Annalisa Colzi
scelgo buon umore

Scelgo di essere di buon umore

SCELGO DI ESSERE DI BUON UMORE

una pagina di vita

Robert è il tipo di persona che è sempre di buon umore e ha sempre qualcosa di positivo da dire. Quando qualcuno gli chiede come va, lui risponde: “Se andasse meglio di così, sarei due persone!”.
E’ un ottimista. Se un collega ha un giorno no, Robert tiene sempre a fargli vedere il lato positivo della situazione.

Vederlo mi incuriosiva e così un giorno gli chiesi: “Io non capisco, come è possibile essere ottimisti ogni giorno. Come fai?”. Robert mi rispose: “Ogni giorno mi sveglio e mi dico: oggi avrò due possibilità; posso scegliere di essere di buon umore o posso scegliere di essere di cattivo umore. E scelgo di esser di buon umore. Quando qualcosa di brutto mi succede, io posso scegliere di essere una vittima o di imparare da ciò. E scelgo di imparare da ciò. Qualche volta qualcuno viene da me a lamentarsi di qualcosa; io posso scegliere di accettare le lamentele o posso scegliere di aiutarlo a vedere il lato positivo della vita. Ed io scelgo il lato positivo della vita”.

“Ma non è sempre così facile”, gli dissi.

“Sì che lo è”, disse Robert “La vita è tutta una questione di scelte. Sta a te scegliere come reagire alle situazioni, sta a te decidere come lasciare che gli altri influenzino il tuo umore. Tu scegli se esser di buon umore o di cattivo umore. Alla fine sei tu a decidere come vivere la tua vita”.

Dopo quella conversazione ci perdemmo di vista perché io cambiai lavoro, ma spesso mi ritrovai a pensare alle sue parole, quando dovevo fare una scelta nella mia vita.

Poi seppi che Robert aveva avuto un brutto incidente sul lavoro: era caduto da 18 metri di altezza, e dopo venti ore di sala operatoria fu rilasciato dall’ospedale con una piastra d’acciaio nella schiena. Andai a trovarlo e gli chiesi come si sentisse. “Se stessi meglio sarei due persone”, mi rispose “Vuoi per caso vedere le mie cicatrici?”.
“Ma come fai – gli chiesi – ad essere così positivo dopo quello che ti è successo?”. “Mentre stavo cadendo, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la mia bambina. Poi mentre giacevo per terra, mi sono detto che potevo scegliere di vivere o di morire. Ed ho scelto di vivere”.

“Ma non hai avuto paura?”.
«Sì, quando mi hanno portato all’ospedale ed ho visto l’espressione sul viso dei dottori, ho avuto paura, perché era come se guardassero un uomo morto. Poi un’infermiera mi ha chiesto se avessi allergie, ed io risposi: sì. Tutti mi guardarono ed io urlai: “Sono allergico alla forza di gravità!”. Tutti scoppiarono a ridere, ed io dissi: “Ed ora operatemi da uomo vivo, non come se fossi già morto”».

Robert mi ha insegnato che ogni giorno abbiamo la possibilità di scegliere di viver la vita pienamente. Quindi è inutile preoccuparsi sempre per il domani, perché ogni giorno ha i suoi problemi, e domani penseremo ai problemi di domani. Dopo tutto, oggi è il domani di cui ti preoccupavi ieri.

Il Tisbita

annalisa colzi

Mi chiamo Annalisa Colzi e di professione faccio la scrittrice anche se non possiedo nessun titolo di studio. Sono nata il 20 novembre del 1962 sotto il segno della Croce (questo è il mio segno zodiacale). Sono sposata, abito in una delle più belle zone d’Italia, la toscana e precisamente a Montemurlo, un paese in provincia di Prato.

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