Annalisa Colzi
famiglie

Una lezione per le Famiglie

Famiglie cristiane

l’esempio di Gesù, Maria e Giuseppe

La Sacra Famiglia in Egitto tratto “ L’Evangelo come mi è stato rivelato” scritti di Maria Valtorta

La soave visione della S. Famiglia. Il luogo è in Egitto. Non ho dubbi, perché vedo il deserto e una piramide.

Vedo una casuccia a un sol piano, il terreno, tutta bianca. Una povera casa di molto povera gente. I muri sono appena intonacati e coperti di una mano di calcina. La casetta ha due porte, l’una vicina all’altra, che mettono nei due unici ambienti della casa, nei quali, per ora, non entro. La casetta è nel mezzo di un poco di terreno sabbioso, recinto da un riparo di canne confitte nel suolo, un molto debole riparo contro i ladri; può servire unicamente di difesa contro qualche cane o gatto randagio. Ma già, chi deve aver voglia di rubare dove è visibile che non c’è ombra di ricchezza?

Questo poco terreno che la siepe di canne recinge, siepe sulla quale, a farla più fitta e meno misera, sono stati condotti degli arrampicanti che mi paiono modesti convolvoli – solo su un lato vi è un arbusto di gelsomino in fiore e un cespuglio di rose delle più comuni – è stato coltivato pazientemente, nonostante il terreno sia arido e magro, a orticello. Vi noto delle modestissime verdure nelle poche aiuole del centro, sotto ad una pianta d’alto fusto che non so capire che sia, la quale dà un poco d’ombra sul terreno assolato e sulla casetta. A questa pianta è legata una capretta bianca e nera, che bruca e rumina le foglie di alcuni rami gettati al suolo.

Qui vedo venire avanti per la via un uomo non troppo alto ma robusto. Riconosco Giuseppe, che sorride. È più giovane di come lo vidi nella visione del Paradiso. (del 10 gennaio 44 nel “I quaderni del 1944) Sembra avere al massimo quaranta anni. Ha i capelli e la barba folti e neri, la pelle piuttosto abbronzata, occhi scuri. Un viso onesto e piacente, un viso che ispira fiducia.

Vedendo Gesù e Maria, affretta il passo. Ha sulla spalla sinistra una specie di sega e una specie di pialla, e con la mano tiene altri arnesi del mestiere, non come quelli di ora ma quasi uguali. Sembra che torni dall’aver fatto qualche lavoro in casa di qualcuno. Ha una veste fra il color nocciuola e il marrone, non molto lunga – arriva un bel po’ più su della caviglia – ed ha le maniche corte sino al gomito. Alla vita una cinghia di cuoio, mi sembra. Una vera veste da lavoro. Ai piedi sandali intrecciati alla caviglia.

Maria sorride e il Bambino manda dei gridetti di gioia e tende il braccino libero. Quando i tre si incontrano, Giuseppe si curva offrendo al Bambino un frutto che mi pare una mela, dal colore e dalla forma. Poi gli tende le braccia, e il Bambino lascia la Mamma e si rannicchia fra le braccia di Giuseppe, curvando il capino nell’incavo del collo di Giuseppe, che lo bacia e ne è baciato. Una mossa piena di affettuosa grazia.

Dimenticavo di dire che Maria era stata sollecita a prendere gli arnesi di lavoro di Giuseppe, per lasciarlo libero di abbracciare il Bambino.
Poi Giuseppe, che si era accoccolato al suolo per mettersi all’altezza di Gesù, si rialza, riprende con la mano sinistra i suoi arnesi e tiene stretto sul petto robusto, con il braccio destro, il piccolo Gesù. E si avvia verso casa, mentre Maria va alla fonte ad empire la sua anfora.
Entrato nel recinto della casa, Giuseppe depone il Bambino, prende il telaio di Maria e lo porta in casa, poi munge la capretta.

E Gesù osserva attentamente queste operazioni; e quella della chiusura della capretta in un piccolo sgabuzzino posto su un lato della casa.
La sera cala. Vedo il rosso del tramonto farsi violaceo sulle sabbie, che per il calore sembrano tremolare. La piramide sembra più scura.

Giuseppe entra in casa, in una stanza della casa che deve essere officina, cucina, stanza da pranzo insieme. Si vede che l’altro ambiente è quello destinato al riposo. Ma in quello io non entro. Vi è un basso focolare acceso. Vi è un banco da falegname, una piccola tavola, degli sgabelli, delle mensole con su le poche stoviglie e due lumi ad olio. In un angolo, il telaio di Maria. E molto, molto ordine e nitore. Dimora poverissima ma pulitissima.

È questa un’osservazione che faccio: in tutte le visioni riguardanti la vita umana di Gesù, ho notato che tanto Lui come Maria, come Giuseppe, come Giovanni, sono sempre ordinati e puliti nella veste e nel capo. Abiti modesti e semplici acconciature, ma di una nitezza che li fa apparire signorili.

Maria torna con l’anfora e viene chiusa la porta sul crepuscolo calato rapidamente. La stanza è rischiarata da una lucerna, che Giuseppe ha accesa e messa sul suo banco, dove si curva a lavorare ancora intorno a delle piccole assi, mentre Maria prepara la cena. Anche il fuoco rischiara la stanza. Gesù, con le manine appoggiate al banco e la testolina volta in su, osserva ciò che fa Giuseppe.

Poi si siedono a mensa, dopo aver pregato. Non si fanno, è naturale, il segno di croce, ma pregano. È Giuseppe che prega e Maria risponde. Ma non capisco nulla. Deve essere un salmo. Ma è detto in una lingua che m’è affatto sconosciuta.

