Annalisa Colzi
soldato pietro

Il soldato Pietro

Semplicemente bellissima! San Pietro, tutti i santi più buoni e persino San Michele, in alcuni casi, non riescono ad ottenere quello che solo Maria può concederci. Ma non vi anticipo nulla. Leggete questa leggenda, è per noi, per i nostri figli, per i nostri nipoti, i nostri amici…

Un uomo rude e coraggioso, di nome Pietro, aveva scelto come mestiere quello del soldato. Sapeva combattere con l’archibugio e la spada e si era di­stinto nelle battaglie più celebri, ma un giorno, fu colpito a morte.

Quello stesso giorno arrivò alle porte del Paradiso. Bussò con energia. San Pietro si affrettò ad aprire.
«Voglio entrare in Paradiso! Guardate quante meda­glie ho meritato! Modestia a parte, sono il miglio­re. Sono persino morto per la mia patria. Credo proprio di essermelo guadagnato il Para­diso!».

«Vedo, vedo», borbottò san Pietro, «il vostro nome è il più bello che ci sia, non c’è dubbio. Ma devo prima dare un’occhiata ai miei registri». Estrasse un librone da uno scaffale e cominciò a leggere lenta­mente. Tutto quello che il solda­to aveva fatto era scritto in quel librone. Man mano che san Pietro leggeva, però, scuoteva la testa e bofonchiava: «Uhm… Uhm». Secondo quel­lo che c’era scritto e secondo le leggi che regolavano l’ac­cesso al Paradiso, san Pietro non poteva assolutamente lasciar entrare il soldato.

Ma che cosa poteva fare?

San Pietro chiamò san Michele, l’arcangelo che porta­va la spada e l’armatura, e che quindi avrebbe dovuto pro­vare comprensione nei riguardi di un suo collega umano.

«Ma no, ma no! », gridava san Michele. «Non puoi in­frangere i regolamenti. Questo soldato non può assoluta­mente entrare in Paradiso. Devi cacciarlo via!».

Allora san Pietro convocò un’adunanza di tutti i santi più buoni che riuscì a trovare. Ma non ci fu niente da fare. Senza esitare si recò da Gesù e cominciò a raccontargli tutto quello che si riferiva al soldato.

Ma proprio in quel momento, ci fu un baccano indescrivibile. Venti diavoli, trafelati e rabbiosi, stavano correndo su per i gradini che portavano al Paradiso.

«Ferma, ferma! », gridavano i diavoli, agitando i for­coni aguzzi. «Questo soldato non appartiene al Paradiso. Questo soldato appartiene a noi!».

Le cose si mettevano decisamente male per il povero sol­dato Pietro. Un diavolaccio rosso lo punzecchiò con la for­ca sghignazzando: «Eccolo qui, quello che diceva sempre “porco diavolo”! ».

Ma proprio allora, al fianco di Gesù, apparve una bel­la Signora. Era Maria. Aveva in mano un grosso libro d’o­ro, che consegnò a Gesù. Gesù prese il libro. Aveva centi­naia di pagine, ed era tutto scritto, su tutte le pagine. Gesù incominciò a leggere.

Gesù leggeva e leggeva e leggeva. Alla fine si voltò verso Maria e le fece un bell’inchino. Quello era il segnale. Il soldato Pietro poteva entrare in Paradiso. Fu Maria stessa a prenderlo per mano e farlo entrare.

I diavoli si avviarono furibondi verso l’Inferno, protestando: «Ma­ria è la nostra rovina! Continua a rubare le anime che ci appartengono! Di questo passo finiremo disoccupati».

A san Pietro, però, era rimasta una gran curiosità. Che cosa c’era scritto sul gran libro d’oro che Maria aveva fatto leggere a Gesù?

Così, mentre tutti erano distratti, san Pietro si avvicinò quatto quatto al libro d’o­ro e lo aprì. C’erano scritte tante Ave Maria su ogni pagi­na. Migliaia e migliaia di Ave Maria. Era l’unica preghiera che quel rude soldato conosceva e ogni volta che la mormorava, la Madonna la scri­veva sul suo grande libro d’oro.
Erano state proprio quel­le Ave Maria ad aprire le porte del Paradiso al soldato Pietro.

In modo semplice la leggenda esprime quello che Dio ha voluto: Maria è realmente la più importante collaboratrice della sua volontà di salvezza, fino “all’ora della nostra morte” come diciamo tutti i giorni.

http://www.donbosco-torino.it/ita/Domenica/03-annoC/annoC/09-10/01-Avvento-C_09/Omelie/2_Immacolata_BF.html

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

7 commenti

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  • Bella storia!! Da divulgare… sicuramente! !!
    da farla ascoltare ai bambini a scuola… (ma chi ha il coraggio?… di questi tempi poi..è già grassa se ti permettono di leggerla a catechismo)… mai dire mai.

  • Bellissima! La possiamo raccontare anche ai nostri nipotini e sicuramente avrà il suo effetto! Grazie Annalisa!

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