Dio chiama con amore
TESTIMONIANZE

Dio ci chiama e lo fa con amore

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Con amore

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Conobbi il Signore nel lontano 2003, fui invitata a partecipare ad una preghiera del rinnovamento, dopo aver prima girato un po perché iniziavo a cercar qualcosa, qualcuno che mi aiutasse. Ma senza esito, ero persa, già arrivata, non mi interessava nulla, anzi la morte speravo arrivasse presto, quante lotte, quante volte tentai e poi ritornavo indietro, come se qualcuno mi trattenesse, in effetti poi capii che era così. Il Signore mi tratteneva”mi prendeva per i capelli come mi dico sempre”. Quando entrai in quella Chiesa Maria Immacolata, dentro di me ebbi una sensazione di felicità, finalmente qualcosa di diverso. Facendo un passo indietro circa un mese prima(marzo) feci un sogno strano, mi trovavo nel paese in cui vivevo ed ero con una mia” allora amica”, ad un certo punto vidi non molto distante da me, nel sogno, una donna bellissima che non riuscirei a descriverla tanto era bella che ne rimasi colpita, stava li a guardarmi aveva un vestito bianco, capelli neri lunghi sulle spalle e dalla sua pelle cioè intorno a lei usciva come un alone di luce, sembrava una nuvola, mi guardava con quegli occhi che ancora oggi se ci penso mi commuovo, lei non mi parlò, ma ci guardammo e mi parlava con lo sguardo e dentro di me lo sentivo perché comunicammo solo così.


Allora dico alla mia amica: guarda vedi quanto è bella quella donna, girati, lei si girò e non vide niente, io insistetti ancora, ma nulla, anzi ci rimasi male, guarda meglio le dissi e lei inizio a denigrarmi, allora questa donna mi disse non fa niente se lei non mi vede, non preoccuparti, l’importante che mi vedi tu.. io non capivo. Mi fece segno con la mano di seguirla, io le dissi senza aprire bocca però soltanto io, e lei “si è te che voglio “. Ad un certo punto non vidi più la mia amica accanto, mi trovai da sola con questa donna, mi invitò a sedermi accanto a lei, così di punto in bianco ci trovammo con un bambino di circa 6-7 anni biondo ricciolo e con un uomo adulto con un saio, me li presentò dicendomi che erano la loro famiglia.


Mi sentii felicissima in quel sogno, nella vita reale non avevo mai provato una cosa del genere. Una famiglia quanto sono belli , questa è la famiglia? Che bello che loro siano così, dicevo tra me. Parlammo tanto ma io non ricordo nulla di cosa ci dicemmo, ricordo solo che li ascoltai. Appena svegliata la prima cosa che feci fu chiamare questa mia oggi ex amica (scriverò dopo) le raccontai il tutto e lei mi disse bello si..ma nulla di più. Ero strafelice dentro di me sentivo una gioia che in 22 anni non avevo mai provato. Allora dico, adesso vado in Chiesa e racconto al sacerdote, lui saprà dirmi qualcosa.

Intanto il sacerdote quando mi vide fu felicissimo, era dai tempi della scuola che non mi facevo vedere, non vi nascondo che avevo un po’ di vergogna, ma mossa dal coraggio ci andai, era il Signore che muoveva tutto. Da li a qualche giorno ricorreva la festività di S.Giuseppe, mi disse il sacerdote , io non mi ricordavo neanche. Con dire dolce e molto pacato mi dice : sarà che hai sognato la Sacra Famiglia e S.Giuseppe ha voluto farti questo regalo. Io felicissima ma anche titubante, mi chiedevo perchè proprio a me un sogno così strano, cosa dice mai Don.


