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Arthur C. Clarke nel accusato di pedofilia

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Chi è Arthur C. Clarke accusato di pedofilia? E’ uno dei più famosi autori di fantascienza di romanzi e cinema. Fra tutti ricordiamo 2001 Odissea nello spazio, il cui libro è stato sviluppato praticamente parallelamente alla sceneggiatura del noto film cult di Kubrick.

Durante la seconda guerra mondiale lavorò per la Royal Air Force come esperto di radar e fu coinvolto nel successivo sviluppo del sistema di difesa radar che aveva consentito alla RAF di vincere la battaglia contro gli invasori nazisti. Dopo la guerra si laureò in matematica e fisica al King’s College dell’Università di Londra.
Parliamo quindi di una persona dotata non solo di una fervida immaginazione, ma anche estremamente preparata nel proprio genere letterario da un punto di vista tecnico, in quanto la fantascienza spesso parte da base solide.

La fase tuttavia “oscura” della sua vita arriva nel 1998 quando viene accusato di pedolofia per le sue dichiarazioni in cui confermava egli stesso di aver avuto rapporti sessuali con giovanissimi individui minorenni che si prostutivano in Sri Lanka.

Ma non è questo ciò che vorrei approfondire, quanto invece il suo odio ingiustificato e la sua avversione a qualsiasi religione, a partire dalle dichiarazioni che aveva fatto prima di morire “Assolutamente nessun rito religioso, legato a nessuna fede religiosa, venga associato al mio funerale”.
Clarke ha infatti sempre considerato la religione come un sintomo infantile dell’umanità, un qualcosa da superare. E questo nonostante le tantissime citazioni bibliche che ha messo all’interno delle sue opere.

Da qui mi sento di fare un’ipotesi, seppur azzardata, cioè che Arthur Clarke credesse nella religione cristiana, ma vi fosse avverso in quanto “tifava per l’altra squadra”.
E questo emerge tantissimo in un suo romanzo, alquanto inferiore rispetto ad altre sue opere, dal titolo Childhood’s end. Non lo conoscevo finchè non ho visto la trasposizione filmica: una miniserie mediocre, monotona, e che fa veramente innervosire per l’inettitudine di quasi tutti i personaggi, ma che fa riflettere non poco sugli elementi, e sul come vengono utilizzati.

In “Childhood’s end” troviamo una razza aliena, che si mette in contatto tramite un uomo (nel romanzo è un importante politico, mentre nel film è un semplice contadino) per parlare all’umanità.
Unificherà tutti gli uomini in un mondo pacifico, ingannando rispetto ai veri fini: e qui mi sorge spontaneo un collegamento con l’anticristo, che si presenta bene per ingannare e sedurre l’umanità.

La razza aliena sostiene che l’umanità non sarebbe pronta a vedere il loro aspetto, e per questo non si mostrano. Quando decideranno di farlo, dopo aver ingannato con pace e belle promesse, vedremo il vero aspetto (Nella versione film, interpretato da Charles Dance) di queste creature: dei demoni, che ricalcano perfettamente la tradizione cristiana. Non parliamo quindi di alieni che possono vagamente richiamare un aspetto demoniaco, ma esattamente dei tipici demoni biblici, o dell’inferno dantesco se vogliamo.
E viene anche detto che l’umanità era già pronta, dentro di sé, a ripudiare e a stare attenti a queste creature, e allora perchè avrebbero avuto proprio quell’aspetto?


Nulla di tutto ciò viene spiegato all’interno dell’opera, e l’umanità accetta questo demone (che appartiene alla razza dei supremi, governati a loro volta da un’entità superiore) che ha portato pace e prosperità nel mondo, finché non arrivano le reali intenzioni del supremo: distruggere l’umanità per rubarne l’energia, e portare via tutti i bambini, facendoli volare via. Il tutto contornato da strani simbolismi legati alla nascita di uno strano bambino, ad una parte di popolazione che si fa saltare in aria con delle bombe atomiche, e alla scena appunto di tutti i bambini che vengono rapiti facendoli volare via, non si sa perchè e come.


Prima che tutto ciò accadesse, l’unica persona a ribellarsi al demone (perchè alla fine è tale, è un demone in tutti i sensi) è una donna cristiana, che mostra il coraggio di ribellarsi e di prendere in mano la situazione sparando al mostro. Ed è qui che il protagonista, evidentemente soggiogato, lo salva, utilizzando uno strumento che lo stesso mostro gli aveva donato precedentemente e che permette di resuscitare. Ulteriore inganno del demone, a quale scopo dare uno strumento per poter salvare la vita, quando il piano è già di distruggere tutte le vite?

Ecco che, a parer mio, tutto si spiega: Clarke in questo romanzo spiega esattamente il suo punto di vista, essere consapevole del male e del bene, ma mostrare anche l’accettare la vittoria del male sul bene, questo il messaggio che passa dal romanzo, che riassume a mio avviso molto bene il pensiero dell’autore.


Graham (lo sceneggiatore del film, che ha adattato dal romanzo) in un’intervista afferma che non bisognerebbe riporre la fede in un aldilà, ma creare un paradiso sulla terra dove vivere.
Concetto di base non sbagliato, ma da un lato materialista, oltre che stupido: una cosa non escluderebbe l’altra. Chiara visione atea, tramandata dall’autore, a mio avviso non ateo, ma ben consapevole del messaggio che manda, avverso alla religione, e sicuramente comodo al maligno.
Opinione non solo mia, ma di molti critici letterari e cinematografici, come mostra ad esempio sul portale Spark Notes.

Dove Karellen (questo il nome del demone) viene descritto come l’anticristo che porterà l’armageddon, cioè l’apocalisse, vendendosi tuttavia come salvatore dell’umanità.

Fra l’altro Clarke era secondo molte voci che si possono trovare un massone di un certo livello.
All’interno della massoneria è proibito essere atei, per tanto questo a conferma del suo credere, stando appunto, dalla parte del male.

di Carlo Grotti Trevisan

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