia, trovando ciò piuttosto gradevole, continua a nuotare.

Ora l’acqua è calda, più di quanto la ranocchia possa apprezzare, si sente un po’ affaticata, ma ciò nonostante non si spaventa.

Ora l’acqua è veramente calda e la ranocchia comincia a trovare ciò sgradevole, ma è molto indebolita, allora sopporta e non fa nulla.

La temperatura continua a salire, fino a quando la ranocchia finisce semplicemente per cuocere e morire.

Se la stessa ranocchia fosse stata buttata direttamente nell’acqua a 50 gradi, con un colpo di zampe sarebbe immediatamente saltata fuori dalla pentola.

il cambiamento lento sfugge alla coscienza

Ciò dimostra che, quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta.

Se guardiamo ciò che succede nella nostra società da qualche decennio possiamo vedere che stiamo subendo una lenta deriva alla quale ci stiamo abituando.

Una quantità di cose che avrebbero fatto inorridire 20, 30 o 40 anni fa, sono state poco a poco banalizzate e oggi disturbano appena o lasciano addirittura completamente indifferente la maggior parte delle persone.

Nel nome del progresso, della scienza e del profitto si effettuano continui attacchi alle libertà individuali, alla dignità, all’integrità della natura, alla bellezza e alla gioia di vivere, lentamente ma inesorabilmente, con la costante complicità delle vittime, inconsapevoli o ormai incapaci di difendersi.

Le nere previsioni per il nostro futuro, invece di suscitare reazioni e misure preventive, non fanno altro che preparare psicologicamente la gente ad accettare delle condizioni di vita decadenti, anzi drammatiche.

Il martellamento continuo di informazioni da parte dei media satura i cervelli che non sono più in grado di distinguere le cose…

Coscienza o cottura, bisogna scegliere!

Allora se non sei, come la ranocchia, già mezzo cotto, dai un salutare colpo di zampe, prima che sia troppo tardi!

 

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