PROFETA DI BELLEZZA

Un grido di dolore

«Notre Dame brucia!».

Il grido si è diffuso per il mondo in pochi minuti.

Si sono scatenati i presagisti e i profeti di sventura.

Si grida all’avvertimento celeste.

All’ira di Dio che incombe sul mondo.

Ognuno deve lanciare i suoi strali, i suoi vaticini di vendetta.

«Francesi, pentitevi!»

«Cattolici, pentitevi!»

«Protestanti, pentitevi!»

Tutti devono dire la loro!

Anche gli idioti che esaltano la grandezza di Allah. Pietosi, crudeli e indicativi di quel pensiero tollerante sono stati i commenti ai post di Al Jazeera.

Allora, mi unisco al coro, e dirò la mia.

 

Guardo l’orrore che si manifesta ai nostri occhi, e il pensiero va a Cristo, davanti a Gerusalemme.

Non minacciava vendetta. Non distruzione. Non c’era odio nelle sue parole. Solo dolore.

Piangeva.

Cristo piangeva davanti alla consapevolezza del destino che attendeva Gerusalemme.

La sua vita fu un continuo richiamo.

 

E mi domando.

Questo incendio, non sarà l’ennesimo pianto di Dio sul destino umano?

L’ennesimo, forse inascoltato, richiamo al mondo?

L’ennesimo grido di aiuto di una terra abbandonata a se stessa?

Maria, a cui è dedicata la Cattedrale sta forse abbandonando la Francia? La sua Francia?

O non è piuttosto stata abbandonata dalla Francia, e dall’Europa?

Non è forse, il suo, un grido di dolore?

“Una spada ti trafiggerà l’anima”…

 

No. Non credo alla punizione divina.

È sicuramente un errore umano. Sarà cercato e trovato il colpevole umano.

Che si tratti di attentato (non è la prima Chiesa di Francia che brucia), distrazione, caso imprevedibile, comunque una spiegazione sarà trovata.

E se non si troverà, si inventerà.

La Cattedrale più bella del mondo sarà ricostruita. Le ferite contro un patrimonio così straordinario si rimargineranno. Lentamente, dolorosamente, ma si rimargineranno.

Ma il segno c’è, ed è evidente:

Cristo piange di nuovo, davanti all’indifferenza umana. Piange e richiama.

La Francia, e l’Europa, hanno perso se stesse.

E Lui, nella sua infinita misericordia, grida il suo dolore.

E i giovani lo hanno capito. Mentre chi poteva agiva eroicamente (i pompieri), chi non poteva agire, si inginocchiava e pregava eroicamente. Sostenendo il lavoro dei vigili del fuoco.

E il primo miracolo c’è stato. Un solo ferito: grave, si, ma non in pericolo di vita.  Uno di quegli eroi che agivano lassù, a oltre trenta metri di altezza, tra le fiamme.

E poi: la struttura ha retto, le reliquie più importanti sono salve, la grande croce al centro dell’abside è sempre li.

E i francesi hanno ricominciato a pregare. Durerà? Lo speriamo con tutto il cuore. Ne va del nostro futuro: terreno e spirituale.

Si. Non è un caso. Ma non è un urlo divino.

È un grido di dolore.

Ascoltalo, Europa.

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