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Don Alemanno, ti dico quello che penso: che schifo!!

Sono in vacanza dai miei genitori, in Sardegna, terra che amo molto e alla quale sono molto legata. Ricca di tradizioni, di bellezze naturali, di profumi, di sapori. Ma queste cose le sanno ormai tutti, basta guardare un depliant o una rivista specializzata. Quello che invece non sapevo riguardo la mia terra è l’esistenza di un tale Alessandro Mereu (sardo pure lui), che si fa chiamare Don Alemanno, benchè di Don non abbia veramente nulla, a meno che non si chiamino Don anche coloro che si pongono al servizio dell’eterno nemico. In questo caso il “Don” viene utilizzato esclusivamente perchè, a detta di Mereu “si cucca di piu”.

Mereu negli anni ha fatto mille lavori diversi. Ha piantato cocomeri in campagna. Ha fatto l’agente immobiliare; l’aiuto cuoco, il sacerdote, il pornoattore; il parrucchiere gay e il parrucchiere etero. Nel 2012 ha deciso che era giunto il momento di dar vita alla sua prima vera creatura: una fan page su Facebook, dal titolo “Jenus di Nazareth” . La storia racconta della seconda venuta di Cristo sulla Terra, sotto richiesta del Padre, nel tentativo di espiare i peccati del mondo. Ma nel cadere in picchiata dal Regno dei Cieli, Dio gli dà forma umana troppo presto facendolo sfracellare al suolo. Da quel momento il protagonista, preda di amnesia, vaga sulla Terra depositario di tutte le risposte, ma non se le ricorda.

A questo punto iniziano le insolenze nei confronti di Nostro Signore. Vedere un mio conterraneo distribuire “pane carasau”, alle persone in fila davanti a lui, come se si trattasse dell’ostia consacrata mi manda su tutte le furie. Disgusto, rabbia e tristezza è quello che sento quando guardo questi “famosi” fumetti; che sono stati addirittura proposti come miglior rivelazione del 2013 al Macchianera Italian Awards 2013, piazzandosi al secondo posto.

Dal momento che Mereu (preferisco chiamarlo in questo modo per non insozzare coloro che Don lo sono davvero) raccomanda, in un’intervista al Reader’s Bench, di non smettere mai di dire ciò che pensiamo, colgo l’invito e dico a lui quello che penso. Penso che si possa far ridere in tanti modi. Mi piace l’umorismo quando non si basa sui soliti argomenti, il sesso e la Chiesa. Invece sembra che questi “nuovi artisti” oramai non possano far ridere con altri temi, ben poca fantasia, non pensate? Potremmo suggerir loro di guardare qualche gag di vecchi e rimpianti comici, che sapevano far ridere di gusto intere famiglie, senza costringere i genitori a cambiare canale.

Ma questi giovani non ne sono più capaci. Perchè hanno il cervello poco abituato a spaziare e a recepire immagini, emozioni e ispirazioni dal mondo che li circonda. Allora ecco il mix di Mereu che ha pensato bene di mescolare il tutto: sesso e Chiesa. E quindi, eccoci ad ammirare l’immagine di Gesù (nei suoi testi Jenus) che fa il classico gestaccio (dato che oramai è così comune a tutti, uomini, donne e bambini, l’unica speranza di stupire era di farlo fare a Gesù), che ridere!!!

Oppure ci troviamo davanti alla vignetta su Papa Benedetto che, a causa della sua pronuncia tedesca, finisce per trasformare una parola in un’altra andando così, involontariamente, a citare una parte del corpo maschile (sempre quella poi, che monotonia!) che ridere!!! Oppure sentiamo Mereu prospettarci in un futuro la somministrazione di una sua invenzione: la “suppostia”. Che ridere, che fine umorismo!!! E ancora possiamo trovare Gesù che davanti a un super dotato si vanta dell’esistenza di un numero consistente di sue reliquie (sempre di quella parte lì), che ridere!!!

