PROFETA DI BELLEZZA

Dialogo in una notte oscura

-Sentinella, quanto resta della notte?
-Molto. Forse troppo. È buia questa notte, Signore. È una notte oscura. Non c’è luce all’orizzonte. Il
mondo è immerso nelle tenebre.
-Si, sentinella. Le tenebre avvolgono il mondo come una spessa coltre di catrame. Esso è buio e
oscuro come una notte senza luna e senza stelle. I sentieri non hanno più una direzione. Vaga,
l’uomo, senza meta, guida cieca di altri ciechi. Solo fredde fiammelle di fuochi fatui pretendono di
tanto in tanto di rischiarare la via. Ma non sono fuochi di speranza. Il fratello odia il fratello. Si
invoca la morte sul nascere di un’esistenza e prima del suo finire. Si pretendono libertà che libertà
non sono…
-È notte, ormai, nel cuore dell’uomo, Signore. Una notte senza speranza.
-Eppure l’alba dovrà sorgere, prima o poi, sentinella.
-No, Signore. Ormai l’alba non sorgerà più. Tutto è nero all’intorno. Ogni cosa ha perso il suo
colore. Ogni uomo il suo volto. Tutto è piatto e uguale.
-No, sentinella. Questo è ciò che la notte vuol far credere. Ma le foglie rimarranno verdi, le rose
profumeranno di nuovo, l’uomo risorgerà dal suo torpore, e l’universo, questo universo che ora si
nasconde, tornerà a fissarci in volto, nonostante queste orrende tenebre rifiutino ancora la luce.
-Vorrei avere la sua fiducia, Signore. Ma guardi, non una luce si vede all’orizzonte. Non un fuoco
che riscaldi questa notte fredda…
-Abbiamo il nostro fuoco, sentinella. Scaldiamoci a quello. E teniamolo vivo per chi ne cercherà…
-L’uomo ha distrutto tutto, Signore. Anche il nostro fuoco, presto, si spengerà. E Dio? Dov’è Dio, in
tutto questo? Non è forse morto anche Lui? Risponda!… Signore!
-Non ho risposte, sentinella. No. Non ne ho. So solo che Dio creò l’uomo a sua immagine e
somiglianza e ne aveva fatto un essere di luce. Ma quando l’uomo abbandonò l’Eterno, perse sé
stesso, e si creò un dio a propria immagine e somiglianza… E furono le tenebre.
Sentinella! Quanto resta della notte?
-Troppo, Signore. Ancora troppo… Cediamo alla notte e chiudiamo gli occhi…
-Sorveglia, sentinella, sorveglia. Io veglierò con te.
-A che scopo, Signore? È inutile vegliare, ormai! Lasciamo che la notte ci avvolga e il buio del
silenzio dia pace alle nostre anime. Ormai l’alba non sorgerà più…
-Sentinella, volgi gli occhi all’orizzonte e attendi. E ricorda: quando la notte è più oscura, è allora
che sta per sorgere l’alba.
Sentinella! quanto resta della notte?
-Molto, Signore… O forse poco… E se l’occhio non mi inganna, una timida striscia di luce si affaccia
all’orizzonte…
-No, sentinella, non t’inganni. È una flebile luce…ma crescerà e prima o poi vincerà sulla notte.
Il suo nome è Amore.

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