Annalisa Colzi
il rosario e satana

Le tecniche di rilassamento in Ospedale e il Rosario contro Satana

Il Rosario contro Satana e i suoi adepti

Qualche giorno fa mi è arrivata questa testimonianza. Con il permesso della persona coinvolta ho pensato di renderla pubblica. La motivazione è semplice: occorre capire cosa si nasconde dietro certe tecniche di rilassamento. Naturalmente non è un attacco ad ogni tecnica di rilassamento ma occorre molta prudenza. In questo caso è stato utilizzato il Rosario contro Satana, ovvero la recita del Rosario per capire in cosa consisteva tale meditazione. Il risultato è alquanto sconcertante.

“Cara Annalisa, i miei problemi di salute mi hanno costretta ad un ricovero di sei settimane in un Ospedale del Nord Italia. Finito il ricovero mi sono stati prospettati otto mesi di day hospital. Dal lunedì al venerdì mi sono ritrovata a trascorrere i pomeriggi in Ospedale. Il martedì mi obbligavano a fare un’ora di “rilassamento”. Solo successivamente ho scoperto che si trattava di Training Autogeno mescolato alla Meditazione Trascendentale. A me dava un senso di oppressione fare questi esercizi. Nella stanza buia mentre gli altri respiravano seguendo le indicazioni della “terapista” io, nella mente pregavo il Santo Rosario.

 

“Basta, basta, smettila, basta!”

Desidero sottolineare che stavo pregando solo mentalmente quando la donna davanti a me ha urlato: “Basta, basta, smettila, basta!”. Questa signora era da mesi che faceva il Training Autogeno. La dottoressa, sentendo tali urla, ha acceso la luce e ha chiesto alla paziente cosa fosse successo. Lei, per tutta risposta ha puntato il dito contro di me dicendo: “Lei, lei mi disturba, così non ce la faccio, è colpa sua”. Sono rimasta esterefatta.
Naturalmente le altre persone hanno detto che loro non si erano accorte di niente.

A quel punto mi sono resa conto che il Rosario contro Satana è un’arma potente. Sono esagerata? Beh, visto quello che è accaduto non credo. Magari la reazione della signora non è dipesa dalla tecnica del Training Autogeno, ma da altre problematiche. In ogni caso questo è quanto è accaduto.

A me non piaceva fare quella ora e così chiesi di esserne esonerata. Mi fu risposto che se saltavo quella ora di rilassamento, dovevo rinunciare a tutto il pomeriggio del martedì.

Il day hospital, che ancora oggi faccio, riguarda i disturbi del comportamento alimentare e dell’ansia. In questo genere di reparti è sconsigliato, in caso di situazioni come quella descritta, di relazionarsi con gli altri pazienti fuori da una supervisione dei medici.
Dopo tale reazione era ovvio che tutte le pazienti le chiedessero spiegazioni. Ecco perché fu fatta uscire dalla stanza. Anche io chiesi di uscire per riprendermi visto che non avevo fatto niente di male. Una infermiera portò ad entrambe una bottiglietta d’acqua. Io porto sempre con me dell’acqua santa e visto che lei non riusciva ad aprire la sua bottiglietta mi offrii di farlo io. In entrambe le bottiglie misi una goccia di acqua santa senza, naturalmente, farmi vedere.

 

Una reazione davvero strana, molto strana

Dopo aver bevuto, la signora ha avuto una reazione strana, simile a quella che ha avuto mentre recitavo con il pensiero il Rosario contro Satana. Ha, infatti, sputato l’acqua e chiamato l’infermiera dicendo che io le avevo dato dell’acqua amarissima. L’infermiera ha preso un bicchiere di plastica e ci ha versato un goccio d’acqua di quella bottiglia, l’ha bevuta ed era normale. Lo stesso ha fatto con la mia bottiglietta che ha trovato normale. A quel punto ho chiesto alla signora di dirmi esattamente cosa le avessi fatto. Questa la risposta: “Siamo tutti qui per curarci. Nei momenti di terapia dovresti fare quello che dice la dottoressa e non pensare agli affari tuoi disturbando gli altri”.

Siamo rimasti tutti allibiti. La terapista le ha detto che, quando lei ha acceso la luce della stanza io non avevo in mano il telefono che magari poteva disturbarla per qualche ragione. A quel punto la signora ha detto di non star bene e di voler tornare a casa.
Ad oggi non la vedo più, ma i medici continuano ad incoraggiare le discipline orientali come il “tai chi”.

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annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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