PROFETA DI BELLEZZA

La Bellezza può essere ancora via di salvezza?

La domanda può sembrare strana , a qualcuno forse inutile. Ma io penso che è bene porsela. Il mondo ha in gran parte dimenticato l’importanza della Bellezza. Adesso sembra che solo il brutto, l’orrido, il banale e il volgare abbiano diritto d’asilo nel tempo presente: della bellezza si accetta solo la parte più superficiale e carnale.

Il cristiano, per sua propria vocazione, dovrebbe essere un argine al dilagare di questa devastante mentalità, dovrebbe farsi portatore dei valori di bontà che la Bellezza (morale, estetica, artistica…) ha in sé.

Il cristiano dovrebbe essere di per sé stesso “Araldo della Bellezza” (intesa in senso totale, Divino e umano)

Purtroppo però, anche tra noi si è insinuata l’idea (errata ed eretica) che la Bellezza (artistica, liturgica, etc…) sia un che di superfluo, di cui si può (magari si deve) fare a meno, al fine di raggiungere una più pura e seria concezione della fede (errore!, anzi orrore!).

Questa mentalità ha così portato spesso a trascurare persino l’estetica (la Bellezza) dell’azione: le liturgie sono spesso piatte e senza attrattiva, la carità stessa viene in alcuni casi espressa con gesti automatici, freddi, distratti se non addirittura poco cortesi: brutti, insomma. Le nuove chiese sono sempre più brutte, vuote, fredde, spesso mal decorate.

Eppure, a ben guardare, la Bibbia stessa (da Genesi all’Apocalisse, passando per il Vangelo) ci mostra quanta importanza abbia la Bellezza (in tutti i suoi aspetti) nella vita, civile e religiosa, sia del singolo e della collettività.

 

Perché la Bellezza è parte integrante dell’esistenza, è insita nel cuore dell’uomo. Essa è dono di Dio, anzi è l’emanazione stessa della Trinità, la manifestazione dell’Amore dell’Eterno.

Quando Dio fece il cielo e la terra e tutto ciò che essi contengono, vide “che era bello”, quando creò l’uomo vide che era”molto bello”.

E quando Mosè fece l’Arca dell’Alleanza, Dio volle che fosse Bella, splendente d’oro. L’Altissimo stesso diede le indicazioni precise per la sua costruzione, compresi i cherubini d’oro che la sovrastavano

Quando Salomone costruì il Tempio lo fece Bello, ricco d’oro e decori, i più raffinati: e Dio stese il suo Manto (La Nube Divina) sull’intero edificio in segno di Benedizione e approvazione.

Dio ama la Bellezza, anche quella terrena. La Bellezza è una sua creatura.

Perché Dio è bello, come diceva Padre Michelangelo da Montale, cappuccino.

Si: Dio è Bellezza .

 

“Tu sei Bellezza”, ripeterà per ben due volte nelle sue Lodi di Dio Altissimo, San Francesco, cantore della Bellezza di Dio

Le nostre stesse azioni devono essere belle, in risposta anche all’appello di Gesù, il Bel Pastore: “Gli altri vedano le vostre belle azioni e lodino il Padre vostro che è nei Cieli”.

(La traduzione buone azioni non è corretta)

“La Bellezza salverà il mondo”, ha scritto Dostoevskij. “Già, ma quale Bellezza?”, si domandava tragicamente subito dopo. Solo una Bellezza Eterna, certo, Colui che è la Parola Viva di Salvezza, il figlio della Tutta Bella. Ma anche la Bellezza terrena e fragile, può (deve) fare la sua parte.

Dobbiamo riscoprire quanto essa sia importante nella vita (individuale e collettiva) dell’uomo in generale e del cristiano in particolare.

Dovremmo cercare di riscoprire l’importanza di averla compagna di vita e di evangelizzazione, per provare, nel nostro piccolo, a portare una goccia di Bellezza (e di Pace) in questo mondo, che l’ha rinnegata con Dio.

Allora essa sarà davvero una via (una piccola via) di salvezza, che ci condurrà per mano a Colui che è l’unica Via di Salvezza Eterna.

Se daremo Bellezza, allora anche il pane, la pace , ogni gesto di amore avranno un altro sapore. Il dolore sarà più sopportabile, e la via della croce meno difficile da comprendere e accettare, e la via stretta della Salvezza più facile da percorrere. Col Suo Aiuto.

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