Annalisa Colzi
libro nato dalla vita

Un libro nato dalla vita

Formazione di un libro nato dalla vita vissuta

Non so da quando ho incominciato a sentirmi a disagio nel nostro mondo moderno e a cercare di capirlo per rendere conto della mia insoddisfazione. Passavano i decenni e le riflessioni si moltiplicavano con l’esperienza della vita. Ma tutto sembrava ancora molto informe e approssimativo. Dopo il duemila l’impegno di riflessione divenne più intenso, sebbene gli orizzonti fossero ancora enigmatici.

Circa dieci anni fa – non ricordo la data esatta – il mio amico Mario, professore di lettere, mi accompagnava con la sua automobile verso il monastero Santa Maria del Monte di Cesena. Come spesso succede quando mi trovo con lui, si incomincia a dialogare e il colloquio si anima. I problemi più gravi che ci angosciano vengono alla luce e se ne discute appassionatamente. Improvvisamente mi si accende una luce e tutto un mondo di pensieri incomincia finalmente a trovare il suo ordine. Ora sembra tutto molto ovvio, eppure per tanto tempo la giusta collocazione delle cose mi era sfuggita!

Arrivati al monastero, mi affretto ad appuntarmi la serie dei pensieri. Su quegli appunti presi in fretta dovevo poi ritornare, parlandone anche con Mario, e avrei corretto e aggiunto diverse cose. Ma fondamentalmente il pensiero era già lì nei suoi tratti fondamentali.

Che fare di quello scritto? Si tratta di un pensiero mio personale. Che ne dirà la Chiesa?

Cerco un direttore spirituale in grado di valutare un discorso un po’ approfondito, il quale possa dirmi se sono fuori strada.

Dopo vari tentativi, mi indirizzano a Mons Livi, allora decano di filosofia al Laterano. Gli faccio avere lo scritto e poi vado a trovarlo. La sua risposta: “Perché non lo pubblichiamo sulla rivista Aquinas?”. “Ma, veramente…”. La cosa rimane in forse. Poi effettivamente nel 2008 il testo, un po’ rimaneggiato, uscirà sulla rivista Aquinas.

Intanto cercavo di approfondire il pensiero, arricchendolo con dati presi dal pensiero teologico. Ma ero sempre alla ricerca di un parere da parte di un direttore spirituale, anche per una questione di coscienza. Infine un emerito della Gregoriana mi diede la sua piena approvazione. Gli chiesi: “Ma non le sembra che nella Chiesa si parli troppo poco di queste cose?”. “Purtroppo sì. Ma non aspettare che siano le autorità a parlarne. Va’ avanti tu!”.

Continuo a riflettere, ma ancora mi sento uno studente in cerca di guida.

All’inizio del 2009 una persona amica si interessa di far pubblicare un mio articolo su un quotidiano importante e poco dopo invio un altro articolo ad un rivista laico-liberale online, il Legno storto. L’articolo viene accettato e sono invitato ad inviarne altri. Da allora incomincia una ininterrotta collaborazione con il Legno storto e attraverso gli anni gli articoli si accumulano. Il mio superiore religioso mi consiglia di raccoglierli insieme in vista di una possibile pubblicazione. Obbedisco, ma la pubblicazione, nonostante qualche tentativo e qualche mezza promessa, non sembra possibile.

Del resto gli articoli nascono tutti occasionalmente, sollecitati da avvenimenti personali, o da nuovi studi, o da circostanze storiche e politiche particolari. Spaziano dall’economia alla mariologia e non seguono un piano preordinato. Ma intanto il pensiero si sviluppa sempre più e si intravede un’armonia segreta che lega insieme i diversi aspetti del problematico mondo di oggi con il mistero di Cristo e della sua Madre santissima.

Nella primavera di quest’anno arriva, come fulmine a ciel sereno, una richiesta improvvisa: l’editrice Aracne chiede di pubblicare un libro per dare inizio ad una collana di studi teologici e spirituali. Si rivolge a me, e anche ad altri, in quanto docente presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo. Propongo la collezione dei miei articoli e viene accettata, con l’invito a farne una scelta. Faccio la scelta, ma il file risulta sempre molto ampio. Va bene così! Ma si richiede un contributo finanziario. Il problema è grave! Dove trovare la somma – non altissima, ma tuttavia notevole? Il tempo passa tra promesse, speranze e delusioni e la pubblicazione viene rinviata a tempo indeterminato. Intanto però nascono altri articoli che, con il permesso dell’editore, vengono aggiunti.

Finalmente, in occasione della festa di San Benedetto dell’11 luglio, spunta fuori inaspettatamente il benefattore: il libro si può pubblicare! Ma ancora c’è da tribolare! Bisogna sistemare bene il file, poi ci sono le vacanze e  l’editore chiude, poi ci sono da correggere più volte le bozze – che infine risultano di circa 730 pagine!

Nell’attesa mi ritrovo un giorno a discutere nel chiostro e nella biblioteca dell’Abbazia di Farfa di nuovo con il mio amico Mario. Come circa dieci anni prima, la discussione si anima e i problemi più appassionanti ritornano alla ribalta. Si ravviva di nuovo l’entusiasmo e i pensieri fermentano. La sera vado a dormire con l’animo agitato. La mattina del giorno successivo, dopo l’ufficio mattutino, corro in biblioteca e metto giù una serie di pensieri. Più tardi ne discuto ancora con Mario e apporto correzioni e aggiunte. Così nasce quello che sarà l’epilogo del volume, come ugualmente da una discussione con Mario era nato quello che doveva essere il primo articolo del volume stesso.

Nei dieci anni trascorsi tra l’uno e l’altro episodio, un ribollire di idee, una ricerca faticosa e costante, un susseguirsi di momenti di sconforto e di entusiasmi ritrovati… Tutto questo senza sapere che un giorno il risultato di tante riflessioni sarebbe confluito nel volume La luce splende nelle tenebre. Lo splendore dell’eterna sapienza cristiana nel mondo sconvolto di oggi!

Il 7 ottobre finalmente il libro vede la luce. E’ la festa della Madonna del Rosario. Quale giorno più adatto per un libro dedicato a Maria, nostra madre amantissima, la cui presenza risplende sempre più luminosa nelle pagine del volume, e specialmente nell’ultima parte, a Lei in modo particolare dedicata!

di Don Massimo Lapponi

(Il link per informazioni sul volume:

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854876170)

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

2 commenti

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  • No! Ho provato proprio ora: la pagina si apre regolarmente!

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