Annalisa Colzi
favola tratta dai racconti di guareschi

Una bella favola tratta dai racconti di Guareschi. Che ne pensate?

Il lupo e le pecore

favola tratta dai racconti di Guareschi

Don Camillo raccontò questa bella favoletta (favola tratta dai racconti di Guareschi):

Un feroce lupo, pieno di fame, girava per la campagna e arrivò a un prato recinto da un’altissima siepe metallica. E, dentro il recinto, pascolavano tranquille le pecorelle.

«Il lupo girò tutt’intorno al recinto per vedere se, caso mai, qualche maglia si fosse allentata  nella rete, ma non trovò buchi di sorta. Scavò con le zampe per tentare di fare un buco nella terra e passar sotto la rete, ma ogni fatica fu vana. Tentò di saltare la siepe, ma non riusciva neppure ad arrivare a metà. Allora si presentò alla porta del recinto e gridò: “ Pace, pace! Siamo tutti creature di Dio e dobbiamo vivere secondo le leggi di Dio!”.  Le pecorelle si appressarono, e allora il lupo disse con voce ispirata:

“Viva la legalità ! Finisca, una buona volta, il regno della violenza ! Facciamo una tregua!”.

“Bene!”, risposero le pecorelle. “Facciamo una tregua!”. E tornarono tranquillamente e brucare l’erbetta.

Il lupo si accucciò davanti alla porta del recinto, buono buono, e stette lì, e passava il tempo cantando canzonette allegre. Ogni tanto si levava e andava a brucare l’erba che era ai piedi della rete metallica.

“Uh! Guarda, guarda!”, si stupirono le pecore. “ Mangia l’erba anche lui, come noi ! Non ci avevano mai detto che i lupi mangiano l’erba”.

“Io non sono un lupo!”, rispose il lupo. Io sono una pecora come voi. Una pecora di un’altra razza”.

Poi spiegò che le pecore di tutte le razze avrebbero dovuto unirsi, fare causa comune.

“Perché?”, disse alla fine. “Perché non fondiamo un Fronte Pecorale Democratico? Io ci sto volentieri e, anche se l’idea è mia, non pretendo nessun posto di comando. E’ ora che ci uniamo per far causa comune contro il comune nemico che ci tosa, ci ruba il latte e poi ci manda al macello!”.

“Parla bene!”, osservarono alcune pecore. “Bisogna fare causa comune!”.

E aderirono al Fronte Pecorale Democratico e, un bel giorno, aprirono la porta al lupo che entrò nel recinto e, diventato il capo del piccolo gregge, cominciò, in nome dell’Idea, la epurazione di tutte le pecore antidemocratiche, e le prime a cadere sotto le sue zanne furono naturalmente quelle che gli avevano aperta la porta.

Alla fine l’opera di epurazione terminò, e quando non rimase più neppure una pecora il lupo esclamò trionfante: “Ecco finalmente il popolo tutto unito e concorde! Andiamo a democratizzare un altro gregge”».

 

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

10 commenti

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  • È una favoletta attualissima, metafora dei nostri giorni, dove il lupo può essere la personificazione del “pensiero unico” o del “politicamente corretto” che aggredisce lentamente ma inesorabilmemte anche le persone che credono di avere le idee chiare…

  • Quello che succede ogggiorno Annalisa. Il lupo è il diavolo e le pecore siamo noi.

  • cara Annalisa ti faccio una domanda? A chi devo riferirla o paragonarla questa storiella del grande Guareschi? Perchè scusami ma a me viene automatico di tradurla in qualche frangente nell’attualità della Chiesa in alcuni suoi scompartimenti. Posso anche farla assomigliare ad alcuni comportamenti del nostro governo o a che altro?

  • Sì, è una favola molto attuale e il lupo può essere tante cose. Il racconto mi stimola a domandarmi: di chi sto in ascolto ? Come distinguere le voci, come distinguere il vero dal falso ? Mah !? Il mio criterio non può essere che uno: stare attaccato il più possibile al Signore Gesù, ascoltare la Sua voce di Verità. Per questo credo che sia fondamentale leggere la Parola alla luce degli insegnamenti della Chiesa. Ma l’uomo contemporaneo non accetta che ci sia un’autorità, è un “uomo in rivolta”, segue se stesso, non è umile. Così pensa di essere libero. Invece è proprio il contrario.

  • Penso cara Annalisa che Guareschi non era uno stolto e si può dedurre anche da altri suoi scritti; questa storiella il diavolo la sta praticando con pervicacia e metodica instancabile dalla rivoluzione francese. Il primo passo far cadere tutte le monarchie in nome di una non ben precisata democrazia che si è poi dimostrata e si dimostra tutt’oggi un liberismo misto ad anarchia dove l’uomo via via sta dando il peggio di se etc etc etc ..ma fa tutto parte di un piano ben prestabilito.

  • Dall’eskimo alla camicia bianca: il lupo perde il pelo ma non il vizio. Se ne sta al serraglio delle pecore fino a prenderne l’odore.

  • Chi segue il Vangelo, chi riconosce il Signore Gesu’ come VIA VERITA’ E VITA, chi rafforza la propria fede con la recita del SANTO ROSARIO QUOTIDIANO, chi si nutre con la SANTISSIMA EUCARESTIA, chi si sforza di rimanere fedele ai Suoi insegnamenti che valgono per sempre NON HA NULLA DA TEMERE!!! Puo’ tranquillamente anche addormentarsi accanto al lupo CHE NULLA POTRA’ FARGLI, quella “pecorella” e’ del Signore e chi si affida a Lui non rimarra’ mai solo, MAI INDIFESO!!! I

  • Cara Annalisa ti sei accorta anche tu che qualcosa comincia a non quadrare e che oggi ci sono troppe “affermazioni” strane?

  • Giuseppe, possono quelle persone che di continuo offendono il Papa ritenersi fedeli a Gesù? Di quali affermazioni strane parli? Mai che tu abbia il coraggio di parlare chiaro! Sempre in maniera subdola!

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