Poi si siedono a tavola. Adesso la lucerna è sulla tavola. Maria ha in grembo Gesù, al quale fa bere il latte della capretta nel quale intinge delle fettine di pane tolte ad una pagnottella tonda, dalla crosta scura, e scura anche nell’interno. Pare pane fatto con segala o con orzo. Certo ha molta crusca, perché è bigio. Intanto Giuseppe mangia pane e formaggio, una fettina di formaggio e molto pane.

Poi Maria mette Gesù seduto su uno sgabelletto vicino a Lei e porta in tavola delle verdure cotte – mi sembrano lessate e condite come usiamo anche noi – e ne mangia Lei pure dopo che Giuseppe si è servito. Gesù rosicchia tranquillo la sua mela e sorride scoprendo i dentini bianchi. La cena termina con delle ulive o dei datteri. Non comprendo bene, perché per essere ulive sono troppo chiare e per essere datteri sono troppo duri. Vino, niente. La cena di povera gente.

Ma è tanta la pace che spira in questa stanza, che la visione di nessuna reggia pomposa me la poteva dare simile. E quanta armonia!

Dice Gesù:
«La lezione, a te e agli altri, te la danno le cose che vedi. È lezione di umiltà, di rassegnazione e di buona armonia. Preposta ad esempio a tutte le famiglie cristiane, e specie alle famiglie cristiane di questo speciale e doloroso momento.

Tu hai visto una povera casa. E, quel che è doloroso, casa povera in paese straniero.
Molti, solo perché sono dei ” passabili ” fedeli che pregano e ricevono Me-Eucaristico, che pregano e si comunicano per i “loro” bisogni, non per le necessità delle anime e per gloria di Dio – perché è ben raro chi nel pregare non sia egoista – molti pretenderebbero di avere una vita materiale facile, ben riparata da ogni più piccola pena, prospera, felice.

Giuseppe e Maria avevano Me, Dio vero, per loro Figlio; eppure non ebbero neppure il povero bene d’esser poveri ma nella loro patria, nel paese dove erano conosciuti, dove almeno era una casetta “loro” e il pensiero dell’alloggio non c’era a mettere un assillo fra i tanti, nel paese dove, per essere conosciuti, era più facile trovare lavoro e provvedere alla vita. Sono due profughi proprio per avere Me. Clima diverso, paese diverso, così triste rispetto alle dolci campagne della Galilea. Lingua diversa, costumi diversi, in mezzo ad una popolazione che non li conosce e che ha la abituale diffidenza delle popolazioni per i profughi e per gli sconosciuti.

Privi di quei mobili comodi e cari della “loro” casetta, di tante cose umili e necessarie che là vi erano e che non parevano tanto necessarie, mentre qui, nel nulla che li circonda, sembrano addirittura belle come il superfluo che fa deliziose le case dei ricchi. Con la nostalgia del paese e della casa, col pensiero di quella povera roba lasciata là, dell’orticello dove più nessuno provvede, forse, alla vite e al fico e alle altre utili piante. E con la necessità di provvedere al vitto quotidiano, alle vesti, al fuoco giorno per giorno, a Me, bambino, al quale non può essere dato il cibo che è lecito dare a se stessi. E con tanta pena in cuore. Per la nostalgia, per l’incognita del domani, per la diffidenza della gente che è restia, specie nei primi tempi, ad accogliere le offerte di lavoro di due sconosciuti.

Eppure, l’hai visto. In quella dimora aleggia serenità, sorriso, concordia, e di comune accordo si cerca di farla più bella, anche nel misero orto, perché sia più simile a quella lasciata e più confortevole. Non vi è che un pensiero. Quello che a Me, Santo, sia resa meno ostile la terra; meno misera a Me che vengo da Dio. Amore di credenti e di parenti che si estrinseca in mille cure, che vanno dalla capretta, acquistata con tante ore di lavoro in più, ai piccoli giocattoli intagliati negli avanzi del legno, ai frutti presi per Me solo, negando a sé un boccone di cibo.

Diletto padre mio della terra, come sei stato amato da Dio, da Dio Padre nell’alto dei Cieli, da Dio Figlio, divenuto Salvatore, sulla terra!

In quella casa non vi sono nervosismi, bronci, visi scuri; e non vi è rimprovero reciproco e tanto meno verso Dio, che non li colma di benessere materiale. Giuseppe non rimprovera a Maria d’esser causa del suo disagio; e Maria non rimprovera a Giuseppe di non saperle dare un maggiore benessere. Si amano santamente, ecco tutto, e perciò la loro preoccupazione non è il proprio benestare ma quello del coniuge. Il vero amore non conosce egoismo. E il vero amore è sempre casto, anche se non è perfetto nella castità come quello dei due vergini sposi. La castità unita alla carità porta seco tutto un corredo d’altre virtù e perciò fa, di due che si amano castamente, due perfezioni di coniugi.

L’amore di mia Madre e di Giuseppe era perfetto. Perciò era fomite ad ogni altra virtù e specie a quella della carità verso Dio, benedetto ad ogni ora, nonostante che la sua santa volontà fosse penosa alla carne e al cuore, benedetto poiché sopra la carne ed il cuore era più vivo e signore nei due santi lo spirito, e questo magnificava con riconoscenza il Signore per averli eletti a custodi del suo eterno Figlio.

In quella casa si pregava. Troppo poco si prega nelle case, ora. Si alza il giorno e cala la notte, si iniziano i lavori e vi sedete alla tavola senza un pensiero per il Signore, che vi ha permesso di vedere un nuovo giorno, di poter giungere ad una nuova notte, che ha benedetto le vostre fatiche e concesso che vi divenissero mezzo a conquistarvi quel cibo, quel fuoco, quelle vesti, quel tetto che pure sono necessari alla vostra umanità. Sempre ” buono ” quello che viene da Dio buono. Anche se povero e scarso, l’amore gli dà sapore e sostanza; l’amore che vi fa vedere nell’eterno Creatore il Padre che vi ama.