Ecco da quel sogno il Signore e la Vergine iniziavano a prepararmi la strada, dovevo essere pronta ad accogliere. Così dopo un mese anzi anche meno conobbi il rinnovamento. Tra i molti canti meravigliosi mi colpi in modo particolare un canto mariano che dice “poveri figli in cerca d’ amore son dolci carezze quelle che tu hai per me, ma non son degno di te” infatti mi sentivo esattamente in quelle condizioni , bisognosa ma indegna. Le mie lacrime iniziarono a scendere, il cuore batteva fortemente, avvertivo dentro qualcosa che mi si strappava, mi sentivo tagliare, si erano i rami secchi del peccato e la sofferenza che mi paralizzava , ma il Signore voleva eliminarle dal mio cuore. E poi quella mano dolce di Madre che mi accarezzava il cuore, pieno di tanto dolore, tristezza e mancato amore, mi sono sentita svuotata, ma subito riempita di tanta pace e figlia tanto amata.

Un altro canto che mi smosse tutta dentro fu quando mi sentii dire “sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema nella palma del tuo Dio, nessuno ti chiamerà più abbondonata, ne la tua terra sarà più devastata etc..” quanti pianti, quante lacrime dal sapore amaro, si lo sentivo quel gusto, faceva molto male, tutto il rancore, la rabbia che avevo verso la vita, le violenze fisiche (il Signore mi dono il dono del perdono verso questa persona, una grazia immensa) e psicologiche, non avevo stima di me stessa, mi giudicavo in continuazione ero una perdente, ma la cosa più grave era che non mi sentivo in grado di saper amare e poi c’era chi con cattiveria gratuita mi faceva notare ancora di più questo mio dolore, tutto no, non ero brava in niente, poi sei anche brutta, che devi fare non ti vuole nessuno a te…ed invece Gesù mi amava sin dal grembo di mia madre “se anche una madre si dimenticasse di suo figlio, Io non mi dimenticherò mai di te”…queste parole risuonavano come musica nel mio cuore, mi chiedevo perché Gesù? Non ho fatto nulla di male, perché mi succede questo? Poi lo capii, mi amava follemente. Abbracciai ed imparai ad amare quella Croce facendola sempre più mia, al punto di ringraziarlo per tutto quello che passai, perché oggi sono una donna radicata nella fede grazie al mio passato.

Non è stato semplice ringraziare per il male ricevuto, ma quando dentro di me ebbi la consapevolezza che lodarLo e benedirLo mi faceva stare bene, mi sentii libera.
Il cammino continuò per tanti anni ancora, ma nel mentre un altro regalo mi fu fatto, andare a Medjugorje; lì altri pensieri, altre realtà, altri rami tagliati. Avendo conosciuto il Signore e un amore così vero e pulito, nel mio cuore iniziò o forse nella mia testa, a crescere il desiderio di farmi suora . A Medjugorje andai a confessarmi, feci una fila che non finiva mai, entrai ed oggi mi dico anche forse con un pizzico di superbia e sicurezza che io sapevo già tutto.

Iniziai a raccontare, anzi ad esaltare il mio desiderio di farmi suora , senza dare ascolto al sacerdote, quando lui prese in mano il Crocifisso e con tono duro e fermo, mi disse: forse non hai capito la Madonna ti ha chiamata qui perchè vuole darti una Famiglia, hai capito? Adesso smettila! Io uscii sconvolta dal confessionale, non volevo accettarlo, avevo paura, anche se in fondo al cuore avevo un desiderio enorme della famiglia, ma non volevo ammetterlo, mi faceva male, non avevo fiducia negli uomini. Un calvario, ma soprattutto una grande grazia, le salite sui monti pregando il Rosario, ogni mistero era per me come se lasciassi un peso enorme, mi alleggeriva.

La mia vita cambiò perchè iniziò dentro di me un altro tormento, la Famiglia. Anche il mio padre spirituale mi disse più volte che non era per me, ma se io volevo farmi suora ero ben libera di fare esperienza di discernimento vocazionale. Il Signore ha avuto compassione di me e tanta, ero bisognosa d’amore, mi fece sperimentare il Suo amore in tutto, mi sono sentita sua sposa, l’ho sentito amico fidato, incondizionatamente sotto il profilo spirituale mi sono sentita privilegiata, unica e irripetibile, non avevo più paura.