Altra vignetta? La Madonna (con fattezze di Veronica Ciccone, ovviamente) a letto con Dio (rappresentato come un cantante metal). La Madonna legge perplessa la dichiarazione di Costantinopoli che la proclama vergine prima, durante e dopo il parto (cantando like a virgin). Mentre Dio la rassicura incoraggiandola a divulgare come vera quella dichiarazione “che spacca”. Che ridere, come posso trattenermi!!! O ancora Gesù a letto con tre ragazze che si vanta di essere uno e trino!!! Basta non ce la faccio a continuare a ridere così!!! Ridere???? Questo fa ridere??? A me fa solo venire una gran rabbia!

Nell’intervista che vi ho citato sopra, il lavoro di Mereu viene presentato in questo modo. Il suo è un fumetto satirico che si scaglia contro i dogmi della chiesa cattolica; con cognizione di causa e senza scadere nel ridicolo o nella volgarità fine a sé stessa.

Sono basita. Ma se questa non è volgarità, non è disprezzo, non è dissacrazione di quanto di più importante ci sia nella vita dell’uomo, nel suo cuore, nel più profondo di sè,  qual è la volgarità? Per capirlo basterebbe dare un suggerimento a Mereu. Caro Mereu prepara delle belle vignette su Maometto; esponile nelle Fiere, pubblicale sui tuoi libri e falle conoscere come hai fatto con queste. Vediamo cosa accade. Vediamo se tutti si fanno una bella risata come qui in Italia. (dove la gente purtroppo ha il cervello in pappa e si mette in fila per farsi benedire da te). O se invece non ti sia necessario uscire con la scorta o salvarti con la tua “balentia”.

Ecco come risponde al giornalista che chi chiede quale sia stata la sua ispirazione iniziale. Mentre sorseggiavo dell’ottimo vino della casa, un anziano uomo dal volto stanco e i lobi delle orecchie caduchi, mi passò accanto tenendo per mano un fanciullo. Questo fanciullo mi guardò; e socchiudendo leggermente l’occhio sinistro, emise un forte peto. Da lì nacque tutto. Già questo forse poteva farti capire che la tua idea non fosse granchè se emanava un profumo così preciso e inconfondibile, dico io.

O ancora sentiamo quale profondità emerga quando gli si chiede cosa sia la satira: Un apostrofo marrone tra le parole “bella”, “domanda”, “del”, “c…o”. Ok, svariati apostrofi. Vi risponderò come mi disse il mio trisnonno in punto di morte, mentre con una mano stringeva la mia e con l’altra mi accarezzava il viso: “Una delle due l’ho usata per grattarmi il culo”. Ecco, penso che il messaggio sia chiaro. Lascio a voi il commento!! Credo che il ragazzo abbia subito dei traumi in età infantile. Ecco, infatti, un’altra perla di saggezza, ricevuta questa volta da suo nonno: Ma in quanto a perle di saggezza vi posso regalare le parole che mi disse mio nonno prima di partire per l’Afghanistan, mentre saliva gli scalini dell’elicottero: “Non ci credo, ho schiacciato una merda”. Penso che l’insegnamento sia evidente.

Povero Mereu, penso che forse questi traumi possano giustificare in parte il suo disagio. Forse, se anche io avessi avuto queste perle di saggezza da nonni e trisnonni, sarei cresciuta un po’ confusa e destabilizzata. Allora, sento di dover dare un consiglio questo mio  conterraneo così sfortunato: caro Alessandro (mi permetti la confidenza?), sei ancora giovane, per una volta prova a cercare un lavoro vero, che ti permetta di tirar fuori il meglio di te. Sono sicura che ci sia sempre del bello e del buono in ognuno, è solo nascosto da qualche parte. E, anche se sembrerà strano,  sono sicura che i tuoi nonni saranno orgogliosi di te.

 

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