Annalisa Colzi
A Medjugorje la Madonna opera miracoli che si estendono in tutto il mondo

A Medjugorje la Madonna opera miracoli che si estendono in tutto il mondo

pellegrinaggio a Medjugorje 28 settembre 2018

Questa è la seconda parte della bellissima testimonianza che potete trovare qui.

La Madonna a Medjugorje, mise un progetto nel mio cuore che man mano prendeva piede, non senza difficoltà. Il primo passo lo avevo fatto, a Medjugorje avevo comprato la statua della Madonna e il parroco era ben disposto a metterla in Chiesa ma il Vescovo negò il permesso. Ma vedremo che anche questo era un progetto di Maria Santissima.

Quindi in Chiesa non avevamo il permesso di mettere la statua ma poiché il piazzale antistante è del Comune ci venne l’idea di posizionarla lì, in una nicchia. Naturalmente anche per il piazzale antistante la Chiesa dovemmo chiedere il permesso. Ci aiutò Fabrizio Falaschi un nostro caro amico geometra. Pensò lui a chiedere tutti i permessi ma, anche in questo caso, non fu facile perché alcun persone, sia del consiglio comunale che del paese, manifestarono parere negativo.

Noi però ci fidavamo della Madonna e, nonostante gli ostacoli per ottenere il permesso, iniziammo la raccolta del materiale per costruire la nicchia. Nessuno ci fece pagare niente. Le ditte, saputo a cosa serviva quel materiale, ce lo donavano. Ad aprile Fabrizio ci diede la bella notizia: avevamo il permesso dal Comune. La battaglia, per il momento, era stata vinta.

Il mercoledì Santo io, mio marito, il geometra e il muratore ci ritrovammo nel piazzale per decidere dove costruire la nicchia. Una volta individuato il posto ci accordammo per iniziare i lavori subito dopo Pasqua ma il giovedì Santo mio marito ebbe un grave infortunio sul lavoro, il carico che stavano sollevando con la gru si staccò e gli cadde addosso. La conseguenza fu la paralisi dell’arto superiore sinistro.

Pensai che una forza negativa voleva ostacolare il nostro progetto e così trovai rifugio in Chiesa, mi affidai alla Madonna e uscendo fui invasa da una grande serenità ed ebbi la percezione di una voce che mi diceva: “La tua fede ti ha salvato”.

Sì, la Madonna aveva preservato mio marito dalla morte e quello era il primo frutto del nostro progetto d’amore. Non fu facile mandare avanti i lavori da sola ma ero risoluta a far trionfare la Madonna.

La prima sera, dopo l’incidente, tornai a casa distrutta. Trovai mia madre sul divano con i miei due figli, li guardai, dissi loro qualche parola e poi uscii fuori sulla terrazza che guarda le colline di Crespina. Improvvisamente, erano circa le 21.00, l’abete vicino al mio terrazzo fu illuminato da una fortissima luce bianca che lo avvolse completamente. Chiamai mia madre ma tutto sparì velocemente come velocemente era arrivata quella luce.

Ormai avevo organizzato la mia vita tra ospedale e lavori. Ogni volta che andavo all’ospedale da mio marito, mi fermavo nella cappellina dell’ospedale dove avevo lasciato la foto di mio marito. Sostavo un po’ pregando il rosario con la corona acquistata a Medjugorje che si spezzava continuamente.

Un pomeriggio lasciai il mio rosario sul comodino dell’ospedale. La sera mi chiamò mia madre che era andata a portare la cena a mio marito e mi chiese se avevo lasciato il rosario sul petto di mio marito. Risposi di no. Mio marito disse che non era stato lui, anche perché era impossibilitato a farlo visto che un braccio era paralizzato e nell’altro c’era la flebo. E allora come era finita la corona del rosario sul petto di mio marito? Questo rimase un mistero. Chissà… forse un’infermiera?

Il tempo passò e i lavori erano quasi conclusi quando ricevetti una telefonata dal mio amico geometra il quale mi disse: “Comincio a credere anche io al diavolo” infatti una persona era andata in Comune e dal sacerdote per cercare di bloccare la conclusione della nicchia. Non vi riuscì e il 20 maggio 2012 ci fu l’inaugurazione.

Prima dell’inaugurazione accadde un episodio triste. Il nostro amico geometra lo stesso giorno e alla stessa ora in cui mio marito veniva dimesso dall’ospedale ebbe un attacco epilettico che si rivelò un tumore maligno. Venne trasportato in ospedale nello stesso reparto e stesso letto dove era stato mio marito. Il tumore al cervello lo portò alla morte ma prima, lui che era lontano dalla fede, venne a Medjugorje e queste furono le sue parole: “Grazie Ilaria di avermi portato qui, avevi ragione, questo è un paradiso, c’è una pace incredibile e si sente la presenza della Madonna in mezzo a noi”. Credo che davvero la Madonna lo abbia attirato al suo cuore prima della morte.

Adesso ogni 20 del mese ci riuniamo per pregare con la Madonna e tante persone si fermano a pregare davanti a questa statua durante il giorno. Concludo con le bellissime e vere parole che padre Lorenzo mi disse: “La Madonna voleva stare quì, ed è giusto, se fosse stata in Chiesa, sempre chiusa, non avrebbe ricevuto le preghiere che riceve adesso stando fuori”.

Ilaria

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annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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