Finchè dopo quasi 7 anni conobbi quello che è oggi il mio sposo, mio marito. Anche lui un passato pieno e ricco di tante cose. Con lui camminammo insieme per ben 4 anni, anche lui faceva un percorso di discernimento personale ed in alcuni momenti anche lui toccò il desiderio del sacerdozio, ma non fu così. Insieme ma a distanza, abbiamo condiviso l’amore per il Signore, nessun interesse personale, noi ci chiamavamo fratello e sorella, mai visti, i disegni e i progetti di Dio non sono mai come pensiamo noi. In tutto questo il Signore stava tessendo le Sue trame, iniziai a fidarmi e a vedere l’uomo in maniera diversa, così come mio marito, parallelamente crescevamo nell’amore per il Signore, per noi e poi come coppia. Quante preghiere e quante volte il Signore mi parlava con la Sua Parola e ancora incredula. Ma quando vidi che il mio sposo era diverso e che insieme potevamo fare un cammino che alcuni giovani di oggi non avrebbero mai capito, perchè darsi non è soltanto andarci a letto, donarsi è rispettare l’altro, rispettare i tempi e sentire l’altro dentro di te come una cosa unica .

Noi ci siamo sposati dopo 9 mesi circa di fidanzamento. Avevamo grossi problemi economici, ma non ci fermò questo, non era importante per noi, eravamo vestiti in maniera semplice, io non avevo il vestito da sposa, non potevo permettermelo, un vestito dignitoso e carino. Andammo in Chiesa, chiedemmo al sacerdote esponendo le nostre difficoltà ,ma ancora di più sottolineammo il fatto che per noi era importante solo il SACRAMENTO DEL MATRIMONIO, non ci importava altro, volevamo metterci in grazia di Dio. Le nostre porte si aprirono tutte, perchè fummo sinceri e veri, il sacerdote ci disse che visto il nostro reale interesse e desiderio forte, non avremmo dovuto dare nulla e che pensava a tutto lui, ma anche Dio ci pensò. Dimenticavo una cosa, lungo il cammino io e mio marito abbiamo condiviso anche per molto la spiritualità di Francesco e Chiara, erano per noi un esempio di amore forte per il Signore e amavamo molto il canto “dolce sentire”.

Tante volte per via skype ci mettevamo insieme a guardarlo ed ascoltarlo. Ritornando al nostro matrimonio, alla fine della celebrazione, premetto che vi erano i genitori di entrambi, i testimoni Noi -Gesù e il sacerdote ( la mia ex amica doveva essere la mia testimone, non fu così , la gelosia prese in lei il sopravvento, quando stavo male tutti erano preoccupati per me, ma quando iniziai ad essere felice si allontanarono tutti ) non abbiamo voluto niente, solo una composizione di fiori per l’altare e basta, anzi per la musica il sacerdote mise il disco.

Alla fine dopo la benedizione e i saluti il sacerdote voleva mettere il canto finale, avendo in mano il telecomando non partiva, non andava più, non funzionava e noi dicemmo padre non fa nulla non si preoccupi, eravamo già così felici… il nostro desiderio di essere Sposi in Cristo era per noi già il massimo, ma non finì lì, quando invece durante questo dire parte il canto -dolce sentire- io e mio marito ci guardammo, lui si commosse iniziò a piangere e io dietro di lui, ci abbracciammo e il sacerdote ci disse: QUESTO è UN MATRIMONIO BENEDETTO DAL SIGNORE..lui non sapeva nulla lo sapevamo noi e Gesù.


Ringrazio Dio ogni giorno per il dono di mio marito, per la FAMIGLIA che mi ha donato, che custodiremo sempre con il Suo aiuto e per mio marito che mi fa sentire ogni giorno la sua principessa, unica e amata, attento a me in tutto. Il Signore mi ha preparata prima a conoscere il Suo amore forte e fedele per poi donarmi uno sposo terreno che mi ama allo stesso modo Suo ma da uomo timorato di Dio. Lode a te Gesù per ogni cosa. Scusate se mi sono troppo prolungata, ma sono stata molto combattuta , perchè pensando di dilungarmi tanto non volevo annoiare, ma poi il Signore me lo ha messo fortemente nel cuore ed ho voluto condividere con voi tutti un’importante parte della mia -nostra vita, e dirvi che se affidiamo a Maria e a Gesù ogni cosa tutto ha un progetto.

Rosa Lazzeri

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