TESTIMONIANZE

Sono guarito dal coronavirus

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Questa è una testimonianza forte di un uomo guarito dal coronavirus. Una testimonianza impastata di dolore e sofferenza, paura e ansia ma anche di tanta preghiera e fede. Purtroppo oggi esiste ancora chi ha il coraggio di dire che il coronavirus sia un’invenzione dello Stato o chissà che altra diavoleria ci si inventa pur di assecondare le proprie ideologie perverse e malsane.

La testimonianza che tra poco leggerete è realtà, è ciò che non auguriamo a nessuno ma che ringraziamo la Vergine Maria per aver interceduto presso Gesù per la guarigione di quest’uomo che ha toccato con mano il covid19.

L’uomo guarito dal coronavirus si chiama Claudio Panza ed ha 51 anni, di Ariano Irpino, ex zona rossa della Campania. Ecco il suo racconto integrale:

Mi chiamo Claudio di Ariano Irpino provincia di Avellino (Campania), con mia moglie andammo al pronto soccorso di Ariano Irpino, alle ore 13:30 perchè avevo febbre, mi diedero la tachipirina 1000 e si abbassò la temperatura a 36,7 ma alle ore 17:30 ci portarono di nuovo in ospedale, stavolta al San Giuseppe Moscati di Avellino con il 118. Mi fecero il test rapido per il coronavirus, sentivo che la temperatura corporea si stava alzando… così i medici mi dissero “vi mettiamo in quarantena”, dopo ci rimandarono a casa con l’autobolanza, erano circa mezzanotte.

Intanto i giorni passavano e peggioravo sempre più. Dopo circa una settimana dovetti richiamare il 118…. ma aspettai invano perché non arrivavano. La febbre ritornò a salire, presi così una tachipirina, la temperatura era arrivata a 40,1.

Verso le 4:00 del mattino, mia moglie decise di richiamare il 118 (era il giorno 18 marzo 2020) fortunatamente vennero subito a casa alle 5:30 circa. Non riuscivo a stare in piedi, mi misero subito l’ossigeno, arrivammo all’ospedale moscati e fui ricoverato d’urgenza.

Non c’era posto in terapia intensiva mi portarono in reparto medicina, mi iniziarono a fare i prelievi del sangue, la solita routine, mi davano delle compresse chiamate plaquenil, più tachipirina. La febbre si abbassava ma di poco, di due o tre linee. Tutto questo durò per parecchi giorni, videro che la febbre persisteva e non scendeva, così decisero di aprire il protocollo di terapia sperimentale con il tocilizumab 800mg avevo affanno e tosse. Dopo 5 giorni dalla nuova terapia, la febbre iniziò ad abbassarsi ed in seguito si tolse anche la tosse. Man mano che i giorni scorrevano, i parametri vitali iniziarono a ritornare normali, mi tolsero anche l’ossigeno.

Purtroppo, quando tutto sembrava ormai passato, improvvisamente ebbi una crisi respiratoria, ricordo che in quell’istante mi mancava l’aria a tal punto che ebbi a mala pena la forza di suonare il campanello di emergenza per chiedere aiuto. Arrivò subito un’infermiera che vide la situazione critica. Chiamarono i medici che mi attaccarono di nuovo all’ossigeno con massima potenza, 8 atmosfere.

Fortunatamente fu l’unica volta che ebbi questa crisi così significativa. In seguito iniziai a migliorare, così il 18 aprile fui trasferito ad un altra azienda privata dell’ ASL di Avellino per l’isolamento, ho fatto nei primi periodi 7 tamponi poi il giorno 11 maggio fui dimesso e riportato a casa.

Quando arrivai a casa, mia figlia e mia moglie mi abbracciarono talmente forte che il tempo sembrava si fosse fermato. Tanti sacerdoti hanno pregato per me, insieme ai gruppi di preghiera che mi hanno sostenuto e che io ringrazio calorosamente. In modo particolare ringrazio anche le suore di clausura per le loro assidue preghiere.

Questa esperienza del covid 19 è stata bruttissima ma ho sentito sempre affianco a me l’amore di Dio è della Mamma celeste. Con questa mia testimonianza voglio dare un messaggio di speranza dicendo a tutti, che Dio non abbandona mai i sui figli, dobbiamo sempre invocare il suo aiuto e quello degli angeli affinché illuminano i dottori, permettendo loro di prendere delle decisioni giuste. Ringrazio gli infermieri che ogni giorno mettono a rischio la loro vita, grazie all’associazione “Vita” e alla croce rossa che mi sono stati vicini, grazie anche ad Annalisa Colzi che mi dà la possibilità di testimoniare la mia esperienza. Oggi posso finalmente dire di essere guarito dal coronavirus, e di aver formato gli anticorpi. Mai perdere la speranza.

Claudio Panza

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