Annalisa Colzi
unioni civili

Unioni civili: una forzata imitazione del matrimonio naturale

Il modello delle unioni civili

è il matrimonio tradizionale

di Don Massimo Lapponi

La dizione “ unioni civili ” è stata scelta apposta per evitare di parlare di “matrimoni” tra persone dello stesso sesso. Si tratta, tuttavia, di una scelta tattica, finalizzata a superare le obiezioni di chi ha buoni argomenti per non volere che l’istituto matrimoniale naturale , cioè tra uomo e donna, venga equiparato ad un’unione di altra natura. A parte le dichiarazioni esplicite di quanti affermano che le unioni civili sono un primo passo verso il vero e proprio matrimonio tra persone dello stesso sesso, i caratteri che si intendono dare alle suddette unioni civili mostrano apertamente che il modello a cui si riferisce il disegno di legge è esclusivamente il matrimonio tradizionale tra uomo e donna.

Oltre i richiami ad aspetti tradizionali del matrimonio, quali la mutua fedeltà, la scelta dell’indirizzo comune di vita etc., due aspetti in particolare vanno segnalati quali elementi dimostrativi della dipendenza sostanziale dell’istituto delle unioni civili dal modello offerto dal matrimonio naturale.

la realtà della coppia

Il primo aspetto è la stessa realtà della coppia. Che un’unione civile debba essere formalmente un’unione tra due persone è un dato derivante dal fatto che, in natura, i sessi sono due, sono complementari e hanno finalità che si realizzano sostanzialmente in un rapporto di coppia. Lo stesso uso, diffuso tra coppie omosessuali, dei termini “marito” e “moglie” mostra che la suddetta coppia omosessuale non fa che tentare di imitare la coppia naturale, dimostrando, così, la realtà assolutamente naturale bisessuale che sta alla base del rapporto di coppia che si intende instaurare.

Inoltre è tendenza diffusissima quella di assumere, da parte di uno dei due conviventi omosessuali, i caratteri del sesso opposto, sia nell’abito – a partire dall’abito nuziale – sia negli aspetti estetici, fino a giungere a interventi chirurgici finalizzati al cambiamento del sesso biologico. Di nuovo si dimostra che non si fa altro che tentare di imitare il rapporto di coppia naturale, il quale, dunque, si riconosce come originario ed esclusivo. Il fatto che sono ormai diffuse le tendenze all’allargamento delle unioni a forme poligamiche dimostra ancora che la “coppia omosessuale” non è che un’imitazione di una realtà che non può mantenersi una volta eliminato il suo fondamento biologico naturale, e perciò tende a sfaldarsi.

la pretesa delle coppie gay  ad avere figli

Il secondo aspetto, forse ancora più lampante e certamente più gravido di conseguenze, è la pretesa delle coppie omosessuali ad avere “figli” come le coppie naturali. Questa pretesa – la quale porta con sé il trasferimento, nell’ambito dell’unione civile, di terminologie sostanzialmente proprie delle relazioni naturali, quali “madre”, “padre”, “genitore”, “figlio”, “figlia” – dimostra ad usura che l’unione civile non è altro che una forzata imitazione della famiglia naturale e che, dunque, quest’ultima viene implicitamente riconosciuta come esclusiva e originaria matrice della realtà relazionale che si intende imitare, o piuttosto usurpare.

Ora, un’imitazione forzata del matrimonio naturale non può che costituire delle “coppie di serie B”, che possono avere a carico soltanto “figli di serie B” – e qui si pone il quesito se sia lecito, ammesso che due conviventi accettino di essere una “coppia di serie B” e “genitori di serie B”, imporre a un minore, senza il suo consenso, di essere un “figlio di serie B”. E un eventuale consenso non potrebbe essere legittimamente dato prima della maggiore età.

rinunviare a ogni assimilazione col matrimonio naturale

Per uscire da questa situazione forzata e portatrice di gravi violazioni dei diritti umani dei minori, le convivenze omosessuali dovrebbero radicalmente rinunciare ad ogni assimilazione con il matrimonio naturale, e cioè dovrebbero rinunciare sia all’esclusività del rapporto di coppia e alla relativa terminologia, sia all’assunzione da parte di uno dei due conviventi dei caratteri estetici e biologici dell’altro sesso, sia alla pretesa di avere “figli” a carico – qui non si considera la problematicità delle strategie e delle pratiche che si dovrebbero adottare perché una coppia naturalmente sterile possa avere “figli”.

