ROSETO CELESTE

Anche se non sei un pittore; dipingi Maria

Dipingi Maria

Sii semplice. Sii facile. Sii docile sii… abbastanza;

sii te stessa. Sii poesia. 

Per le pieghe della via, vira, viaggia. 

Sulle piaghe della vita, piano assaggia. 

Sui camici sconciati, 

nei segni sui volti irritati

di lacci ed elastici tracciati,

sul fiero immolarsi dei preti,

dei medici e di chi non saprà mollarci,

“Copriti! ma su via, figlia mia, non far capricci,

è nei loro occhi quel che cerchi.”

Saggia l’onesta virtù di papà, spronala;

che di coraggio e voglia si ridesti,

foglia dopo foglia, cambia sfoglia… 

ma prega e ferma sta scellerata follia… 

… il vizio è apnea!

se non scende, si more, con l’alta marea.

Esci-ne, è nebbia che va via, focalizza vista mia. 

Fiata, sfiata, dal peccato sii alleggerita.

Soffia, soffia via e ogni folata sia un ave, Ave a Maria. 

Ascolta e poi canta,

sgolati, spalanca! c’è spazio, voglia, e se no… va in veranda.

Affacciati, c’è calma piatta.

Risorgi, ritorna…”sei unica!”

e unica è la barca.

Anima rintana! sta buona in banchina;

è vero, il mare stanca, prova ma,

una Stella- è scritto- per sempre lo domina, è già. 

Imita, chiama Lei. InvocaLa, suonaLa,

con calma ora – et labora.

Con voce viva, quasi umana, Si avvicina: 
abbraccia, a braccia incrociate Sta china, Vienemesta

Si offre Divina, vola e cammina- 

-per la scienza? La medicina!

Per gli ammalati una lucina. 

Lo è per i soldati, è la porta vicina.

Luccica, bussa sovente,

va giù tutto decente

quando si sa che, il Signore tutto vede e tutto sente. 

Si! manca il vino, nostra Avvocata, ma sieTe arrivata… 

… una madre è cocciuta, non se ne va.
Una madre non discute, fa! quel che deve.
Nel cuore della notte si leva, sente, geme, cingono le sue baie.

Ti soccorre se teme, rimbocca, ti vela di se dal male-

Sei figlio, è naturale, e non vorrà che tu smetta di sognare.

Tendi la tua mano, dipingi Maria. 

Tesi io la mia e dipinsi Maria. 

Santaguida Gianfranco

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