In quella casa vi è frugalità. Vi sarebbe anche se il denaro non mancasse. Ci si nutre per vivere, non ci si nutre per far godere la gola con insaziabilità di ingordi e con capricci di golosi, che si empiono fino ad appesantirsi e sprecano sostanze in cibi costosi senza un pensiero per chi di cibo è scarso o è privo, senza riflettere che, se essi avessero moderazione, molti potrebbero essere sollevati dal morso della fame.

In quella casa si ama il lavoro. Lo si amerebbe anche se il denaro fosse abbondante; poiché nel lavoro l’uomo ubbidisce al comando di Dio. E si libera dal vizio che come edera tenace stringe e soffoca gli oziosi, simili a massi immobili. Buono il cibo, sereno il riposo, contento il cuore quando uno ha ben lavorato e si gode il suo tempo di sosta fra un lavoro e l’altro. Non alligna, nella casa e nella mente di chi ama il lavoro, il vizio dalle molteplici facce. E, non allignando questo, prospera l’affetto, la stima, il rispetto reciproco; e crescono in una atmosfera pura i teneri virgulti, che divengono così origine di future famiglie sante.

In quella casa regna umiltà. Quanta lezione di umiltà per voi superbi! Maria avrebbe avuto, umanamente, mille e mille ragioni di insuperbirsi e di farsi adorare dal coniuge. Tante fra le donne lo fanno soltanto per essere un poco più colte; o di natale più nobile; o di borsa più ricca del marito.

Maria è Sposa e Madre di Dio, eppure serve – non si fa servire – il coniuge, ed è tutta amore per lui. Giuseppe è il capo di casa, giudicato da Dio tanto degno d’esser un capo famiglia, da ricevere da Dio in custodia il Verbo incarnato e la Sposa dell’eterno Spirito. Eppure è sollecito ad alleviare a Maria fatiche e lavori, e le più umili occupazioni di una casa le fa lui perché Maria non si affatichi, non solo, ma come può, per quanto può, la ricrea e si industria a farle comoda la casa e lieto di fiori l’orticello.

In quella casa è rispettato l’ordine. Soprannaturale, morale, materiale. Dio è il Capo supremo e a Lui viene dato culto e amore: ordine soprannaturale. Giuseppe è il capo della famiglia e a lui viene dato affetto, rispetto e ubbidienza: ordine morale. La casa è un dono di Dio come le vesti e le suppellettili. In tutte le cose è la Provvidenza di Dio che si mostra, di quel Dio che provvede il vello alle pecore, la piuma agli uccelli, l’erba ai prati, il fieno agli animali, i granelli e le fronde ai volatili, e tesse la veste al giglio della convalle. La casa, le vesti, le suppellettili vanno accolte con gratitudine; benedicendo la mano divina che le fornisce e trattandole con rispetto come dono del Signore. Senza guardarle con malumore perché povere; senza strapazzarle abusando della Provvidenza: ordine materiale.

Non hai compreso le parole scambiate nel dialetto di Nazaret, né le parole della preghiera. Ma le cose viste hanno dato una grande lezione. Meditatela, o voi tutti che ora tanto soffrite per aver mancato in tante cose verso Dio; e fra queste anche in quelle in cui non mancarono mai i santi Sposi che mi furono Madre e padre.

 

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

28 commenti

  • Come sono contenta di vedere pubblicato questo stralcio di un’opera così importante!

    Mi piacerebbe tanto che gli scritti di Maria Valtorta fossero proposti più spesso, se non addirittura pubblicati regolarmente ogni giorno. Che ne pensate?

    Luisa

  • Ciao Annalisa,
    mi piacerebbe conoscere il tuo parere in merito alle ultime uscite di Papa Francesco: simbolo satanico delle corna e la frase sui conigli…io son rimasto di stucco…
    grazie
    Alessandro

  • Ho tutta la raccolta dei libri della Valtorta sin dal 1981 ed i quaderni del 43,44,50 e li l’ho letti e riletti tante volte rimanendo sempre affascinato e nutrendomi di questo scritto sin da quel tempo,molte cose le ho ancora in mente e questo brano l’ho riletto volentieri facendomi come sempre venire la pelle d’oca.Ecco un buon cristiano dovrebbe abbeverarsi,come si suol dire,alla parola di Dio in questi scritti e il percorso di vita diventa più sopportabile in questo cammino di fede che dobbiamo fare noi cristiani.
    Un caro saluto

  • sono d’ accordo con Luisa e Rino: questo scritto e’ meravigliosamente illuminante soprattutto in un periodo come questo in cui tutto e’ nulla e non ci rendiamo conto, io per prima, che, davvero, solo la grazia di Dio basta.

  • Caro Alessandro io invece non sono rimasto di stucco, ma PIETRIFICATO al vedere cio’ che e’ stato fatto a NOSTRO SIGNORE durante la celebrazione della MAXIMESSA a Manila. Penso che noi tutti dovremo recitare dei SANTI ROSARI giornalieri a riparazione di quanto accaduto.
    MA COME SI FA A NON RENDERSI CONTO DI CIO’ CHE SI FA!!!! MA FINO A CHE PUNTO I CRISTIANI DEVONO CONTINUARE A SOPPORTARE QUELLO CHE ORAMAI DA DUE ANNI STA ACCADENDO NELLA CHIESA!!!

