Annalisa Colzi
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conversione di enrico pollero

La conversione di Enrico Pollero e la targa a Giuseppina Ghersi

bracciale ave maria

La conversione di Enrico Pollero ex comunista

Dio è presente nella storia, sempre. Mai Egli ci ha abbandonato e mai ci abbandonerà. Sempre bussa ai cuori, anche quelli più induriti affinché possano incontrare il Re dei Re. Così è avvenuto anche ad un consigliere comunale di Noli. La conversione di Enrico Pollero sa davvero dell’incredibile.

Talvolta si dice: “il Passato è Passato, non torna e non si può cambiare”, però il Passato è costituito da storie, da persone, da volti, da parole, da pensieri, da azioni…il Passato è stato Vita, anche se include avvenimenti colmi di morte a causa della superbia, dell’ingordigia e del sadismo umano.
Proprio tutti questi elementi, talvolta, non si sa come e perché, ritornano, raccontandoci e mostrandoci volti, azioni, storie e, qualche volta, anche parole.

A volte si sente dire: “è per voler di Dio che tutto questo è venuto alla luce, anche se dopo tanto tempo”; qualcun altro, che con Dio nemmeno ci vuole parlare perché (forse) nemmeno ci crede, afferma invece: “per farsi pubblicità si strumentalizza tutto, persino i morti”.
Questa volta, però, sembra esserci di mezzo davvero il Volere di Dio.
Una Volontà che “fa incontrare” e unisce un uomo e una bambina che non si sono mai visti ma che a distanza di anni, in qualche modo, si sono conosciuti.
Ma partiamo dall’inizio, così da comprendere in che modo Dio ha incastrato tutti i pezzi.
Enrico Pollero, consigliere comunale di Noli, dopo 20 anni da Comunista, due anni fa, si ritrova protagonista di qualcosa che ha poi cambiato la sua vita radicalmente.
Sedendosi su una panchina, ai giardini, si addormenta e sogna.
Sogna di andare a comprare del pane e di sedersi su una panchina per mangiarlo.
Viene raggiunto da un signore che gliene chiede un po’, lui lo spezza e gliene dà.
Questo, prima di andarsene, guarda Enrico e gli dice: “Dio non è dove lo stai cercando”.
Quando Enrico si sveglia, trova accanto a sé una croce che, da quel giorno, porta sempre con sé.
Da qui parte la svolta: inizia la Conversione di Enrico Pollero.

conversione di Enrico Pollero
Il suo stile di vita diventa quello del Cristiano: confessione, Santa Messa e ricerca della Volontà di Dio, quindi l’inizio di un percorso spirituale.
Dopo aver avuto un’accesa discussione con una persona, inizia a leggere, ad informarsi e a comprendere che quel che gli era stato detto riguardo il Comunismo non era corretto, non era realtà, non era Verità.
Ecco le parole profetiche del sogno: “Dio non è dove lo stai cercando”.
Poi “l’incontro” con Giuseppina Ghersi (detta Pinuccia), e il desiderio di donarle una targa per ricordarla (desiderio realizzato il 30 settembre, fra consensi e malumori).
Da qui, il riaffiorare della storia di Giuseppina Ghersi che, se di affermato ha lo sfondo del primo dopoguerra e due realtà politiche contrapposte, ha ancora di incerto cosa sia realmente successo e per quale ragione si è arrivati all’uccisione della bambina.
Sono infatti molte le versioni proposte.

Spicca, certa, fra tutte l’originale di un esposto presentato dal padre di Giuseppina, Giovanni Ghersi, al Procuratore di Savona con la speranza di ottenere, oltre che chiarezza, giustizia.
La testimonianza del padre fa comprendere quello che ha patito Giuseppina Ghersi, ma non sappiamo ancora perché.
Forse il tempo ce lo dirà, intanto il suo volto e parte della sua storia sono entrate nel 2017, facendo riflettere chiunque ne venga a conoscenza e, forse, a stimolare chi conosce la Verità a raccontarla, affinché il desiderio di Giovanni Ghersi venga realizzato e Giuseppina possa esser finalmente lasciata riposare in pace, senza più cattiverie sul suo conto.
La conversione di Enrico Pollero intanto continua e il Signore gli ha messo nel cuore un nuovo desiderio: aiutare le innocenti vittime della superbia, dell’ingordigia e del sadismo umano, accumulando in qualche modo fondi per poter sfamare e aiutare i meno fortunati (come coloro che soffrono la fame in Africa e in India) e ridurre i decessi.
“Mi piacerebbe un mondo dove sui documenti ci fosse scritto: ‘cittadino del mondo’. Oggi si muore di fame e si spende soldi per le armi. Vorrei che qualcuno mi desse una mano.

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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