Annalisa Colzi
amore coniugale amarsi senza scappare

Fragile ma forte perchè Dio è con te

Il mondo è potente ma ogni creatura è fragile e mi riferisco soprattutto a coloro che non se ne accorgono, a quelli che credono di essere tosti, autoritari, decisionisti.

Possiamo usare l’immagine del vento forte, anzi, dell’uragano che, quando sta per arrivare genera un’allerta così urgente da costringere tutti ad allontanarsi dalle proprie case per scongiurare il pericolo alla propria vita.

Ecco, se il giorno prima di un uragano, di un terremoto o di un qualsiasi evento distruttivo forse ci sentivamo “chissà chi”, in quei momenti di impotenza emerge tutta la nostra debolezza, la fragilità di cui siamo impastati.

 

Chi è dunque la persona fragile?

Fragile è colui che in un matrimonio si stanca e decide di preferire la fuga. Si, la fuga si preferisce, perché, se non sono capace di amare per sempre, non sono capace di amare neppure per un giorno. Quanto sono povero quando, stanco di una moglie o di un marito impegnativo non ce la faccio e me ne vado, magari dietro alla menzogna che mi fa dire : «NON TI AMO PIÙ». Abbiamo detto e ripetuto tante volte che amare è decisione, volontà attiva. Quel non ti amo più è legato al ricordo dell’innamoramento che invece è necessariamente una fase breve e limitata.

Magari me ne torno dalla mamma, la quale, per quel recondito desiderio della perduta chioccia, riprende il proprio figlio (in genere il maschio) non aiutando il “bambino” a crescere. Quando ti sposi hai lasciato tuo padre e tua madre per diventare UNA SOLA COSA col tuo coniuge. Non si torna alla casa natale, non è buono regredire ma….. devi progredire.

Sono povero e fragile perché quando mi sposai non dissi….“Accolgo te e ti amerò fino a un certo punto della mia sopportazione” ma pronunciai “accolgo te e, con la grazia di Cristo, prometto di….”. Siccome sono tanto povero e fragile, non ci riuscirò da solo, ma caspita, mi sono impegnato col Meglio del Meglio per poterci riuscire e invece? Mi sono fatto rubare la vera libertà da colui che mi incatena alla divisione, alla fuga, all’abbandono di ciò per cui ero chiamato e cioè il mio coniuge e i figli che tanto desideravo e che tanto facilmente lascio in balia della mia immaturità.

Questa è una persona fragile. Paradossalmente non lo è chi rimane. Certo, chi subisce ne riceve una ferita immensa, ma lo stato peggiore è chi prende a braccetto il divisore, l’accusatore, lo scoraggiatore di una storia che, seppur difficile, non va abbandonata ma lottata. Il fragile non ce l’ha fatta ma tu che resti puoi combattere.

L’altro o l’altra arriverà persino a toglierti il fiato e a farti desiderare di scappare. Ogni essere umano chiede amore e l’amore va risposto. Scapperai da una moglie o un marito soffocante e troverai, dopo quella momentanea passione inebriante, la tua fragilità spostata altrove: un’altra casa, un’altra camera, un altro letto. Una sola cosa rimarrà comunque ….la tua fragilità!!

E quante volte scapperai dalla dimora di te stesso?

Dice l’AMORIS LAETITIA al n.239:

«È comprensibile che nelle famiglie ci siano molte difficoltà quando qualcuno dei suoi membri non ha maturato il suo modo di relazionarsi, perché non ha guarito ferite di qualche fase della sua vita. La propria infanzia e la propria adolescenza vissute male sono terreno fertile per crisi personali che finiscono per danneggiare il matrimonio. Se tutti fossero persone maturate normalmente, le crisi sarebbero meno frequenti e meno dolorose. Ma il fatto è che a volte le persone hanno bisogno di realizzare a quarant’anni una maturazione arretrata che avrebbero dovuto raggiungere alla fine dell’adolescenza. A volte si ama con un amore egocentrico proprio del bambino, fissato in una fase in cui la realtà si distorce e si vive il capriccio che tutto debba girare intorno al proprio io. È un amore insaziabile, che grida e piange quando non ottiene quello che desidera. Altre volte si ama con un amore fissato ad una fase adolescenziale, segnato dal contrasto, dalla critica acida, dall’abitudine di incolpare gli altri, dalla logica del sentimento e della fantasia, dove gli altri devono riempire i nostri vuoti o sostenere i nostri capricci»

Quando mi trovo a sostenere colui che è “rimasto” davanti al “fuggitivo” della storia coniugale c’è solo una via che ci consente di ottenere una vittoria: COMPRENDERE LA FRAGILITÀ DELL’ALTRO.

Ricordati che solo Uno è FORTE : GESÙ CRISTO.

Potrai girare mille stordimenti ma il medicinale più efficace è la Cristoterapia: assumilo tutti i giorni.

È Gratuito, non ha controindicazioni nuoce solo al nemico.

Nessuno è d’acciaio ma:

«GRANDE» è quel coniuge che resta.

Combatti tu, che sei rimasto solo perché, senza di te, l’altro, chi potrà salvarlo?

Non aspettarti il quando ma punta solo sul quanto.

Quanto sei disposto ad amare per sempre?

Tu, quel giorno, lo hai promesso con la grazia di Cristo.

Non sei solo, sei fragile anche tu ma sei forte perché hai Dio con te.

Perciò mi compiaccio nelle mie infermità … quando sono debole, è allora che sono forte » (2 Cor 12, 9-10).

Cristina Righi

Cristina Righi

Mi chiamo Cristina Righi, sono Umbra e vivo a Perugia. La mia vocazione è anzitutto essere moglie, poi madre di quattro figli e poi figlia di un Padre che mi venne a cercare e mi ha trovata!

Con mio marito Giorgio, proprio perché rinati nella coppia, serviamo a tutto campo la famiglia. In particolare io vivo l’accompagnamento spirituale alle persone ferite per donare la GIOIA e uscire dalla tenebra. Insieme a Giorgio siamo Padrini di battesimo di ben 41 figliocci.

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