Può lo stato rendersi garante di unioni fondate su un’imitazione forzata di realtà naturali, la quale non potrebbe non avere i caratteri dell’innaturalità? E può rendere ufficialmente riconosciute unioni che, escludendo ogni riferimento al matrimonio naturale, si presentassero come convivenze non regolabili, aperte, per propria natura, ad ogni possibile forma, a cominciare dalla pluralità dei conviventi?

 

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

10 commenti

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  • Ricordate chi erano ed a cosa appartenevano gli artefici dell’unificazione dell’Italia, ricordate quanti politici (tutt’ora in parlamento) erano iscritti alla P2, pensate a quali sono i rituali massonici e capirete chi muove le marionette che leggiferano ‘ste porcherie e la durata del suo progetto (un paio di secoli per passare inosservato e quindi senza problemi sono sufficienti).

  • Mentre le persone pensano al lavoro, divertimento, piaceri:cene, discoteche, sesso, potere ecc, fanno leggi che cambieranno profondamente e in peggio il volto della società italiana.
    Il potere è in mano a chi non ha fede anche se si spaccia per cattolico (vedi il caso del medico abortista che si dichiara cattolico).
    Solo Dio può cambiare una storia che è già scritta, come avvenuta in tante altre nazioni. Preghiamo per questo.

  • Questo articolo è pregno di un ignoranza a dir poco allarmante, partendo dagli stereotipi (nella coppia gay non c’è “chi fa l’uomo ” e “chi fa la donna”, il cambiamento di sesso avvenuto chirurgicamente si chiama transessualità) per arrivare alla definizione di “famiglie di serie B”. Spero che ci si renda conto che non è l’esistenza delle coppie di fatto a mettere in difficoltà un minore, bensì sono le persone che, armate di preconcetti, ghettizzano i cosiddetti “diversi”, creando divisione gratuita. In fine se giuridicamente le coppie fossero valide basandosi sulla finalità della procreazione, ogni matrimonio dovrebbe essere preceduto da un test di fertilità, e coloro che risultano sterili non potrebbero sposarsi. Ci sarebbero molte altre cose da dire sulle becere e populiste “argomentazioni” trattate, ma mi limito ad un “si vergogni”, seguito da un “si informi”; l’omosessualità non è una malattia, ma l’ignoranza si, per fortuna è curabile.

  • Le ricordo, visto che forse non ne è a conoscenza.. che IL MATRIMONIO NATURALE cosi come identifica lei..l unione tra uomo e donna: Non è il matrimonio naturale ma semplicemente quello al quale LEI È ABITUATA. Il matrimonio rappresenta L UNIONE DI DUE PERSONE CHE SI AMANO PUNTO e non lo dico io!! È NATURA!
    Questo era il mio commento pre-lettura (si stavo commettendo un grave errore)

    Ora che ho letto l articolo le dico che dovrebbe Vergognarsi e che dovrebbe essere impedito a persone come lei di divulgare! La coppia omosex vorrebbe imitare quella etero in quanto uno dei due uomini tenderá a prendere sembianze da donna?!… ma cosa sta dicendo?! Ma come si permette! Queste fantasie vergognose che nutre dentro di se dovrebbe tenerle x se. Sono un ragazzo di 27 anni offeso dispiaciuto sconvolto e incredulo x le sue parole. Si faccia un esame di coscienza!

  • x Persona civile. Penso che don Massimo Lapponi possa risponderti, visto che l’articolo è suo.

