TESTIMONIANZE

Le catene di Satana si sono sciolte definitivamente a Medjugorje

Cara Annalisa, ho sentito forte il desiderio di far conoscere la mia testimonianza ai tuoi lettori con la speranza che possa essere utile a qualcuno. Devi sapere che sono cresciuta in una famiglia credente ma “non troppo”, nel senso che mia mamma partecipava sì alla Santa Messa ma non aveva una fede profonda.

All’età di 25 anni incontrai un ragazzo, mi innamorai di lui. Comprammo casa insieme ma ci lasciammo presto e anche in malo modo. Da quel momento iniziò per me un periodo di grande sofferenza poiché entrai nella spirale della depressione. Ricordo ancora il mese e l’anno: gennaio 2011. Passavo da stati d’animo tranquilli a momenti in cui non riuscivo neppure ad alzarmi dal letto.

Desiderio di suicidio

Avevo attacchi di panico e cominciai a dire le bugie a mia mamma per uscire. Bevevo tanto, tantissimo. Una sera, ubriaca, svenni. Mi portarono in Ospedale dove mi diagnosticarono la depressione. Tante volte ho tentato il suicidio tagliandomi le vene, di cui porto ancora le cicatrici, ma sono sempre stata salvata. All’ennesimo tentativo di suicido, i miei genitori decisero di farmi ricoverare in un reparto psichiatrico dove vi rimasi per circa 10 giorni.

Mi diagnosticarono non solo la depressione ma anche la schizofrenia. Iniziarono una terapia di psicofarmaci che servirono a ben poco. Sentivo un forte desiderio di uccidermi ma in quei reparti era impossibile farlo per la mancanza di strumenti idonei. Cominciai allora a sbattere la testa nel vetro della finestra e a quel punto i dottori furono costretti a legarmi mani e piedi al letto. Il desiderio di farmi del male però era fortissimo e allora cominciai a prendermi a morsi la lingua, tentai di strapparmi la lingua e ricordo che mi misero delle pezze in bocca per non continuare a farmi del male. Tornata a casa dovevo prendere gli psicofarmaci prescritti ma invece dell’acqua li assumevo con l’acool.

Passarono diversi mesi e mia mamma era sempre più disperata. Un giorno una sua amica di infanzia gli consigliò di andare a Medjugorje. Gli disse che lì appariva la Madonna e a Lei poteva chiedere la grazia per sua figlia. Avrebbe voluto portare anche me ma non ero in condizioni fisiche idonee. Dormivo fissa, stordita dai farmaci poi la sera uscivo con una scusa e bevevo. Alcool e psicofarmaci erano una botta enorme.

A Medjugorje mia mamma ha la conversione del cuore e chiede alla Madonna di farmi rinascere a nuova vita. Quando torna parla, sempre attraverso l’amica, ad un laico che gli apre gli occhi sul mondo del maligno.

Io intanto continuo a peggiorare, non solo spacco la roba e urlo ma spesso svengo e ribalto gli occhi all’indietro. Questo fatto nuovo preoccupa molto mia mamma che decide di parlare con i medici per capire se possa essere un effetto collaterale dovuto agli psicofarmaci. La loro risposta negativa apre un mondo nuovo a mia mamma, il mondo del maligno. Attraverso la depressione, era riuscito ad entrare per disturbarmi.

Le preghiere di liberazione mi aiutarono molto e un giorno smisi, contro il parere dei medici, di prendere gli psicofarmaci.

Stavo molto meglio, ma l’incontro con un ragazzo mi trascinò nuovamente nel baratro della droga e dell’alcool. Sì, perché il mio lui si ubriacava e si drogava a causa della separazione dei suoi genitori avvenuta anni prima. Nel 2013 rimasi incinta e, dopo lo sconforto iniziale, accettai questo bimbo come un grande dono di Dio. Smisi immediatamente di bere e di drogarmi. Il mio ragazzo invece tornava a casa sempre ubriaco e drogato ma non lo lasciai perché sentivo che il Signore me lo aveva messo davanti per aiutarlo.

Nel 2015 ci sposammo in Chiesa. Anche mio marito smise di drogarsi e di bere e ben presto il Signore mi fece dono di un altro figlio. Una gravidanza difficile e una diagnosi terribile: le analisi lo davano per malformato ma, dissi a mio marito, che lo avrei tenuto in qualunque maniera fosse nato. Il bambino nacque sano. In quel periodo iniziai a pregare di più e ad andare a Messa.

A gennaio del 2019 sentii il forte desiderio di andare a Medjugorje per conoscere l’amore di Gesù e di Maria e diventare una cattolica fervente. Partii con l’Esercito di Maria e durante l’apparizione annuale di Mirjana ebbi la conversione del cuore. Quello che provai è difficile da spiegare. Non vidi niente di particolare ma nel momento in cui la Madonna andò via, ero in ginocchio, sentii un peso che mi opprimeva e mi schiacciava a terra. Non riuscivo ad alzarmi, ero come incatenata.

Le persone stavano iniziando ad andare via ma io non riuscivo a muovermi fino a quando mia sorella venne a chiamarmi. Dal giorno dopo iniziai a fare tutto quello che la Madonna chiedeva: Messa, confessione, rosario, digiuno, opere di carità. Riuscii a perdonare e avvicinare persone che mi avevano fatto del male. Tutto avvenne spontaneamente. L’amore della Madonna che mi segue costantemente riesce a darmi una calma e una pace che non riesco a spiegare.

Mio marito ancora non crede in Dio e, di conseguenza, non è in pace. Io invece con l’aiuto di Maria adesso riesco ad essere una buona moglie e una buona mamma e a superare tanti ostacoli che la vita sempre ci mette davanti.

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