  • Caro Alessandro, sono un po’ di giorni che anche io non riesco a dare una risposta alle affermazioni del papa quando dice CHIARAMENTE: “…alcuni credono che ….scusatemi la parola…che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli…no …….PATERNITA’ RESPONSABILE!!!” Tutti sappiamo che i figli sono un dono di Dio!!! L’uomo da solo non puo’ generare figli!!!, se oggi mi ritrovo ad essere padre di tot figli io non ho alcun merito, io sono solo il tramite affinché in me si compia la volonta’ del Padre, in poche parole io posso essere l’uomo con il piu’ alto tasso di fertilita’ al mondo ma se la volonta’ del Padre e’ quella di non darmi figli, IO NON AVRO’ FIGLI!!! Vogliamo forse dire che l’uomo e’ in grado di generare la vita indipendentemente dalla volontà divina? Quando il papa dice di aver rimproverato una donna in una parrocchia che era all’ottava gravidanza ed aveva avuto sette cesari ma si rende conto che la sta rimproverando di una cosa di cui non ha colpa!!! Ma si rende conto di quello che dice quando afferma che in quel modo quella signora stava addirittura tentando il Signore!!! Ma come si fa a tentare il Padre semplicemente facendo la Sua volonta’ nell’accettare i figli che Egli stesso ti dona!!!. Ma che razza di “AFFERMAZIONE STRANA” e’ questa!!!!! Vogliamo forse dire che quella sprovveduta di donna ha voluto ” da sola e per capriccio” mettere al mondo il suo ottavo figlio? L’unica e vera paternita’ responsabile che tutti noi genitori abbiamo nei confronti deL Signore non e’ quella di DECIDERE QUANTI FIGLI AVERE ma quella di accettarne tanti e quanti sono nella volonta’, del Signore che magari dopo dieci cesari vuole “provarci” per vedere fino a che punto Gli siamo fedeli, non e’ quella di preservare la nostra vita ma quella di perderla affinche’ si compia la Sua volonta’!!! IL VANGELO NON E’ TEORIA!!!:”!Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà.”. Caro Marco abbiamo gia’ parlato della nostra diversita’ di vedute, mi scuso se ti ho offeso visto che parli di maniere subdole ( non vorrei mi “SPETTASSE ” un pugno!!!), mi chiedi quali sono quelle “affermazioni strane”, beh sopra ce n’e’ una ma sicuramente quando la leggerai sara’ gia vecchia, ce ne saranno state delle altre e poi delle altre ancora…..
    Caro Alessandro, riguardo il gesto delle corna, E’ MEGLIO NON PENSARCI, ma ti diro’ la prima cosa che mi e’ venuta in mente appena l’ho guardata sono I CRISTIANI PERSEGUITATI NEL MONDO!!!

  • Giuseppe, tu sei un caso disperato! Pensa se tu fossi un giornalista e scrittore che danni potresti fare!
    Ti riporto una frase di Giovanni Paolo II (leggila bene e medita): “Il pensiero cattolico è sovente equivocato come se la Chiesa sostenesse un’ideologia della fecondità ad oltranza, spingendo i coniugi a procreare senza alcun discernimento e alcuna progettualità. Ma basta un’attenta lettura dei pronunciamenti del Magistero per constatare che non è così”.
    P.S. Se ci pensi bene (sforzati) il tuo ragionamento escluderebbe anche i metodi naturali.

  • Grazie Marco, per fortuna del mondo non sono ne scrittore ne giornalista, forse proprio perché non lo sono ho difficolta’ nell’esprimermi visto che non hai capito quello che volevo dire ( ti prego leggi bene…. medita …..e sforzati). Con quello che ho scritto sopra non voglio escludere i metodi naturali ma volevo ribadire che pur adottandoli se il Signore ti vuole donare dieci figli dopo aver fatto nove cesari TU DEVI FARE LA SUA VOLONTA’!!!
    Con i metodi naturali io non faccio altro che esprimere la volonta’ di non avere figli ma non sapendo qual’e la Sua volonta’ devo essere SEMPRE PRONTO A FARLA, SEMPRE!!!
    PS: Grazie per il disperato

  • Grazie Marco, per fortuna del mondo non sono ne scrittore ne giornalista, forse proprio perché non lo sono ho difficolta’ nell’esprimermi visto che non hai capito quello che volevo dire ( ti prego leggi bene…. medita …..e sforzati). Con quello che ho scritto sopra non voglio escludere i metodi naturali ma volevo ribadire che pur adottandoli se il Signore ti vuole donare dieci figli dopo aver fatto nove cesari TU DEVI FARE LA SUA VOLONTA’!!! Con i metodi naturali io non faccio altro che esprimere la volonta’ di non avere figli ma non sapendo qual’e la Sua volonta’ devo essere SEMPRE PRONTO A FARLA, SEMPRE!!! PS: Grazie per il disperato
    Il dono dei figli e’ probabilmente il modo piu’ bello in cui il Padre ci comunica il Suo amore, la grandezza della nascita e’ il mistero piu’ mistero che ci sia, la scienza non riuscira’ mai a spiegarlo ne tantomeno potra’ mai sostituirsi al SOLO E UNICO CAPACE DI DARE VITA ALLA VITA!!! Se quella donna ( indipendentemente dai metodi naturali) e’ in attesa del suo ottavo figlio E’ PERCHE IL SIGNORE HA DECISO COSI E NESSUNO ripeto NESSUNO ribadisco NESSUNO HA L’AUTORITA’ di rimproverare quella signora semplicemente perché quella signora sta facendo la volontà di DIO!!! Se io oggi sono al mondo, e in un determinato punto del mondo, non e’ perché l’ho deciso io ne tantomeno perché l’hanno deciso i miei genitori, quella donna porta nel grembo un’anima voluta da Dio e chi la rimprovera per questo STA RIPROVERANDO IL SIGNORE!!!