  • In un ragionamento tra persone ragionevoli si portano argomenti e si valutano. Chi discute dovrebbe cercare di capire l’argomento dell’altro,e valutarlo per vedere se è valido o meno. Nel primo caso, anche se la cosa non gli piace, onestamente deve riconoscerlo. Nel secondo caso , deve esporre con chiarezza le ragioni del suo dissenso. Se sono valide l’interlocutore intelligente dovrà riconoscerlo, e perciò modificare in tutto o in parte la sua opinione. Le affermazioni categoriche non possono sostituire gli argomenti razionali, né tanto meno possono farlo gli insulti o le minacce. Ognuno poi è libero, se vuole, di usare, al posto degli argument ragionevolii, asserzioni, esclamazioni, insulti e minacce. Saranno i lettori a valutare chi è meno irragionevole nel suo argomentare, e ovviamente chi fa consistere le sue ragioni in insulti e minacce, anche se è soddisfatto di sé, farà una pessima figura con i lettori. .
    Ciò premesso faccio le seguenti puntualizzazioni:
    1. Effettivamente l’articolo semplifica un po’ troppo una realtà complessa: ciò mi è stato fatto già osservare da un omosessuale, in maniera gentile e ragionevole. Certamentei i casi sono molto vari e diversificati. Inoltre è esatto distiguere tra omosessuali e transessuali, trattandosi di casi per lo più diversi. Ciò detto, la persona che mi ha fatto questi rilievi ha però aggiunto che nella sostanza il ragionamento dell’articolo è corretto.
    2. Quale che sia la psicologia delle diverse situazioni, una coppia che vogiia fondare la propria convivenza sul sesso necessariamente deve far riferimento ad una realtà che ha il suo fondamento nelle funzioni sessuali naturali, cioè nella biologia differenziata uomo-donna. Le attività sessuali, infatti, procedono sempre secondo la funzione di inseminazione naturale, che esiste in quanto tale, perché esistono i sessi naturali. Che lo voglia o no, la coppia omosessuale non fa che cercare di imitare qusta funzione.
    3. Ovviamente si può stare insieme per tanti altri motivi, ovvero rifiutare al sesso il riferimento alla natura dei due sessi. Ma allora non si vede perché si voglia parlare di “matrimonio”, di “famiglia”, di “coppia”. Se si afferma che non c’è alcuna intenzione di considerarsi “uomp” e “donna”, allora perché stare in due, e non in tre o in diciotto, come effetivamente già alcuni propongono? Se non si vuole essere “coppie di sere B”, allora bisogna rinunciare ad assumere il linguaggio e le caratteristiche della “coppie di serie A”.
    4. E la prima carateristica alla quale bisogna rinunciare è la convivenza con minori e le qualifiche di “papà”, “mamma”, “genitori”, “figli”. Il fatto che, invece, si vogliano conservare questi caratteri e questa nomenclatura dimostra ad usura che, lo si voglia o no, siamo in presenza di famiglie di serie B.
    5. Che esistano coppie naturali sterili che cosa vuol dire? Vi sono tanti casi in cui le funzioni naturali non raggiungono il loro effetto. Ciò non significa che non vi siano funzioni naturali.
    Fin da ora preciso che qui si risponde con le ragioni soltanto alle ragioni. Non si risponde alle affermazioni categoriche, né tanto meno agli insulti e alle minacce. I lettori intelligenti sapranno valutare da soli il valore di quanto viene sottomesso al loro giudizio.

  • Due omosessuali che adottano un bambino non fanno che imitare la famiglia naturale. E infatti vogliono sostituirsi ai ruoli di papà e mamma e si fanno chiamare “genitori”, pur senza esserlo. Il fatto stesso che ambiscono ad essere considerati una famiglia con gli stessi diritti della famiglia naturale è la prova che ad essa fanno riferimento e a nient’altro. Se la loro non fosse un’imitazione, ma qualcosa di radicalmente originale, che scaturirebbe non dalle funzioni dei sessi naturali, ma da una loro oriiginale natura, non dovrebbero in alcun modo esemplarsi sulla famiglia naturale e perciò rinunciare alle qualifiche e alle funzioni di “genitori”. Se invece non lo fanno e adottano figli, può avvenire – chi lo nega! – che in più casi l’imitazione riesca fino ad un certo punto e che possa dare risultati a prima impressione favorevoli. Ma si tratta, appunto, di un’imitazione, che conferma l’originaria bontà insostituibile del modello. Ora, un’imitazione, per quanto possa a prima vista funzionare, è qualche cosa che non si regge e che a lungo andare non può non far sentire che la nostalgia che li ha spinti a ricalcare il modello primitivo era perfettamente giustificata. Infatti i guasti di situazioni innaturali e forzate potrebbero, almeno in certi casi, non manifestarsi alle prime generazioni, quelle cioè in cui è ancora forte l’influsso del modello originario. Ma molto presto il modello non darà più la sua luce postuma. Allo stesso modo per molto tempo le tradizioni religiose hanno continuato ad irradiare una società allontanatasia dalla fede. Ma dopo qualche generazione lo vediamo sotto i nostri occhi che cosa realmente significhi un mondo senza Dio.

  • Il bullone a sempre bisogno del dado!!! per costruire qualsiasi macchina!!
    se ci sarebbe una legge sulla meccanica che ci vuole solo due bulloni o due dadi
    per costruire una macchina saremmo tutti a Piedi!!

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