  • Come si sposa il tuo ragionamento con i figli che nascono da relazioni extraconiugali? E SIA CHIARO CHE NON VOGLIO ASSOLUTAMENTE METTERE IN DUBBIO CHE ANCH’ESSI SIANO VOLUTI, AMATI E BENEDETTI DA DIO. Ma non si può certo dire che il modo con cui ciò sia avvenuto rispecchi la Sua volontà.

  • Caro Marco dalla domanda che fai e soprattutto dal modo in cui la poni traspare un’innocenza che e’ sintomo del fatto che sicuramente sei un bravo ragazzo! L’ultima fresca di giornata ( ma sicuramente quando la leggerai sara’ gia vecchia perché ce ne saranno state delle altre delle altre ….e poi delle altre ancora) e’ l’invito che il papa ha fatto (dopo avergli telefonato per ben due volte nel mese di dicembre) ad un transessuale con fidanzata a carico ad essere ricevuto a Santa Marta. Poniti una domanda: Questo suo invito e’ fatto per mettere quell’anima nella giusta carreggiata limitandosi quindi ad adempiere al compito per cui e’ stato chiamato dal Signore(pescatore di anime) o per ribadirgli il concetto del ” chi sono io per giudicare”

  • Quando i soldi contano di più della vita…un trend molto in voga oggi prediligere il denaro alla vita e si manifesta in molti modi…un orrore che ha più fantasia della fantasia stessa.

    “Abortivano per raggirare le assicurazioni
    L’accusa della procura di Pavia che ha indagato dieci persone per frode. Due donne avrebbero interrotto la gravidanza apposta”

  • Caro Marco non potrei mai nascondermi dietro un dito, sono alto 1,90 mt e peso 110 kg frutto di una vita “buttata” a curare il corpo, a curare quello che deve ritornare polvere! Pensa fino a tre anni fa sollevavo pesi come fosse niente, mi sentivo un leone davanti a tutti, ruggivo sempre e in qualsiasi luogo mi trovassi, ma quando mi ritrovavo solo avevo paura di tutto, della morte della malattia della vita stessa che ad un tratto, e senza che io potessi far nulla, sarebbe potuta finire all’improvviso, … SENZA CHE IO POTESSI FAR NULLA!!!. Scusami non te la prendere Marco ti dico questo perché quella tua domanda e’ frutto della poca fede che c’e’ in te!!! La fede NON SI STUDIA E NE SI COMPRA, ma viene REGALATA da Colui che legge fin dentro i nostri cuori, da Colui che conosce persino il nostro pensiero piu’ nascosto, da Colui che conosce le soluzioni ai nostri problemi prima che questi ci si presentino davanti, e’ quella cosa inspiegabile che ti fa spostare le montagne………… e se la montagna non si sposta non e’ perché questo non puo’ mai accadere ma e’ perche siamo NOI che non abbiamo fede abbastanza! CREDO IN DIO CREATORE DI TUTTE LE COSE VISIBILI E INVISIBILI Alla mia affermazione che tutti noi siamo stati voluti da Lui e plasmati dalle Sue stesse mani tu mi dici che questo e’ in contraddizione col fatto che ci sono delle nascite extramatrimoniali e che quindi la mia “teoria” cozzerebbe con la Sua volonta’!!!! Scusami Marco, ho volutamente evitato di risponderti, pensavo stessi scherzando, ma ho capito bene o stai mettendo in dubbio che il Signore da la vita e decide Lui dove come quando e perché!!! STAI METTENDO IN DUBBIO QUESTO!!!Stai forse affermando che l’uomo da solo puo’ generare la vita! Fratello mio se sei convinto di questo allora buttati subito nella preghiera, mettila al primo posto e non la lasciare piu’ fino a quando l:UI non ti dara’ la certezza CHE NIENTE SI MUOVE SE NON PER VOLONTA’ SUA!!!
    Quella domanda non puoi farla a me io non posso sapere qual è la volontà divina e il solo pretendere di volerlo capire autorizzerebbe il Signore stesso a renderSi invisibile ai miei occhi! Non ci sono solo figli che nascono da matrimoni extra-matrimoniali, ci sono figli che nascono dopo degli stupri, ci sono addirittura casi-limite di figli che sono nati dopo che i padri hanno abusato delle proprie figlie, ma questo non vuol dir nulla, io non sono nessuno per dire come il Padre Celeste da la vita, quali sono i Suoi disegni divini, a me basta sapere ( e Lo ringraziero’ fino a quando mi chiamera’ a Lui) che Lui c’e’ ed io prima non lo vedevo. Ti voglio dare un consiglio, chiediGli ogni giorno sempre piu’ fede, chiediglieLo con cuore sincero e Lui non ti deludera’!!!
    Ora ti dispiacerebbe rispondere alla mia di domanda? Pensi che quel transessuale dopo l’incontro col papa sia tornato sulla retta via?!? Il Signore puo’ quindi gioire per il ritorno all’ovile di una pecorella smarrita?!?

  • “E SIA CHIARO CHE NON VOGLIO ASSOLUTAMENTE METTERE IN DUBBIO CHE ANCH’ESSI SIANO VOLUTI, AMATI E BENEDETTI DA DIO.” Ti riporto la mia affermazione, riferita ai figli nati da relazioni extraconiugali, già riportata in un mio precedente intervento: con che faccia tosta tu mi metta in bocca l’esatto opposto, lo sai solo tu. Ti stavo semplicemente facendo notare la pericolosità del ritenere, per il semplice fatto che senza Dio nessun figlio può nascere, che quella donna stesse facendo la volontà di Dio perché rimasta incinta, a quali conseguenze porterebbe nella valutazione etica dei rapporti extraconiugali fonte di gravidanze. Credo che Papa Francesco avesse tutto il diritto di richiamare quella donna (con metodi leciti) a un’intimità coniugale più prudente: il rischio che correva a ogni gravidanza, visti i numerosi cesarei subiti, era notevole e rischiava di rendere orfani i suoi precedenti figli (e di far morire il nascituro). Il fatto che da quel comportamento sia nato un figlio (come tutti voluto da Dio) non toglie che esso sia stato imprudente, come pure se da una relazione extraconiugale nasce un figlio (come tutti voluto da Dio), ciò non toglie che l’atto in sé sia stato un’offesa al coniuge e al sacramento del matrimonio. Dio sa trarre cose buone anche dai nostri errori (ma essi rimangono errori). Se tu di fronte a simili casi vorrai consigliare in altra maniera, te ne assumerai tutte le gravi responsabilità di fronte alla famiglia e a Dio. Giovanni Paolo II: “Nel prendere la decisione di generare o di non generare essi devono lasciarsi ispirare non dall’egoismo né dalla leggerezza, ma da una generosità prudente e consapevole, che valuta le possibilità e le circostanze, e soprattutto che sa porre al centro il bene stesso del nascituro. Quando dunque si ha motivo per non procreare, questa scelta è lecita, e potrebbe persino essere doverosa”. Ora dimmi cosa c’è stato nel comportamento di Papa Francesco (nei riguardi di quella mamma) in contrasto con questo insegnamento di Giovanni Paolo II! P.S. Non so se quel transessuale sia tornato sulla retta via, ma di certo Gesù gioisce nel vedere Papa Francesco avvicinarsi a una sua pecorella per aiutarla. Gesù a quella pecorella ci tiene molto, ricordalo. (Sono stanchissimo! Mi scuso se non sono riuscito a spiegarmi bene.)

  • Caro Giuseppe, mi duole dirtelo, ma non tutto ciò che accade avviene per volontà di Dio. Altrimenti dovremmo pensare che anche il male che c’è nel mondo sia voluto da Lui. Ovviamente, tutto ciò che accade nell’universo, come nell’aldilà, Inferno compreso, non può accadere senza il consenso divino. Altrimenti non avrebbe senso credere che Dio sia onnipotente e, allo stesso tempo, onnisciente. C’è però differenza tra il dire che una determinata cosa sia avvenuta col permesso di Dio e il sostenere che tutto, nulla escluso, accada, sempre e comunque, per Sua volontà. Permettere è conto, averlo voluto è un altro. Tant’è che la Chiesa Cattolica non sostiene quello che dici tu ed anche per questo vale la pena studiare. La fede non la si ottiene dai libri, su questo hai ragione, non fare però una colpa a chi, avendo passato del tempo sui libri, ne sa più di te e non pensare neanche si voglia essere saccenti o apparire saputelli ma se tu dici che 2+2 fa 5 anziché 4 è giusto che poi qualcuno ti corregga. Dio permette un gran numero di cose che non rientrano nella sua volontà, finanche il male. Perché? Essenzialmente, come insegnatoci dai Dottori della Chiesa, per due motivi; primo, perché è estremamente rispettoso del libero arbitrio da lui stesso donatoci e che, nonostante spesso ne facciamo un pessimo uso, rappresenta uno dei doni più grandi che il Signore abbia fatto a tutte Sue creature. Anche agl’angeli fu data la libertà di scegliere, così non fosse stato alcuni di loro non si sarebbero potuti ribellare diventando, a causa della loro ribellione, dei demoni. Il secondo motivo, come fatto notare da Marco, è che Dio riesce a trarre del bene finanche dal male. Ciò spiega il perché Dio permetta, come da te stesso fatto notare, la nascita di un bambino da uno stupro o attraverso le pratiche di fecondazione assistita (alcune, soprattutto, a dir poco discutibili). Il Papa, attraverso la frase sui conigli, ha usato una frase “colorita” ma la sostanza del suo discorso non era sbagliata. La Chiesa, già prima, parlava di paternità e maternità responsabili. Ne parlava Giovanni Paolo II, così come ne parlò Paolo VI in una sua enciclica. Secondo te è da persone responsabili mettere al mondo 15 figli in un paese e in un contesto familiare dove i bambini muoiono di fame e di malattia a ritmi impressionanti? Se Dio, in certi casi, volesse più che permettere, come diresti tu, dovremmo pensare Lui voglia la morte di milioni di quei bambini. In alcuni paesi dell’Africa la mortalità infantile è altissima, eppure si continua a far figli come conigli per dirla alla maniera del Papa; ebbene, secondo te è un comportamento responsabile? Secondo te Dio vuole che milioni di bambini nascano per poi non riuscire a superare il primo anno di vita come purtroppo accade? Per chiudere, ti consiglio di leggere la storia di Davide e Betsabea dal Secondo Libro di Samuele. Dal loro adulterio fu concepito un bambino che nacque ma morì, come Dio stesso aveva annunciato, pochi giorni dopo il parto. Anche quel bambino fu un dono di Dio ma non si può pensare che il suo concepimento sia stato voluto da Lui, altrimenti dovremmo pensare abbia voluto anche l’adulterio di quei due. Dio ne permise la nascita ed al contempo ne decretò la prematura morte per punire Davide dei suoi peccati. Questi non si era macchiato solo di adulterio ma aveva mandato a morire Uria, marito di Betsabea. Davide, infatti, temeva che Uria potesse far scoppiare uno scandalo una volta venuto a sapere della relazione extraconiugale della moglie col Re, relazione dalla quale, fra l’altro, era stato concepito un figlio. A nulla valsero le suppliche di Davide perché la vita del bambino fosse risparmiata, il bambino morì. Rimasta vedova, sposandosi col Re, Betsabea ebbe un altro figlio. Fu chiamato Salomone il quale, come è scritto nella Bibbia, fu molto amato da Dio e ricolmato da Lui di tantissime Grazie.

  • Caro Marco, TUTTI NOI SIAMO STATI VOLUTI DAL SIGNORE, L’UNICO IN GRADO DI DARE LA VITA, SENZA LA SUA VOLONTA’ L’UOMO NON E’ CAPACE DI GENERARE UN BEL NIENTE!!!!!!!!! NESSUNO PUO’ RIMPROVERARE QUELLA DONNA PERCHE’ IN QUELLA DONNA SI E’ GIA ESPRESSO IL SIGNORE!!!! Marco scusami io non devo vedere qual è la differenza fra papa Francesco e Giovanni Paolo secondo, mi verrebbe da dire che uno e’ santo….l’altro no, ma questo poco c’entra, io ti sto dicendo che vedo un contrasto fra quello che dice Francesco e quello che ha detto il Signore in quella donna mettendo la vita nel suo grembo….. e rimproverando quella signora Francesco HA RIMPROVERATO DIO stesso!!! Mi dici che quella donna ha messo a repentaglio la propria vita e allora? Vogliamo forse dire che se il Signore avesse voluto non avrebbe potuto impedire quella morte nel caso si sarebbe potuta verificare? IO POSSO USARE TUTTI I METODI NATURALI CHE VOGLIO MA SE LUI DECIDE DI DARMI 10 FIGLI IO NON POSSO FAR ALTRO CHE ACCETTARLI!!! NON SIAMO STATI MESSI AL MONDO PER FARE LA NOSTRA VOLONTA’ MA PER FARE LA SUA, LA MIA UNICA PREOCCUPAZIONE NELLA VITA DEVE ESSERE QUELLA DI CREDERE IN LUI AFFIDARMI A LUI CONFIDARE IN LUI accettando tutto quello che Egli Mi da e facendolo partecipe di ogni giorno della mia vita. Quando parli di generosita’ prudente e consapevole, quando parli di porre al centro il bene stesso del nascituro cosa intendi? Per me l’unica vera responsabilita’ che ho nei confronti di quel nascituro e’ insegnargli ad amare Gesu’, solo cosi’ lui potra’ avere una vita serena, beata, attraverso di Lui tu capisci che non serve possedere di questo mondo per essere felici anzi E’ L’ESATTO CONTRARIO!!! Meno hai di questo mondo e piu’ conoscerai di Lui, meno ti attacchi alle cose di questo mondo e meno soffrirai quando magari te le toglieranno. L’unica e sola preoccupazione e’ questa e nel momento in cui mi rendessi conto di non essere piu’ in grado di parlargli dell’amore di Cristo, beh quello sarebbe l’unico motivo per il quale non farei la Sua volontà forse, nel senso che preferirei pagare io di persona che non essere il responsabile della perdita eterna dell’anima di quel nascituro. Caro Marco il modo per aiutare quelle pecorelle smarrite non e’ quello di lasciarle nel peccato, facendole sentire quasi a loro agio come se niente fosse. Io dubito che Gesu’ gioisca nel vedere quell’anima destinata alla dannazione eterna con accanto il Suo vicario che gli dice: chi sono io per giudicare!!!
    P.s.: Ti posso assicurare che non ho la faccia tosta e che nonostante tutto per me rimani un bravo ragazzo.

  • Giuseppe, tu ritieni che nessuno possa rimproverare il comportamento di quella donna, perché, nel suo rimanere incinta, tu vedresti il come Dio si è espresso a riguardo. La solita domanda, allora, mi risorge spontanea: applichi questo tuo ragionamento anche a coloro che hanno avuto figli da relazioni extraconiugali? Perché se sì, queste persone non dovrebbero pentirsi del loro tradimento, né i loro coniugi sentirsi offesi… anzi! Allora, NESSUNO METTE IN DUBBIO CHE TUTTI I BAMBINI SONO VOLUTI DA DIO, ma io credo che Egli, certe volte, nel suo imperscrutabile disegno di salvezza, lo voglia far accadere anche in certi nostri errori (ma errori rimangono!). Vedere sempre, nella nascita di un bambino, l’approvazione dell’unione sessuale che l’ha permesso (a volte, purtroppo, anche uno stupro), è veramente pericoloso! Un grave sbaglio! Un giorno a Gesù fu detto: “Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”. Gesù rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». Perciò, io credo che non dobbiamo deresponsabilizzarci. Prendiamo invece esempio da Gesù: facciamo la nostra parte.
    P.S. Cosa intendo con “porre al centro il bene stesso del nascituro”? Non sono parole mie (le mie valgono quel che valgono). Sono parole di Giovanni Paolo II (il virgolettato preceduto dal suo nome).

  • Caro Marco se il Signore decide di dare un bimbo ad una coppia che trasgredisce ai Suoi comandamenti non vuol dire premiarla! Io non ho detto che con la nascita di un bambino il Signore approva quell’unione, ma con dalla nascita di quel bambino si evince la volonta’ del Padre ….. e nessuno puo’ rimproverarla! Ho fatto nel post precedente anche degli esempi, Il Signore non potrebbe mai benedire il gesto-limite di un padre che abusa della propria figlia.

  • “Dalla nascita di quel bambino si evince la volontà del Padre…”: cioè? Ti dispiacerebbe, al posto dei puntini, esporre chiaramente le tue conclusioni? Ti ricordo che il rimprovero riguardava il suo atteggiamento, non il suo stato.

  • Sono tre giorni che ti rispondo e tu vuoi ancora che io esponga le mie conclusioni!!! Sei arrivato pure a guardare quei puntini come qualcosa di “sospetto” ( era semplicemente per non riscrivere le stesse cose scritte nei post precedenti….. niente di piu’). IO NELL’AVERE UN ATTO SESSUALE CON MIA MOGLIE POSSO AVERE DUE ATTEGGIAMENTI:IL PRIMO USANDO CONTRACCETTIVI, IN QUESTO CASO IMPONGO LA MIA VOLONTA’ (DI NON AVERE FIGLI) AL SIGNORE, IGNORANDO ANCHE QUELLO CHE PREGO NEL PADRE NOSTRO (SIA FATTA LA TUA VOLONTA’). IL SECONDO CASO CONSISTE NELL’AVERE ATTI SESSUALI APERTI ALLA VITA CHE NON PRECLUDONO I METODI NATURALI MA CHE NON ESCLUDONO L’ADEMPIERSI DELLA VOLONTA’ DEL PADRE!!!! IN TUTTI I CASI QUANDO UNA DONNA RESTA INCINTA (anche nel primo caso, il Signore potrebbe anche metterti alla prova e non rispettare la tua volonta’, LUI PUO’ TUTTO!!!!!) E’ PERCHE IL SIGNORE HA VOLUTO COSI E IL PAPA NON PUO’ RIMPROVERARE NESSUNO PERCHE’ QUELL’ATTEGGIAMENTO (come lo chiami tu) HA PRODOTTO UN FRUTTO, DA QUELLO SI EVINCE LA VOLONTA’ DEL PADRE!!!!!!!!!!!
    MA CHE RAZZA DI DISCORSI FAI??? IL PAPA HA RIMPROVERATO L’ATTEGGIAMENTO E NON IL SUO STATO!!!! HA DETTO CHE PARTORENDO L’OTTAVO FIGLIO METTEVA A REPENTAGLIO LA SUA VITA E CHE ALTRI SETTE FIGLI SAREBBERO POTUTI RIMANERE ORFANI!!! LEI NON PUO’ ESSERE RIMPROVERATA PERCHE’ QUELLA DONNA NON SI PUO’ METTERE INCINTA DA SOLA O SOLO CON IL MARITO E’ IL SIGNORE CHE HA VOLUTO COSI (rispettando o anche non rispettando la volonta’ della signora stessa). QUELLA SIGNORA SI PUO’ “ATTEGGIARE” QUANTO VUOI MA SE LA VOLONTA’ DEL SIGNORE E’ QUELLA DI NON DARTI FIGLI TU NON AVRAI FIGLI!!! SE QUELLA SIGNORA PORTA IN GREMBO LA VITA E’ PERCHE IL SIGNORE STA FACENDO LA SUA VOLONTA’!!! CHE ALTRE CONCLUSIONI VUOI CHE TI DIA!!!!! NON C’E’ PEGGIOR CIECO DI CHI NON VUOL VEDERE!!!!!!!

  • …. IL PAPA NON PUO’ RIMPROVERARE L’ATTEGGIAMENTO DELLA SIGNORA PERCHE CON L’ATTEGGIAMENTO NON SI RIMANE INCINTA!!!!! SE COME DICI TU IL PAPA HA RIMPROVERATO L’ATTEGGIAMENTO VUOL DIRE CHE STIAMO DAVVERO MESSI MALE

  • Il punto, se lo vuoi capire, è questo: se la nascita di un bambino, SEMPRE VOLUTA DA DIO, non è garanzia della “bontà” dell’unione sessuale che l’ha permessa, questo deve valere sia nei casi gravi (tradimenti, incesti, stupri), sia in quelli meno gravi (paternità e maternità poco responsabili). Se i primi si devono pentire, i secondi si devono certamente migliorare. Io credo che a questo mirasse papa Francesco nel richiamare quella donna (parliamo sempre di metodi naturali, ricordalo!). Tu invece questo ragionamento lo applichi ai casi gravi ma non a quelli meno gravi: perché? Sono tre giorni che non me lo dici.

  • “Tu invece questo ragionamento lo applichi ai casi gravi ma non a quelli meno gravi: perché?”(????????????????????) Non capisco la domanda ma questo credo sia un problema mio, una volta dici che adotto due pesi e due misure (credimi non ho neanche capito quando io l’abbia fatto) poi alludi a dei puntini di sospensione come stessero ad indicare chissa’ quale altro mio pensiero oscuro, ascolta Marco qui penso che i tre giorni rischiano di diventare tre mesi e dubito che alla fine ci si possa intendere quindi saluto anche te nella maniera piu’ in voga fra noi cattolici da un paio d’anni a questa parte: Buon giorno!!!

  • Mi pare che la confusione regni sovrana.
    Dio, manda i figli, e dove di grazia è riportato?

    Dio non manda nessun figlio, meditate sul significato di Pro-creazione, inoltre, cosa vuol dire “Immagine e Somiglianza di Dio?”, (ovviamente inerente alla procreazione), quale è la cooperazione tra la creatura e il Creatore?.

    Ancora, cosa vuol dire “Procreazione responsabile?” in che modo si attua la suddetta responsabilità.

    Andiamo avanti, cosa voleva dire San Paolo con ” chi non provvede per la sua casa ha rinnegato la fede ed è peggio di uno senza fede?”

    Il Mezzo, è lecito rispetto al fine?, oppure è sempre illecito a prescindere dal fine? (ovviamente sempre riferito alla procreazione)

    Le domande possono essere ancora molte..
    La sostanza dell’affermazione di papa Bergoglio ( in merito alla questione dei conigli) è legittima, ha sbagliato la forma, ha mancato di tatto e sensibilità.
    Tommaso

  • Giuseppe, sii onesto. Non continuare ad addossare a papa Francesco colpe che non ha.

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